Docente, teatrologo e studioso della scrittura scenica, Lorenzo Mango ha costruito una lettura del teatro moderno fondata sull’intreccio tra storia, regia, attore e arti visive.

Lorenzo Mango è un teatrologo e storico del teatro italiano, professore ordinario di Discipline dello spettacolo all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. La sua attività scientifica si concentra soprattutto sul teatro moderno e contemporaneo, con particolare attenzione alla regia, alla recitazione, alla scrittura scenica e ai rapporti tra teatro e arti visive. Più che proporre una storia lineare degli spettacoli, Mango studia il modo in cui cambiano i linguaggi della scena, i ruoli degli artisti e la relazione tra corpo, spazio, testo e pubblico.

Lorenzo Mango: storia, significato e approfondimento

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Formazione e ruolo accademico

La sua carriera universitaria si è sviluppata nell’ambito delle discipline dello spettacolo. Dopo gli anni di ricerca e docenza all’Università di Salerno, Mango ha proseguito il percorso presso l’Orientale di Napoli, dove insegna dal 1992 e ricopre il ruolo di professore ordinario dal 2005. L’ateneo lo indica inoltre tra i componenti del collegio di dottorato in Studi letterari, linguistici e comparati e ricorda il suo precedente incarico di coordinatore del dottorato in Storia del teatro moderno e contemporaneo.

Lorenzo Mango: storia, significato e approfondimento

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L’attività di Mango non si limita all’insegnamento. Lo studioso ha partecipato alla vita delle istituzioni scientifiche del settore ed è stato presidente della Consulta Universitaria del Teatro. È inoltre co-direttore di “Acting Archives Review”, rivista dedicata agli studi sull’attore e sulla recitazione, e ha collaborato con sedi di ricerca e di divulgazione culturale. Questo profilo spiega la doppia natura del suo lavoro: da una parte la ricostruzione storica, dall’altra l’analisi concreta dei dispositivi attraverso cui una performance prende forma.

La scrittura scenica come chiave di lettura

Uno dei concetti centrali della ricerca di Mango è quello di scrittura scenica, sviluppato nel volume “La scrittura scenica. Un codice e le sue pratiche nel teatro del Novecento”, pubblicato da Bulzoni nel 2003. L’espressione indica il passaggio da un’idea del teatro dominata dal testo drammatico a una concezione più ampia, nella quale anche spazio, movimento, luce, ritmo, voce, scenografia e presenza dell’attore diventano elementi produttori di senso. La scena, in questa prospettiva, non illustra semplicemente un testo: lo interpreta e lo trasforma.

Questa impostazione consente di comprendere meglio la centralità assunta dalla regia nel teatro novecentesco. Il regista non è soltanto il coordinatore di una messinscena, ma una figura capace di elaborare un linguaggio autonomo, mettendo in relazione materiali diversi. Nella lettura di Mango, la storia del teatro deve quindi considerare le pratiche effettive dello spettacolo: come si organizza lo spazio, come viene diretto il lavoro dell’attore, quali immagini vengono costruite e quale idea di spettatore viene presupposta. Il teatro diventa così un sistema di relazioni.


“Il Novecento del teatro”: una storia non lineare

Il libro “Il Novecento del teatro. Una storia”, pubblicato da Carocci nel 2019, rappresenta la sintesi più ampia del suo percorso storiografico. Mango affronta il secolo non come una successione compatta di correnti, ma come una rete di esperienze differenti, spesso intrecciate e in tensione tra loro. Il punto di partenza simbolico è individuato nella crisi delle forme teatrali tradizionali, mentre l’attenzione si sposta progressivamente verso la regia, l’attore, la performance, le avanguardie e la ridefinizione dello spazio scenico.

Lorenzo Mango: storia, significato e approfondimento

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Nel ricostruire il Novecento, Mango mette in discussione l’idea di un’unica modernità teatrale. Il secolo comprende infatti esperienze molto diverse: la centralità dell’attore in alcune pratiche sperimentali, la riflessione sullo spazio e sull’immagine, il rinnovamento della drammaturgia, la dimensione rituale della performance e il confronto con il cinema e le arti visive. La sua prospettiva è dunque comparativa e mobile. Non privilegia un solo modello di teatro, ma osserva come gli artisti abbiano reagito alla crisi della rappresentazione e del dramma tradizionale.

Edward Gordon Craig, Futurismo e Grotowski

Tra i protagonisti studiati da Mango figura Edward Gordon Craig, al quale ha dedicato “L’officina teorica di Edward Gordon Craig”, pubblicato nel 2015. L’interesse non riguarda soltanto la biografia del regista e scenografo inglese, ma il laboratorio concettuale nel quale Craig ripensò l’autonomia della scena, il ruolo dell’attore, la composizione visiva e la funzione della regia. Nelle sue ricerche Mango considera inoltre il Tattilismo futurista e le esperienze di Jerzy Grotowski, mostrando come la scena moderna nasca dall’incrocio tra teoria, pratica e sperimentazione.

Un altro nucleo importante è il rapporto tra testo, attore e tradizione registica. Nel volume “Il principe costante di Calderón de la Barca/Słowacki per Jerzy Grotowski”, Mango analizza uno degli spettacoli più significativi del teatro grotowskiano, mettendo in luce il modo in cui una fonte letteraria viene trasformata attraverso il lavoro fisico e vocale degli interpreti. L’attenzione si sposta così dal testo come oggetto autonomo al processo di appropriazione scenica: ciò che conta è il modo in cui la materia drammatica diventa esperienza condivisa.

Perché Lorenzo Mango è importante oggi

La rilevanza di Lorenzo Mango risiede nella capacità di unire rigore storico e attenzione alle pratiche artistiche. Le sue analisi aiutano a leggere il teatro non come semplice letteratura rappresentata, ma come forma complessa nella quale convergono corpi, immagini, tecniche, istituzioni e memorie culturali. In un’epoca in cui i confini tra teatro, performance, installazione e media sono sempre più permeabili, il suo metodo conserva una particolare attualità. Studiare la scena significa infatti interrogare il modo in cui una società costruisce presenza, racconto e partecipazione.

Fonti essenziali per approfondire

Per avvicinarsi al lavoro di Lorenzo Mango, il percorso più utile parte dalla scheda istituzionale dell’Università di Napoli “L’Orientale”, che documenta incarichi e ambiti di ricerca, e prosegue con i suoi principali volumi dedicati alla scrittura scenica, a Craig, a Grotowski e alla storia del teatro novecentesco. Le recensioni e le presentazioni editoriali permettono inoltre di verificare l’impianto metodologico delle sue opere e di collocarle nel dibattito contemporaneo sulla storiografia teatrale.

Domande frequenti
Chi è Lorenzo Mango?

È un teatrologo e storico del teatro, professore ordinario di Discipline dello spettacolo all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.

Qual è il tema principale delle ricerche di Lorenzo Mango?

Il suo lavoro riguarda soprattutto il teatro moderno e contemporaneo, la regia, la recitazione, la scrittura scenica e i rapporti tra teatro e arti visive.

Quali sono i libri più importanti di Lorenzo Mango?

Tra i suoi volumi principali figurano “La scrittura scenica”, “L’officina teorica di Edward Gordon Craig”, “Il principe costante di Calderón de la Barca/Słowacki per Jerzy Grotowski” e “Il Novecento del teatro. Una storia”.

Che cosa significa scrittura scenica?

È una concezione del teatro nella quale testo, corpo dell’attore, spazio, luce, ritmo e immagini concorrono insieme alla costruzione del significato dello spettacolo.


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