L’eco di Artemide porta al MANN la statua antica e il biscuit di Tagliolini in dialogo con Capodimonte fino all’8 giugno 2026
Napoli costruisce un ponte raffinato tra archeologia e arti decorative con L’eco di Artemide, allestimento che fino all’8 giugno 2026 mette in relazione il MANN e il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Nell’Atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la statua dell’Artemide Efesia, opera antica in alabastro e bronzo datata al II secolo d.C., dialoga con Il Sacrificio a Diana d’Efeso, biscuit di Filippo Tagliolini realizzato intorno al 1790 e recentemente entrato nelle collezioni di Capodimonte grazie a un’acquisizione del Ministero della Cultura.

Due musei napoletani in dialogo attorno ad Artemide. Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli l’antico e il Settecento si incontrano in un confronto ravvicinato che racconta, più di quanto sembri, la lunga fortuna delle immagini classiche nella cultura artistica napoletana. L’allestimento si intitola MANN e Capodimonte.
Il confronto funziona perché non accosta due oggetti per semplice somiglianza iconografica, ma ricostruisce una traiettoria culturale lunga e stratificata. Da un lato c’è l’Artemide Efesia, una delle repliche romane della statua di culto venerata nel santuario di Efeso, con la sopravveste rigida decorata da figure animali, simboli cosmici e attributi rituali. Dall’altro c’è la porcellana non smaltata di Tagliolini, nella quale la figura della dea viene rielaborata insieme a tre offerenti, tra cui un genio alato. La scultura antica non resta modello immobile, ma diventa immagine trasmessa, copiata, reinventata.
La Collezione Farnese e la Real Fabbrica di Napoli
La mostra interessa soprattutto perché riporta alla luce un passaggio decisivo della storia museale napoletana. Il MANN ricorda che nel 1796 la Collezione Farnese fu trasferita al Nuovo Museo e Fabbrica della porcellana di Napoli, a Capodimonte, dove gli allievi della manifattura potevano osservare, disegnare e studiare le sculture antiche. In quel contesto, i modelli classici diventavano strumenti di formazione e repertori creativi per nuove opere in porcellana. Il biscuit, materiale raffinato e privo di smalto, permetteva di avvicinare la luminosità della scultura antica attraverso una sensibilità pienamente settecentesca.
La vicenda dell’Artemide Efesia porta con sé anche una storia di restauri, spostamenti e interpretazioni. La statua appartiene al nucleo cinquecentesco della raccolta Farnese, giunta a Napoli nel 1788 per eredità borbonica. In vista del trasferimento, Giuseppe Valadier realizzò integrazioni in bronzo per le parti mancanti, poi nuovamente restaurate nel 1805. Gli elementi tondeggianti disposti sul busto, per molto tempo letti come mammelle, sono oggi interpretati come scroti di tori offerti alla dea. È un dettaglio non secondario, perché restituisce l’opera alla dimensione rituale e cosmica del culto efesino.

L’Artemide Efesia tra alabastro e porcellana, il dialogo tra MANN e Capodimonte
Una sinergia che anticipa il nuovo percorso delle porcellane
Il dialogo tra MANN e Capodimonte assume un significato ulteriore perché arriva alla vigilia dell’apertura del cabinet delle porcellane annunciata a Capodimonte per il 12 giugno. Secondo quanto comunicato in occasione della presentazione, il nuovo percorso comprenderà quattordici sale più due dedicate alla porcellana e renderà accessibile al pubblico una collezione di rilievo internazionale. L’anteprima al MANN non è quindi un episodio isolato, ma il primo segnale di una collaborazione che prova a raccontare le collezioni napoletane come sistema, attraversando archeologia, manifattura, storia dinastica e gusto europeo.
L’allestimento è curato da Francesco Sirano ed Eike Schmidt e si inserisce in una relazione storica profonda tra i due musei. Le collezioni oggi divise tra il Museo Archeologico Nazionale e Capodimonte hanno condiviso a lungo una medesima storia istituzionale, prima della costituzione della pinacoteca nazionale nella reggia nel 1957. La forza dell’operazione sta proprio qui: guardare a due opere diverse per materiale, epoca e funzione come a due capitoli di uno stesso racconto. L’alabastro antico e la porcellana settecentesca diventano così strumenti per leggere la continuità culturale di Napoli.
Informazioni per la visita
L’eco di Artemide è visitabile nell’Atrio del MANN dal 13 maggio all’8 giugno 2026 ed è inclusa nel biglietto d’ingresso al museo. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli indica l’apertura dalle 9:00 alle 19:30 e la chiusura settimanale il martedì. La sede è in Piazza Museo 18/19, in una posizione centrale e facilmente riconoscibile nella geografia culturale della città. Per chi visita Napoli, l’allestimento offre un’occasione compatta ma densa: pochi oggetti, un confronto molto preciso e una storia che unisce collezionismo, bottega, antichità e politica museale.
Quando si visita L’eco di Artemide al MANN?
La mostra è in programma dal 13 maggio all’8 giugno 2026.
Dove si trova l’allestimento?
Il dialogo tra le due opere è ospitato nell’Atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in Piazza Museo 18/19.
Quali opere sono esposte?
Sono presentate la statua antica dell’Artemide Efesia, in alabastro e bronzo, e Il Sacrificio a Diana d’Efeso, biscuit di Filippo Tagliolini datato intorno al 1790.
Il biglietto della mostra è separato da quello del museo?
No, il MANN indica che la mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso al museo.
Chi cura L’eco di Artemide?
L’allestimento è curato da Francesco Sirano, direttore generale del MANN, ed Eike Schmidt, direttore generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Perché il biscuit di Tagliolini è importante?
Perché rielabora in porcellana non smaltata un modello antico della Collezione Farnese, mostrando il legame tra scultura classica e produzione della Real Fabbrica di Napoli.
Qual è il collegamento con Capodimonte?
Il biscuit è stato acquisito dal Ministero della Cultura per il Museo e Real Bosco di Capodimonte e viene presentato al MANN in dialogo con la scultura antica che lo ispirò.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | MANN e Capodimonte: l’eco di Artemide |
| Artista o artisti partecipanti | Filippo Tagliolini; autore ignoto per l’Artemide Efesia |
| Tema o concept | Dialogo tra la statua antica dell’Artemide Efesia in alabastro e bronzo e il biscuit settecentesco Il Sacrificio a Diana d’Efeso, nel contesto del legame tra Collezione Farnese e Real Fabbrica di Napoli |
| Tipologia | mostra, allestimento, dialogo museale |
| Ente organizzatore / promotore | Museo Archeologico Nazionale di Napoli con un’opera del Museo e Real Bosco di Capodimonte |
| Patrocini o collaborazioni istituzionali | Ministero della Cultura |
| Luogo | Atrio del MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli |
| Indirizzo | Piazza Museo 18/19, 80135 Napoli |
| Data di inizio | 13 maggio 2026 |
| Data di fine | 8 giugno 2026 |
| Curatore | Francesco Sirano, Eike Schmidt |
| Orari di apertura | 9:00-19:30 |
| Giorni di chiusura | Martedì |
| Biglietto / ingresso | Mostra inclusa nel biglietto d’ingresso al museo |
| Prenotazione | Secondo le modalità di visita del MANN |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.museoarcheologiconapoli.it |
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