A Roma Vernet incontra Piranesi con fotografie in bianco e nero e vedute antiche da Antonacci Lapiccirella fino al 5 giugno.
A Roma, negli spazi di Antonacci Lapiccirella Fine Art, “Vernet incontra Piranesi” porta in Via Margutta un confronto misurato e molto romano tra immagine contemporanea e memoria incisoria. La mostra fotografica di Marshall Vernet è annunciata dal 15 maggio al 5 giugno 2026, con opening giovedì 14 maggio dalle 18.00 alle 21.00 solo su invito. Il progetto nasce come omaggio a Giovanni Battista Piranesi e alla serie settecentesca delle Vedute di Roma, punto cardinale nell’immaginario visivo della città.

Una Roma fotografata attraverso la memoria
Il cuore dell’esposizione è un dispositivo semplice e, proprio per questo, efficace. Vernet ha selezionato trenta soggetti tratti dalle opere di Piranesi e ha fotografato gli stessi luoghi nella Roma attuale, costruendo un ponte visivo tra la città incisa nel Settecento e quella osservata oggi. Ogni fotografia è affiancata da una riproduzione dell’incisione corrispondente, stampata sulla stessa carta fotografica in cotone. Il risultato non punta all’effetto nostalgico, ma a una continuità materiale e percettiva tra due modi diversi di guardare l’architettura.
Il punto più convincente di Vernet incontra Piranesi è la chiarezza del dispositivo: trenta luoghi romani scelti a partire dalle Vedute di Roma vengono riletti da Marshall Vernet attraverso fotografie in bianco e nero, affiancate alle riproduzioni delle incisioni corrispondenti. È una struttura semplice, quasi didattica, ma non banale, perché permette di osservare Roma come immagine stratificata: non soltanto città reale, ma costruzione visiva, memoria, rovina, architettura e permanenza. La scelta di stampare fotografia e riproduzione sulla stessa carta fotografica in cotone rafforza il dialogo materiale tra le due serie e impedisce che il confronto resti solo illustrativo.
Fotografia e incisione davanti alla stessa città
La forza della mostra sta nel modo in cui evita la semplice comparazione illustrativa. La fotografia in bianco e nero di Vernet non cerca di imitare l’incisione, ma ne raccoglie la tensione compositiva, la profondità tonale e il senso monumentale dello spazio. Le Vedute di Roma di Piranesi hanno costruito per secoli un’immagine potente della città, sospesa tra rovina, architettura e invenzione dello sguardo. Vernet si inserisce in questa eredità con un linguaggio più asciutto, ma ugualmente attento alla costruzione dell’atmosfera.
Il dato più interessante è che la mostra non tratta Roma come sfondo immobile, ma come organismo stratificato. Gli stessi luoghi attraversati da Piranesi ritornano dentro il contesto urbano contemporaneo, con trasformazioni, persistenze e slittamenti di percezione. In questo senso il confronto diventa anche una piccola lezione sul tempo: ciò che resta non coincide mai perfettamente con ciò che è stato, eppure alcune forme continuano a orientare lo sguardo. La città eterna, qui, non è un cliché turistico, ma un archivio visivo ancora attivo.
Marshall Vernet tra rigore formale e occhio cinematografico
Marshall Vernet, nato a New York nel 1956, è presentato come fotografo e autore visivo con un percorso segnato dal rapporto tra classicità e sensibilità contemporanea. Dopo l’esperienza nella regia pubblicitaria, ha sviluppato un linguaggio in bianco e nero fondato su rigore compositivo, profondità tonale e impatto cinematografico. La sua biografia include anche una lunga collaborazione con Tony Scott come location consultant, in film quali Déjà Vu, The Fan, Enemy of the State e Domino. Questo retroterra aiuta a capire la sua attenzione per i luoghi come presenze narrative.
La scelta di Antonacci Lapiccirella Fine Art è significativa anche rispetto all’identità della galleria. Nata nel 2012 dalla fusione di due storiche realtà attive sul mercato internazionale, la galleria è specializzata in dipinti, disegni e sculture dalla fine del XVIII alla prima metà del XX secolo. Una mostra contemporanea come quella di Vernet rappresenta quindi un’incursione selettiva oltre il consueto arco cronologico, resa coerente dal legame con la tradizione, con la storia dell’arte e con una Roma letta attraverso le sue immagini più persistenti.
Informazioni per la visita
“Vernet incontra Piranesi” si visita da Antonacci Lapiccirella Fine Art, in Via Margutta 54, fino al 5 giugno 2026. Gli orari ordinari indicano l’apertura dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00, con sabato su appuntamento. In occasione di Roma Gallery Weekend Contemporanea, la galleria segnala aperture speciali: venerdì 15 e sabato 16 maggio dalle 10.00 alle 20.00, domenica 17 maggio dalle 10.00 alle 18.00. Per l’opening del 14 maggio è indicato l’accesso solo su invito.
Quando apre Vernet incontra Piranesi a Roma?
L’opening è previsto giovedì 14 maggio 2026 dalle 18.00 alle 21.00 solo su invito. La mostra è annunciata dal 15 maggio al 5 giugno 2026.
Dove si visita la mostra di Marshall Vernet?
La sede è Antonacci Lapiccirella Fine Art, in Via Margutta 54, nel centro di Roma.
Che cosa si vede in mostra?
Il percorso accosta trenta fotografie in bianco e nero di Marshall Vernet a riproduzioni delle incisioni corrispondenti tratte dalle Vedute di Roma di Giovanni Battista Piranesi.
Quali sono gli orari di apertura?
La galleria indica l’apertura dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00 e il sabato su appuntamento. Nel weekend dal 15 al 17 maggio sono previsti orari speciali.
La mostra è collegata a Roma Gallery Weekend?
Sì, Antonacci Lapiccirella Fine Art segnala la partecipazione a Roma Gallery Weekend Contemporanea, con aperture speciali tra il 15 e il 17 maggio.
Perché il dialogo tra Vernet e Piranesi è rilevante?
Il progetto mette a confronto lo sguardo fotografico contemporaneo con una delle immagini storiche più influenti di Roma, osservando come gli stessi luoghi cambino nel tempo senza perdere forza visiva.
Tra i pro c’è anche la coerenza della sede. Antonacci Lapiccirella Fine Art, galleria legata soprattutto a opere tra la fine del XVIII e la prima metà del XX secolo, accoglie qui un progetto contemporaneo senza rompere la propria identità: Vernet entra nel presente passando dalla tradizione, non dall’effetto spettacolare. È una mostra raffinata, probabilmente più adatta a chi ama Roma come archivio di immagini che a chi cerca un allestimento immersivo o narrativo. Proprio questa misura è la sua forza: niente enfasi, niente retorica turistica, ma un confronto visivo fondato su architettura, tempo e composizione.
Il possibile limite sta nello stesso meccanismo che rende il progetto leggibile. L’accostamento diretto tra fotografia e incisione rischia di guidare molto lo sguardo, lasciando meno spazio a una lettura autonoma delle immagini di Vernet. Se il confronto con Piranesi è troppo dominante, la fotografia può apparire come esercizio di traduzione più che come gesto pienamente indipendente. Dai materiali pubblici disponibili non emerge inoltre un forte apparato curatoriale dichiarato: questo non indebolisce necessariamente la mostra, ma può ridurne la profondità per chi cerca una cornice critica più ampia sulla fortuna visiva di Piranesi e sulla rappresentazione contemporanea di Roma.
Nel complesso, i pro superano i contro. Vernet incontra Piranesi funziona perché sceglie una strada precisa e la percorre con coerenza: non aggiorna Piranesi in modo forzato, ma lo usa come controcampo per interrogare ciò che Roma continua a mostrare e ciò che invece cambia sotto la superficie dell’immagine. La mostra sembra quindi interessante soprattutto per il pubblico che ama la fotografia d’architettura, le vedute storiche, la Roma non semplicemente monumentale e i progetti in cui il contemporaneo dialoga con la storia senza cancellarla.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Vernet incontra Piranesi |
| Artista o artisti partecipanti | Marshall Vernet, in dialogo con le Vedute di Roma di Giovanni Battista Piranesi |
| Tema o concept | Confronto tra fotografia contemporanea in bianco e nero e vedute settecentesche di Roma |
| Tipologia | mostra fotografica |
| Ente organizzatore / promotore | Antonacci Lapiccirella Fine Art |
| Luogo | Antonacci Lapiccirella Fine Art |
| Indirizzo | Via Margutta 54, 00187 Roma |
| Data di inizio | 15 maggio 2026 |
| Data di fine | 5 giugno 2026 |
| Orari di apertura | Lunedì-venerdì 10.00-19.00; venerdì 15 e sabato 16 maggio 10.00-20.00; domenica 17 maggio 10.00-18.00 |
| Giorni di chiusura | Sabato su appuntamento, salvo aperture speciali indicate |
| Biglietto / ingresso | Ingresso gratuito |
| Prenotazione | Opening del 14 maggio dalle 18.00 alle 21.00 solo su invito; sabato su appuntamento |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.alfineart.com |
| Telefono | +39 0645433036 |
| Social ufficiali | Facebook – Instagram |
Ultime notizie & mostre
Le ultime notizie dal mondo dell'arte

Arne Quinze a OCA con un giardino di tele e Ceramorphia nella natura

Jackson Pollock raggiunge un nuovo record d’asta con Number 7A, 1948

Teatro, danza e festival per la settimana dal 18 al 24 maggio

