Heaven’s truth di Ndayé Kouagou è alla Collezione Maramotti dal 3 maggio al 26 luglio 2026, tra video, testo e performance.

Alla Collezione Maramotti, Ndayé Kouagou non costruisce una mostra da attraversare in cerca di risposte ordinate. “Heaven’s truth”, aperta a Reggio Emilia dal 3 maggio al 26 luglio 2026, è la prima personale italiana dell’artista francese e nasce in occasione di Fotografia Europea 2026. Il percorso riunisce opere recenti e un progetto realizzato appositamente, ma il dato più interessante non è soltanto produttivo. Kouagou usa video, testo, elementi tridimensionali e lavori a parete per mettere in crisi il gesto apparentemente semplice del capire.

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

La citazione posta dalla Collezione Maramotti al centro della presentazione è già una chiave d’accesso: chi parla con sicurezza non sta necessariamente dicendo la verità, e il tempo del dubbio diventa una forma di difesa. È una posizione scomoda, perché ribalta l’abitudine a cercare nell’arte un messaggio nitido, una morale riconoscibile o almeno una direzione. Kouagou preferisce produrre attrito. Le sue frasi sembrano familiari, quasi conversazionali, ma scivolano presto in una zona instabile, dove l’ironia non alleggerisce il senso, lo rende più difficile da afferrare.

Il fotoromanzo diventa un dispositivo critico

La nuova produzione che dà titolo alla mostra occupa le prime sale ed è ispirata al dispositivo narrativo del fotoromanzo. Non è un dettaglio decorativo: scegliere una forma popolare, sequenziale e riconoscibile significa lavorare su una grammatica che promette chiarezza, successione, spiegazione. Kouagou la usa invece per far emergere il contrario. Il video, suddiviso in tre capitoli, diventa il centro teatralizzato del percorso e da esso si irradiano le altre opere, come se la mostra fosse meno un insieme di oggetti e più un sistema di voci, maschere e slittamenti.

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

Nel racconto compaiono quattro figure universali, definite dalla Collezione come canini, umani, fisicamente mascherati e psicologicamente rivelati, alle prese con vita, morte e giudizio in un Paradiso immaginato come riflesso deformato del mondo terreno. La costruzione è volutamente ambigua. Chi entra in mostra non viene guidato verso un’allegoria chiusa, ma spinto a misurarsi con personaggi che sembrano archetipi e insieme caricature. È qui che Kouagou diventa più incisivo: non denuncia dall’alto le nostre contraddizioni, le organizza in una forma che ci costringe a riconoscerle.

Una pratica tra performance, testo e disagio

La pratica di Kouagou attraversa arte visiva e performance, ma il suo vero centro è il testo. I suoi monologhi, dialoghi e frammenti verbali non funzionano come didascalie: sono materia viva, strumenti che condizionano la percezione e mettono il pubblico in una posizione incerta. La Collezione Maramotti insiste sull’instabilità del linguaggio, sull’opacità delle parole e sugli slittamenti di significato che attraversano la comunicazione mediatica e interpersonale. È un punto decisivo, perché l’artista non rappresenta soltanto la confusione contemporanea: ne riproduce il meccanismo davanti allo spettatore.

Il rischio, con un lavoro così basato su ambiguità e paradosso, è scambiare l’indeterminatezza per profondità automatica. Ma la mostra sembra più solida quando il disorientamento non resta un effetto di superficie e diventa una domanda precisa: quanto siamo disposti a mettere in discussione il modo in cui giudichiamo, scegliamo, crediamo, interpretiamo? Kouagou ci obbliga a guardare una zona spesso rimossa, quella in cui l’opinione personale si traveste da oggettività. Non è una scoperta comoda, perché il bersaglio non sono solo gli altri: siamo anche noi.

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti

Da A coin is a coin a Here & Elsewhere

Nelle sale successive sono presentati lavori degli ultimi anni da cui la nuova produzione prende forma. Here & Elsewhere, del 2024, mette in scena un messaggio rivolto a tutti, alternando finte dirette giornalistiche e discorsi dal tono paradossale. A coin is a coin, del 2022, già parte dell’archivio della Collezione Maramotti, sviluppa invece un monologo allegorico a partire dai due lati di una moneta, fino a interrogare potere, libertà e percezione della realtà. Sono opere che confermano una coerenza di fondo: Kouagou non illustra concetti, li rende instabili.

Questa è forse la ragione per cui “Heaven’s truth” dialoga in modo efficace con Fantasmi del quotidiano, titolo dell’edizione 2026 di Fotografia Europea. Il fantasma, qui, non è una presenza soprannaturale ma qualcosa di più vicino e meno rassicurante: una frase che continua a lavorare nella mente, un dubbio lasciato aperto, una certezza che sembrava solida e si rivela fragile. La mostra interessa perché non trasforma il disagio in spettacolo, ma lo usa come materiale critico. Non consola, non spiega troppo, non accompagna gentilmente fuori dal labirinto.

Informazioni per la visita

“Heaven’s truth” è visitabile alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia fino al 26 luglio 2026. L’ingresso è libero e l’accesso alle mostre temporanee non richiede prenotazione negli orari di apertura: giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30. La sede è in Via Fratelli Cervi 66. In occasione della mostra è prevista anche una pubblicazione con testi di Ndayé Kouagou, della ricercatrice e curatrice Rita Ouédraogo e di Natalia Sielewicz, curatrice presso il Museo di Arte Moderna di Varsavia.

Domande frequenti
Quando si può visitare Heaven’s truth di Ndayé Kouagou?

La mostra è aperta alla Collezione Maramotti dal 3 maggio al 26 luglio 2026.

Dove si trova la mostra di Ndayé Kouagou?

Heaven’s truth è allestita alla Collezione Maramotti, in Via Fratelli Cervi 66 a Reggio Emilia.

Serve prenotare per vedere la mostra?

Per le mostre temporanee della Collezione Maramotti l’accesso è libero e non richiede prenotazione negli orari indicati.

Quanto costa il biglietto per Heaven’s truth?

L’ingresso alla mostra è gratuito, come indicato dalla Collezione Maramotti e dal Comune di Reggio Emilia.

Che cosa presenta Ndayé Kouagou alla Collezione Maramotti?

La mostra riunisce opere recenti e un progetto prodotto appositamente, con una nuova opera video, elementi tridimensionali e lavori a parete.

Perché Heaven’s truth è una mostra importante?

È la prima personale italiana di Ndayé Kouagou e mette al centro il linguaggio come strumento instabile, capace di generare dubbi su verità, libertà, potere e percezione di sé.

La mostra fa parte di Fotografia Europea 2026?

Sì, la mostra è presentata in occasione del Festival Fotografia Europea 2026, intitolato Fantasmi del quotidiano.

Informazioni per il visitatore
InfoDettagli
TitoloHeaven’s truth
Artista o artisti partecipantiNdayé Kouagou
Tema o conceptUna riflessione su verità, linguaggio, vulnerabilità, potere e instabilità della comunicazione attraverso video, opere a parete, elementi tridimensionali e pratica performativa
Tipologiamostra personale
Ente organizzatore / promotoreCollezione Maramotti
LuogoCollezione Maramotti
IndirizzoVia Fratelli Cervi 66, 42124 Reggio Emilia
Data di inizio3 maggio 2026
Data di fine26 luglio 2026
Orari di aperturaGiovedì e venerdì 14.30-18.30; sabato e domenica 10.30-18.30
Giorni di chiusuraLunedì, martedì e mercoledì
Biglietto / ingressoIngresso libero
PrenotazioneL’accesso alle mostre temporanee è libero e non richiede prenotazione negli orari di apertura
Sito ufficiale o pagina web dedicatawww.collezionemaramotti.org
Telefono+39 0522 382484
Social ufficialiInstagram


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