A Berlino Robert Morat Galerie mette in dialogo Brohm e Jude, fotografie degli anni Novanta su spazi ordinari e memoria culturale.

A Berlino, Robert Morat Galerie presenta “The same is dissimilar, the different similar / Das Gleiche ist anders, das Andere ist gleich”, mostra fotografica dedicata a Joachim Brohm e Ron Jude, aperta dal 27 marzo al 16 maggio 2026. Il percorso mette in dialogo il primo lavoro dei due autori, amici e osservatori rigorosi degli ambienti costruiti, concentrandosi soprattutto sulle immagini degli anni Novanta. Il titolo suggerisce già il punto di tensione della mostra: ciò che appare simile non coincide mai davvero, mentre ciò che nasce da contesti distanti può rivelare sorprendenti affinità formali.

The same is dissimilar, the different similar / Das Gleiche ist anders, das Andere ist gleich | Joachim Brohm & Ron Jude | Robert Morat GaleriE

The same is dissimilar, the different similar / Das Gleiche ist anders, das Andere ist gleich | Joachim Brohm & Ron Jude | Robert Morat GaleriE

Il confronto è costruito su una premessa precisa. Brohm, nato in Germania nel 1955, guarda al paesaggio postbellico e postindustriale con una freddezza analitica che evita la narrazione evidente. Jude, nato negli Stati Uniti nel 1965, parte invece da un’esperienza legata al West rurale e agli ambienti di lavoro, con una sensibilità più percettiva e disorientante. La mostra non cerca una somiglianza superficiale tra i due fotografi, ma evidenzia un terreno comune: l’attenzione per luoghi ordinari, oggetti funzionali, margini urbani e superfici che conservano impronte culturali.

Brohm, la fredda mappa del paesaggio postindustriale

Nelle opere di Joachim Brohm, la fotografia a colori diventa uno strumento di mappatura più che di seduzione visiva. Case suburbane, parcheggi, bordi industriali e vuoti infrastrutturali non sono trattati come scenari minori, ma come luoghi in cui si depositano sistemi economici e sociali. La sua tavolozza attenuata, insieme a un’inquadratura metodica, sottrae dramma all’immagine e lascia emergere una tensione più sottile: quella tra banalità apparente e significato culturale latente. È una fotografia che chiede tempo, perché non spiega subito ciò che registra.

Ron Jude e la presenza muta degli oggetti

Ron Jude condivide con Brohm l’interesse per il quotidiano, ma lo affronta con una qualità più sospesa. Nella serie Vitreous China, indicata dalla galleria tra i nuclei del percorso, l’artista osserva ambienti di lavoro leggeri, superfici, texture e oggetti utilitari, costruendo immagini che sembrano quasi sottrarsi all’interpretazione. Dove Brohm tende a organizzare gli spazi dentro una logica più ampia, Jude stringe lo sguardo sui frammenti e rende percepibile lo scarto tra funzione e esperienza psicologica. Il risultato è più inquieto, meno sistematico, ma proprio per questo complementare.

La selezione visibile nella pagina della galleria comprende ventisei opere, con lavori di Brohm da serie come Culatra, Areal e Ruhrstadt, e immagini di Jude provenienti da Vitreous China, Lost Home e altri contesti statunitensi degli anni Novanta. La presenza di titoli legati ad Atlanta, Los Angeles, Minneapolis, Venezia e Porto Marghera allarga il dialogo oltre una geografia unica. Non si tratta di un racconto di viaggio, ma di una grammatica visiva della modernità ordinaria, dove automobili, muri, facciate e ambienti di lavoro diventano tracce di una vita umana quasi sempre fuori campo.

Una mostra senza figure, ma non senza presenza umana

La forza del progetto sta nell’assenza. Le fotografie presentano spazi spesso svuotati, superfici consumate, facciate, parcheggi, oggetti e ambienti in cui la figura umana non appare o rimane soltanto suggerita. Proprio questa sottrazione rende leggibile la dimensione culturale delle immagini: tutto ciò che si vede è stato costruito, usato, lasciato, trasformato o dimenticato da qualcuno. La mostra lavora quindi su un paradosso fertile, perché elimina il corpo ma conserva i suoi effetti. In questo senso il quotidiano diventa un archivio, non una semplice scena neutra.

Lettura critica con i pro e i contro

Il principale pregio della mostra è la coerenza. Il dialogo tra Brohm e Jude non viene costruito come un confronto forzato tra due carriere, ma come un’analisi ravvicinata di un momento preciso, quello degli anni Novanta, in cui entrambi lavorano sulla percezione degli spazi ordinari. La scelta funziona perché lascia emergere differenze reali: Brohm appare più tipologico e strutturale, Jude più sensibile alla superficie e alla sospensione percettiva. Il possibile limite è che un allestimento così controllato possa risultare poco immediato per chi cerca una fotografia narrativa o emotivamente esplicita.

Il contro, se così si può chiamare, coincide quindi con la sua stessa eleganza concettuale. The same is dissimilar, the different similar non sembra una mostra pensata per colpire rapidamente, ma per allenare lo sguardo a leggere dettagli, ripetizioni e scarti minimi. Questo può restringere il pubblico, ma rafforza l’identità del progetto. Per chi segue la fotografia contemporanea, l’interesse è evidente: la mostra rimette al centro due autori che guardano alla cultura materiale senza spettacolarizzarla, trasformando ambienti comuni in mappe di memoria, funzione e percezione.

Informazioni per la visita

La mostra è ospitata da Robert Morat Galerie, realtà specializzata in fotografia contemporanea e media lens-based, fondata ad Amburgo nel 2004 e oggi attiva a Berlino nel distretto delle gallerie di Mitte. L’indirizzo è Linienstraße 107, 10115 Berlin. Gli orari ordinari indicati dalla galleria sono dal martedì al sabato, dalle 12.00 alle 18.00, con chiusura nei giorni festivi. L’inaugurazione si è svolta il 26 marzo 2026, mentre il percorso resta visitabile fino al 16 maggio 2026.

Domande frequenti
Quando si visita la mostra di Joachim Brohm e Ron Jude a Berlino?

La mostra è aperta da venerdì 27 marzo a sabato 16 maggio 2026.

Dove si trova Robert Morat Galerie?

La galleria si trova in Linienstraße 107, nel quartiere Berlin-Mitte.

Che cosa presenta The same is dissimilar, the different similar?

Il percorso mette in dialogo opere degli anni Novanta di Joachim Brohm e Ron Jude, con attenzione agli spazi quotidiani, industriali e suburbani.

Quali sono gli orari di apertura?

Robert Morat Galerie indica l’apertura dal martedì al sabato, dalle 12.00 alle 18.00, con chiusura nei giorni festivi.

Quali serie di Ron Jude sono presenti?

Tra le opere indicate dalla galleria compaiono fotografie da Vitreous China e Lost Home, insieme ad altri lavori degli anni Novanta.

Perché la mostra è interessante?

Perché accosta due autori che, da contesti diversi, osservano lo spazio costruito come traccia di abitudini, economie e memoria culturale.

Informazioni per il visitatore
InfoDettagli
TitoloThe same is dissimilar, the different similar / Das Gleiche ist anders, das Andere ist gleich
Artista o artisti partecipantiJoachim Brohm, Ron Jude
Tema o conceptDialogo tra i primi lavori fotografici dei due artisti e la rappresentazione degli spazi costruiti come luoghi di memoria culturale
Tipologiamostra fotografica
Ente organizzatore / promotoreRobert Morat Galerie
LuogoRobert Morat Galerie
IndirizzoLinienstraße 107, 10115 Berlin, Germany
Data di inizio27 marzo 2026
Data di fine16 maggio 2026
Orari di aperturaMartedì-sabato 12.00-18.00
Giorni di chiusuraDomenica, lunedì e giorni festivi
Sito ufficiale o pagina web dedicatawww.robertmorat.de
Telefono+49 30 25209358
Social ufficialiInstagram


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