A Napoli A Gentle Collapse indaga perfezione, errore e instabilità con opere di Pelikan, Silverii, Vékony e Villaumié.
Alla Andrea Nuovo Home Gallery di Napoli, “A Gentle Collapse. I don’t much care where so long as I get somewhere” affronta uno dei nervi più riconoscibili del presente: la pressione a essere efficienti, coerenti, orientati, sempre all’altezza di una forma misurabile di riuscita. La collettiva, curata da Marta Ferrara, riunisce Zoë Pelikan, Matteo Silverii, Dorottya Vékony e Flora Villaumié in un percorso che non trasforma la fragilità in tema decorativo, ma la usa come lente critica per osservare un tempo in cui persino l’errore sembra diventato un difetto da correggere.
Il titolo prende avvio da una parafrasi di Alice nel Paese delle Meraviglie e non indica tanto una meta, quanto una condizione di passaggio. Nella mostra, il movimento conta più dell’arrivo: le opere abitano una soglia in cui il familiare si incrina, il quotidiano diventa leggermente perturbante e le certezze si sfaldano senza assumere la forma del trauma spettacolare. È un collasso gentile, quasi trattenuto, che lascia emergere nuove possibilità di senso proprio mentre la logica lineare perde stabilità.
Le opere tra natura alterata, memoria e relazioni interrotte
Dorottya Vékony apre una riflessione sui confini tra corpo biologico e corpo sociale attraverso immagini botaniche trasformate, seducenti e inquietanti. Il suo lavoro parte anche dalla crisi dell’impollinazione, dal declino degli insetti, dalle monocolture e dall’uso intensivo dei pesticidi, per spostare il tema della fertilità e della riproduzione dal corpo umano al mondo vegetale. Ne nasce una natura artificiale, intensificata, apparentemente desiderabile, ma attraversata da una tensione critica verso l’idea che ciò che è vivo debba essere reso più attraente, più produttivo, più conforme.
La pittura di Matteo Silverii entra in dialogo con questa dimensione attraverso immagini che trattano la memoria come un archivio fragile. Nei paesaggi acidi e frammentati di Hyésouhyiòs, il luogo sembra più uno stato mentale che uno scenario riconoscibile, mentre nella serie Figurines oggetti trovati, souvenir e cianfrusaglie da mercatino vengono isolati e alterati fino a produrre un corto circuito tra familiarità e stranezza. Silverii recupera ciò che appare secondario o fuori moda e lo porta su tela come resistenza alla velocità con cui le immagini e le cose vengono consumate.
Al piano superiore, Zoë Pelikan lavora sul gesto quotidiano del caffè trasformandolo in una scena di impossibilità. Nell’installazione Out of Touch, tazze e recipienti in terracotta non riescono a compiere la propria funzione: il liquido si disperde, l’incontro fallisce, la relazione resta incompleta. La materia tattile e arcaica, tra argilla, legno, rame, cera d’api e carta, rende visibile ciò che di solito resta nascosto nelle relazioni umane: distanza emotiva, desiderio non corrisposto, bisogni che non trovano reciprocità.
Flora Villaumié porta nella collettiva un immaginario inciso e densamente costruito, dove superfici all’apparenza calme rivelano tensioni più oscure. I suoi paesaggi antropici e le sue scene popolate da dettagli sociali, oggetti residuali e figure in abiti seicenteschi aprono un discorso sui rapporti di forza, sul capitalismo e sulle forme di sopravvivenza nel quotidiano. L’incisione non diventa nostalgia tecnica, ma strumento di osservazione lenta: ogni segno sembra trattenere qualcosa che sfugge alla lettura immediata.
Perché questa collettiva parla del presente
Il punto più interessante della mostra è la sua distanza da una retorica consolatoria della fragilità. A Gentle Collapse non celebra semplicemente l’imperfezione, ma mostra quanto il desiderio di controllo possa produrre immagini, gesti e relazioni instabili. La perfezione non viene contestata come categoria estetica astratta, bensì come modello sociale che filtra il corpo, il lavoro, la memoria, la natura e persino l’intimità. In questo senso, il percorso alla Andrea Nuovo Home Gallery non invita a fermarsi, ma a tollerare il disorientamento senza trasformarlo subito in fallimento.
La mostra è stata inaugurata il 21 febbraio 2026 e resta visitabile fino al 18 maggio 2026 negli spazi della Andrea Nuovo Home Gallery, in Via Monte di Dio 61 a Napoli. Gli orari indicati prevedono l’apertura dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00, con accesso il sabato su appuntamento. Il percorso conferma la vocazione della galleria per progetti contemporanei costruiti su dialoghi generazionali e linguaggi differenti, qui tenuti insieme da un tema tanto quotidiano quanto scomodo: l’impossibilità di vivere sempre in forma perfetta.
Dove si visita A Gentle Collapse a Napoli?
La mostra è ospitata alla Andrea Nuovo Home Gallery, in Via Monte di Dio 61 a Napoli.
Fino a quando resta aperta la mostra?
A Gentle Collapse è visitabile fino al 18 maggio 2026.
Chi sono gli artisti in mostra?
La collettiva riunisce opere di Zoë Pelikan, Matteo Silverii, Dorottya Vékony e Flora Villaumié.
Chi cura A Gentle Collapse?
La mostra è curata da Marta Ferrara.
Qual è il tema della mostra?
Il progetto lavora sull'instabilità del presente, sul rapporto tra controllo e perdita, sull'errore e sul rifiuto di una perfezione intesa come obbligo sociale.
Quali linguaggi artistici compaiono nel percorso?
Il percorso comprende pittura, elaborazioni digitali, installazioni, terracotta, incisioni e immagini stampate.
Quando è possibile visitare la galleria?
Gli orari indicati sono dal martedì al venerdì, 10.30-13.00 e 16.30-19.00; il sabato l'accesso è su appuntamento.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | A Gentle Collapse. I don't much care where so long as I get somewhere |
| Artista o artisti partecipanti | Zoë Pelikan, Matteo Silverii, Dorottya Vékony, Flora Villaumié |
| Tema o concept | Una riflessione sull'instabilità contemporanea, sull'errore, sulla perdita di controllo e sulla possibilità di attraversare l'incertezza senza una direzione prestabilita |
| Tipologia | Mostra collettiva |
| Ente organizzatore / promotore | Andrea Nuovo Home Gallery |
| Luogo | Andrea Nuovo Home Gallery |
| Indirizzo | Via Monte di Dio 61, Napoli |
| Data di inizio | 21 febbraio 2026 |
| Data di fine | 18 maggio 2026 |
| Curatore | Marta Ferrara |
| Orari di apertura | Martedì-venerdì 10.30-13.00 e 16.30-19.00; sabato su appuntamento |
| Prenotazione | Sabato su appuntamento |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.andreanuovo.com |
| Telefono | +39 081 18638995 |
| Social ufficiali | Facebook – Instagram |
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