Lorenzo Balbi assumerà da settembre 2026 la direzione dei Musei Civici di Verona, dopo l’esperienza al MAMbo di Bologna.

Lorenzo Balbi sarà il nuovo direttore dei Musei di Verona. La nomina, annunciata dal Comune di Verona il 14 maggio 2026, avrà effetto dal mese di settembre e apre una fase significativa per uno dei sistemi civici più articolati del panorama italiano. Non si tratta soltanto di un passaggio amministrativo: la scelta riguarda un insieme di sedi con identità molto diverse, dalla dimensione archeologica e monumentale alla casa museo, dalle collezioni storiche alla galleria d’arte moderna. In questa complessità si gioca la sfida principale, cioè dare una visione unitaria senza ridurre la specificità dei singoli istituti.

Lorenzo Balbi

Una nuova direzione per il sistema museale veronese

Il profilo scelto dal Comune arriva da un percorso già fortemente legato alla gestione museale contemporanea. Balbi, nato a Rivoli nel 1982, è critico d’arte e curatore; dal 2017 dirige il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, ed è responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea del Settore Musei Civici bolognese. Dal 2022 è presidente di AMACI, l’associazione che riunisce alcuni dei principali musei italiani dedicati al contemporaneo. Il dato biografico non è marginale: la sua esperienza unisce programmazione culturale, produzione artistica, lavoro sulle collezioni, relazioni istituzionali e attenzione alla funzione pubblica del museo.

Il peso delle sedi e la sfida del coordinamento

I Musei Civici di Verona comprendono un patrimonio distribuito in luoghi di forte riconoscibilità pubblica: l’Anfiteatro Arena, la Casa di Giulietta, il Museo Archeologico al Teatro Romano, il Museo Civico di Storia Naturale, il Museo degli Affreschi G. B. Cavalcaselle, il Museo di Castelvecchio, il Museo Lapidario Maffeiano e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. La direzione di un circuito simile richiede più di una normale programmazione espositiva. Significa tenere insieme conservazione, accessibilità, ricerca, turismo culturale e radicamento cittadino, evitando che i luoghi più noti assorbano tutta l’attenzione a scapito delle altre sedi.

Il Comune ha indicato per la nuova direzione obiettivi ampi: coordinare le attività in modo integrato, qualificare l’offerta culturale, attrarre residenti e visitatori, distribuire i flussi tra i diversi istituti e costruire relazioni con realtà culturali internazionali. Nel comunicato emerge anche un punto politico e gestionale di rilievo: il percorso di riforma della governance museale, orientato a dare ai musei maggiore autonomia decisionale e organizzativa, mentre l’amministrazione comunale tende ad assumere un ruolo di programmazione e committenza. È qui che la nomina di Balbi diventa una prova concreta, non solo un cambio di nome al vertice.

Da Bologna a Verona, una continuità di metodo

L’esperienza bolognese pesa nella lettura della nomina. Il Comune di Bologna ha ricordato che Balbi concluderà a settembre la sua direzione del MAMbo dopo nove anni, durante i quali il museo ha rafforzato il proprio profilo nazionale e internazionale e ha lavorato su accessibilità, formazione dei pubblici e rapporto con la città. In questo percorso rientrano anche ART CITY Bologna, il Museo Morandi e il Nuovo Forno del Pane, centro di produzione interdisciplinare citato dal Comune di Verona come uno dei progetti ideati da Balbi nel 2022. Verona riceve dunque una figura abituata a pensare il museo come infrastruttura culturale, non come contenitore neutro.

Nelle dichiarazioni diffuse dal Comune, Balbi ha insistito su musei pubblici aperti, accessibili e partecipati, capaci di essere non solo custodi del patrimonio, ma anche luoghi di ricerca, formazione e confronto civile. È una formula che, tradotta sul piano operativo, dovrà misurarsi con la realtà veronese: un patrimonio storico stratificato, una pressione turistica intensa, pubblici locali da coinvolgere e sedi con necessità molto differenti. La promessa più interessante è l’idea di una visione integrata che dialoghi con la città contemporanea, perché proprio lì si vedrà se la direzione riuscirà a trasformare il sistema in una rete riconoscibile e non in una semplice somma di musei.

Perché la nomina interessa il sistema culturale italiano?

La scelta di Balbi va letta anche dentro un tema più largo: il ruolo dei musei civici nelle città d’arte italiane. Verona possiede sedi capaci di parlare a pubblici internazionali e, allo stesso tempo, istituzioni che possono diventare spazi di relazione quotidiana per la comunità locale. Il nuovo direttore sarà chiamato a lavorare su questa doppia scala, evitando sia la pura logica dell’attrazione turistica sia una programmazione chiusa dentro linguaggi specialistici. La sua esperienza nel contemporaneo può diventare utile proprio se saprà dialogare con archeologia, storia dell’arte, memoria urbana e collezioni civiche senza sovrapporre un modello unico a patrimoni diversi.

La notizia, quindi, non riguarda una mostra in arrivo né un singolo programma già definito, ma l’avvio di una direzione che dovrà produrre effetti nel medio periodo. La prima verifica sarà la capacità di costruire continuità con le competenze già presenti nei musei veronesi e, allo stesso tempo, di dare al sistema una voce più chiara sul piano nazionale e internazionale. Balbi ha parlato di lavoro collettivo, ascolto e collaborazione: parole frequenti nel lessico museale contemporaneo, ma difficili da trasformare in struttura. Verona, per patrimonio e complessità, sarà un banco di prova molto concreto.

Domande frequenti
Quando Lorenzo Balbi inizierà la direzione dei Musei Civici di Verona?

L’incarico di Lorenzo Balbi alla guida dei Musei di Verona prenderà avvio nel mese di settembre 2026.

Chi è Lorenzo Balbi?

Lorenzo Balbi è un critico d’arte e curatore nato a Rivoli nel 1982. Dal 2017 dirige il MAMbo di Bologna ed è presidente di AMACI dal 2022.

Quali musei comprende il sistema civico veronese?

Il sistema comprende, tra gli altri, Arena, Casa di Giulietta, Museo di Castelvecchio, Museo Archeologico al Teatro Romano, Museo Lapidario Maffeiano e GAM Achille Forti.

Perché la nomina è rilevante per Verona?

La nomina riguarda un sistema museale ampio e stratificato, chiamato a rafforzare coordinamento, autonomia gestionale, relazioni culturali e dialogo internazionale.

Balbi lascerà il MAMbo di Bologna?

Sì. Il Comune di Bologna ha comunicato che Balbi concluderà a settembre 2026 la sua esperienza alla guida del MAMbo.

La notizia riguarda una mostra visitabile?

No. Si tratta di una nomina istituzionale, non di una mostra o di un evento espositivo con date di apertura al pubblico.



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