Un itinerario nel centro storico segue la trasformazione di Torino in capitale sabauda, tra il progetto urbano della corte, le invenzioni di Guarino Guarini e le architetture del Seicento e del Settecento.

Il percorso può iniziare da piazza Castello, il punto in cui la Torino dei Savoia concentra palazzo, chiesa, giardini e spazi di rappresentanza. Nel 1563 Emanuele Filiberto trasferì qui la capitale del ducato sabaudo, avviando una trasformazione destinata a coinvolgere il centro urbano e le residenze distribuite intorno alla città. L’itinerario proposto attraversa circa quattro secoli di stratificazioni, ma individua nel Seicento e nel Settecento il momento in cui Torino assunse una fisionomia barocca riconoscibile, legata alla corte e ai suoi architetti.

Torino barocca: percorso tra chiese, piazze e palazzi reali

Fonte immagine: turismotorino.org

Piazza Castello e Palazzo Reale

Palazzo Reale è il primo nucleo da osservare perché conserva la sede principale della famiglia Savoia e rende visibile il rapporto tra architettura, cerimoniale e governo. L’edificio occupa il lato orientale di piazza Castello e custodisce ambienti, arredi e decorazioni realizzati tra il Seicento e il Novecento. Nella visita si incontrano la Sala del Trono, la Sala da Pranzo, la Sala da Ballo, la Galleria del Daniel e l’Armeria Reale: sale diverse per funzione, ma unite dalla volontà di ordinare lo spazio secondo il rango della corte.

Torino barocca: percorso tra chiese, piazze e palazzi reali

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Dalla piazzetta Reale si riconosce la relazione ravvicinata tra Palazzo Reale, Palazzo Chiablese, l’Armeria e la Biblioteca Reale. I giardini completano il sistema della residenza e conservano il segno della città di corte, dove il verde non è un semplice elemento ornamentale ma parte della scenografia del potere. L’area appartiene al complesso delle Residenze della Casa Reale di Savoia, iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1997: il sito comprende 22 palazzi e ville, undici dei quali nel centro di Torino e gli altri distribuiti nel territorio circostante.

San Lorenzo e la Cappella della Sindone

A pochi passi dal palazzo si trova la Real Chiesa di San Lorenzo, progettata da Guarino Guarini e costruita tra il 1668 e il 1687. La chiesa appartiene alla stagione più sperimentale del Barocco piemontese: la pianta, la successione degli spazi e la cupola costruiscono una percezione dinamica, fondata sull’intreccio di archi, nervature e luce. Guarini, chiamato a Torino nel 1666, lavorò anche alla Cappella della Sacra Sindone, edificata tra il 1668 e il 1694 per collegare il Duomo al Palazzo Reale e ospitare la reliquia sabauda.

Il Duomo di San Giovanni Battista, costruito alla fine del Quattrocento, costituisce il contrappunto storico alla cappella guariniana. Il suo rapporto con Palazzo Reale non è soltanto geografico: il complesso religioso era integrato nella rappresentazione dinastica dei Savoia, soprattutto dopo il trasferimento della Sindone a Torino nel 1578. Oggi la Cappella della Sindone è accessibile attraverso il percorso dei Musei Reali, mentre la cattedrale mantiene la propria funzione liturgica. La vicinanza tra i due edifici permette di leggere il passaggio dal linguaggio rinascimentale a quello barocco senza uscire dal cuore della città.

Palazzo Madama e l’asse delle piazze

Sul lato occidentale di piazza Castello, Palazzo Madama riassume in un solo edificio fasi costruttive differenti: la struttura incorpora una porta romana, il castello medievale e la facciata barocca progettata da Filippo Juvarra per Cristina di Francia. L’intervento juvarriano, realizzato tra il 1718 e il 1721, introduce una facciata monumentale in pietra chiara, con ordine gigante, scalone scenografico e ambienti destinati alla rappresentanza. Il palazzo ospita oggi il Museo Civico d’Arte Antica, le cui collezioni permettono di ampliare il percorso oltre l’architettura di corte.

Da piazza Castello si può proseguire verso piazza San Carlo seguendo l’asse di via Roma, uno degli spazi urbani più rappresentativi della Torino sabauda. La piazza, definita nel Seicento come piazza Reale e poi piazza San Carlo, è caratterizzata da portici continui e dalla presenza ravvicinata delle chiese gemelle di San Carlo Borromeo e Santa Cristina. La configurazione attuale è il risultato di interventi sviluppati tra Seicento e Settecento, quando la regolarità geometrica delle piazze e degli assi viari divenne uno strumento per organizzare la città capitale.

Palazzo Carignano e il Barocco civile

Il percorso raggiunge quindi Palazzo Carignano, in piazza Carignano, uno degli edifici civili più originali del Barocco torinese. Guarino Guarini lo progettò per i principi di Carignano: la facciata in laterizio, articolata da una linea curva e da un corpo centrale plastico, rompe la rigidità dell’allineamento urbano senza rinunciare alla monumentalità. Nel palazzo nacque Vittorio Emanuele II e, dopo l’ampliamento ottocentesco, si riunì il primo Parlamento del Regno d’Italia. Oggi l’edificio ospita il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

Per completare la lettura del Barocco sabaudo si può uscire dal centro e raggiungere la Reggia di Venaria, parte dello stesso sistema territoriale delle residenze reali. La reggia fu progettata a partire dal Seicento e ampliata nel Settecento, con contributi di architetti come Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. Il rapporto tra corpo edilizio, Galleria Grande, giardini e asse prospettico mostra come la corte estendesse il proprio programma rappresentativo oltre le mura di Torino, collegando capitale e paesaggio attraverso una rete di residenze.

Torino barocca: percorso tra chiese, piazze e palazzi reali

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Nel centro storico, il valore del percorso non dipende dalla semplice successione di monumenti, ma dalla possibilità di osservare una precisa strategia urbana. Palazzo Reale e San Lorenzo concentrano il rapporto tra sovranità e religione; Palazzo Madama e Palazzo Carignano mostrano invece come il Barocco potesse assumere forme civili, celebrative e istituzionali. Le piazze, i portici e gli assi rettilinei fanno da infrastruttura a questa rappresentazione. Torino barocca appare così come un progetto progressivo, costruito da dinastie, architetti e istituzioni in un arco compreso soprattutto tra il Seicento e il Settecento.

Domande frequenti
Da dove conviene iniziare un percorso nella Torino barocca?

Il punto di partenza più coerente è piazza Castello, da cui si raggiungono Palazzo Reale, la Real Chiesa di San Lorenzo, il Duomo e Palazzo Madama.

Quali opere di Guarino Guarini si possono vedere nel centro di Torino?

Nel centro storico si possono collegare la Real Chiesa di San Lorenzo, la Cappella della Sacra Sindone e Palazzo Carignano.

Che cosa comprende il complesso delle Residenze sabaude?

Il sito UNESCO comprende 22 palazzi e ville sviluppati dai duchi di Savoia dentro e intorno a Torino; undici componenti si trovano nel centro cittadino.

Quale edificio di Filippo Juvarra rientra nel percorso?

Palazzo Madama conserva la facciata barocca progettata da Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1721.


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