Alla Triennale Milano Davide Stucchi presenta Temporary Rooms, una mostra gratuita su casa, oggetti, design e precarietà dell’abitare.
Alla Triennale Milano, Davide Stucchi costruisce una casa che non cerca stabilità, ma si offre come organismo provvisorio, attraversato da oggetti, immagini e tensioni. Temporary Rooms, mostra personale curata da Damiano Gullì, occupa l’Impluvium e trasforma lo spazio in un ambiente domestico abitato da opere ibride tra arte e design. Il punto non è ricreare un interno riconoscibile, ma usare la casa come dispositivo narrativo, un luogo mentale e materiale in cui il quotidiano perde sicurezza e diventa esperienza critica.

Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view
poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano
Il progetto lavora su una soglia particolarmente fertile: quella tra opera, arredo, installazione e scenografia. Gli oggetti non sono presentati come elementi funzionali da abitare davvero, ma come presenze ambigue, capaci di mettere in crisi la familiarità del domestico. Triennale descrive lo spazio di Stucchi come un ambiente in cui immagini, corpi e oggetti entrano in relazione, mentre la casa emerge come costruzione culturale fatta di memorie e tensioni. È una definizione precisa, perché la mostra non osserva l’abitare da fuori: lo mette in moto, lo smonta e lo rende instabile.
Quattro stanze che cambiano nel tempo
La struttura temporale è uno degli elementi più rilevanti della mostra. Dall’apertura al 4 ottobre 2026, gli oggetti presenti nello spazio vengono progressivamente smontati e sostituiti, generando una sequenza di stanze temporanee. Il bagno apre il percorso dal 14 maggio, il salotto entra in scena dal 23 giugno, la camera da letto dal 21 luglio e la cucina dal 15 settembre. Questa scansione impedisce alla mostra di fissarsi in una forma conclusa: chi torna in momenti diversi incontra un interno mutato, come accade in una casa attraversata da lavori, traslochi, adattamenti e continui ripensamenti.

Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view
poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano
La scelta di far avanzare l’allestimento per riconfigurazioni successive è più di un espediente scenografico. Stucchi porta dentro il museo un’idea di abitazione come condizione temporanea, fragile, mai pienamente posseduta. Il riferimento alla precarietà dell’abitare contemporaneo non funziona come slogan sociale aggiunto dall’esterno, ma nasce dalla forma stessa del percorso: una casa in costruzione, un ambiente parziale, un interno che si modifica davanti al pubblico. La dimensione domestica, normalmente associata a protezione e continuità, appare qui come spazio negoziato, provvisorio, esposto alle trasformazioni del presente.
Oggetti familiari, funzioni interrotte
Temporary Rooms insiste sulla capacità degli oggetti di sedurre e tradire. Ciò che sembra appartenere al vocabolario ordinario della casa viene privato della sua destinazione più prevedibile, oppure riattivato in modo laterale e ironico. È qui che il rapporto con il design diventa decisivo: Stucchi non lo usa come repertorio estetico, ma come campo da mettere in discussione. Gli interni domestici, spesso fotografati, desiderati e consumati come promessa di identità, vengono spostati su un terreno più instabile, dove la funzione si incrina e l’arredo diventa segno, traccia, costruzione mentale.
L’Impluvium offre al progetto una qualità spaziale non neutrale. La conformazione dell’ambiente permette alla mostra di assumere l’aspetto di un cantiere domestico, con una casa che si costruisce, si modifica e si ridefinisce lungo tutta la durata dell’esposizione. In questa prospettiva, il museo non è soltanto un contenitore ordinato, ma diventa il luogo in cui il dentro e il fuori si contaminano. L’intimità della stanza incontra il linguaggio provvisorio del lavoro in corso, suggerendo che l’abitare non sia mai una condizione pienamente compiuta, ma una pratica in continua negoziazione.
Perché questa mostra parla del presente
La forza del progetto sta nella sua apparente semplicità. Una casa, quattro stanze, alcuni oggetti che cambiano posto o spariscono: elementi minimi, quasi ordinari, che diventano però una riflessione sulle forme contemporanee dell’instabilità. Stucchi non illustra la precarietà, la mette in scena attraverso una grammatica di spostamenti, sostituzioni e mancanze. Il risultato è una mostra che parla tanto di interni quanto di desideri, di memoria domestica quanto di condizioni economiche e simboliche dell’abitare. La casa non è rifugio definitivo, ma immagine vulnerabile del nostro rapporto con il tempo.
La visita è gratuita e si svolge negli spazi della Triennale Milano, aperti per mostre e installazioni dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 20.00, con chiusura il lunedì. La pagina di biglietteria indica per Temporary Rooms una durata stimata di 30 minuti e la possibilità di ottenere il biglietto gratuito. Sono dati utili perché la mostra invita a una fruizione non necessariamente unica: la sua natura progressiva rende sensata anche una visita ripetuta, capace di seguire il passaggio dal bagno al salotto, dalla camera da letto alla cucina.
Quando si visita Davide Stucchi. Temporary Rooms alla Triennale Milano?
La mostra è aperta dal 14 maggio al 4 ottobre 2026 negli spazi dell’Impluvium di Triennale Milano.
Quanto costa il biglietto per Temporary Rooms?
L’ingresso alla mostra è gratuito, con biglietto gratuito da ottenere attraverso i canali indicati da Triennale Milano.
Chi cura la mostra di Davide Stucchi alla Triennale?
La mostra Davide Stucchi. Temporary Rooms è curata da Damiano Gullì.
Che cosa si vede nella mostra Temporary Rooms?
Il progetto costruisce un ambiente domestico mutevole, abitato da opere ibride tra arte e design, con oggetti progressivamente smontati e sostituiti.
Quali sono le stanze previste nel percorso?
Le riconfigurazioni seguono quattro ambienti domestici: bagno dal 14 maggio, salotto dal 23 giugno, camera da letto dal 21 luglio e cucina dal 15 settembre.
Dove si trova la mostra?
Temporary Rooms è allestita nell’Impluvium di Triennale Milano, in Viale Alemagna 6, nel Palazzo dell’Arte.
Quanto dura la visita?
La biglietteria di Triennale indica una durata stimata di circa 30 minuti per la visita alla mostra.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Davide Stucchi. Temporary Rooms |
| Artista o artisti partecipanti | Davide Stucchi |
| Tema o concept | Spazio domestico come dispositivo narrativo e critico, tra opere ibride, oggetti riconfigurati, arte, design e trasformazioni dell’abitare contemporaneo |
| Tipologia | mostra personale |
| Ente organizzatore / promotore | Triennale Milano |
| Luogo | Triennale Milano, Impluvium |
| Indirizzo | Viale Alemagna 6, 20121 Milano |
| Data di inizio | 14 maggio 2026 |
| Data di fine | 4 ottobre 2026 |
| Curatore | Damiano Gullì |
| Orari di apertura | Martedì – domenica 10.30 – 20.00 |
| Giorni di chiusura | Lunedì |
| Biglietto / ingresso | Ingresso gratuito con biglietto gratuito |
| Prenotazione | Biglietto gratuito disponibile online o tramite biglietteria, secondo disponibilità |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | triennale.org |
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