Nel quartiere Flaminio, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo unisce il progetto di Zaha Hadid a collezioni, mostre e programmi dedicati alla contemporaneità.
Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si trova a Roma nel quartiere Flaminio, in via Guido Reni 4/A. La sede è stata progettata da Zaha Hadid e inaugurata nel 2010 come istituzione nazionale dedicata all’arte e all’architettura contemporanee. Il museo è gestito dalla Fondazione MAXXI, istituita dal Ministero della Cultura, e organizza mostre, attività educative, incontri e progetti di ricerca. La visita non riguarda quindi soltanto le opere esposte: comprende anche un edificio concepito come parte sostanziale dell’esperienza museale.
Il progetto di Zaha Hadid nel quartiere Flaminio
Il progetto architettonico nasce dal recupero dell’area della ex caserma Montello e mantiene alcuni riferimenti alla struttura urbana preesistente. Zaha Hadid Architects descrive il MAXXI come un insieme di volumi curvi, pareti inclinate, passerelle e intersezioni che producono percorsi differenti tra atrio, gallerie e spazi di servizio. Le coperture vetrate e le lamelle frangisole regolano la luce naturale, mentre le travi sospese e le superfici in cemento rendono leggibile la complessità costruttiva dell’edificio. Nel 2010 il museo ha ricevuto lo Stirling Prize del Royal Institute of British Architects.

Fonte immagine: maxxi.art
Le collezioni: arte e architettura dal secondo Novecento
La Collezione MAXXI comprende opere d’arte, fotografia, installazioni, video e materiali legati alla progettazione architettonica. Il museo conserva inoltre fondi di architetti e documenti utili allo studio della cultura progettuale contemporanea. La raccolta non viene presentata come un percorso cronologico fisso: l’allestimento può cambiare in rapporto alle mostre e ai progetti di ricerca. La pagina ufficiale della Collezione segnala una sezione permanente nella Galleria 4, con ingresso gratuito dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese, secondo le condizioni indicate dal museo. Nel 2026 il programma espositivo del MAXXI include “The Large Glass“, progetto della Collezione MAXXI curato da Alex Da Corte e previsto fino all’11 ottobre; “Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi”, aperta dal 2 aprile al 20 settembre; “Andrea Pazienza. Non sempre si muore”, dal 24 aprile al 18 ottobre; e “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026“, dal 29 maggio al 15 novembre. Nella sede extra MAXXI è inoltre in calendario “Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”, fino al 20 settembre.
La visita: orari e chiusure temporanee
Prima della partenza è necessario distinguere l’accesso al museo da quello alle singole mostre. L’indirizzo della sede principale è via Guido Reni 4/A, 00196 Roma; il bookshop e la caffetteria hanno anche l’accesso di via Guido Reni 8 negli orari di apertura indicati dal museo. La biglietteria ufficiale propone l’acquisto online e comunica eventuali riduzioni, gratuità e formule speciali.
Come leggere il museo: architettura, opere e attività
Per comprendere il MAXXI conviene osservare insieme edificio e allestimento. Le rampe, le scale sospese e le visuali diagonali modificano continuamente il rapporto tra il corpo del visitatore e le opere, mentre le gallerie consentono configurazioni diverse grazie alla loro articolazione spaziale. La Fondazione propone visite guidate e attività educative, tra cui “Leggere l’architettura”, percorso rivolto alle scuole per analizzare il progetto di Zaha Hadid e il modo in cui il museo organizza luce, movimento e orientamento. Le modalità variano secondo calendario e disponibilità.

Fonte immagine: zha.com
Il MAXXI è dunque un luogo della cultura in cui la programmazione contemporanea si misura con una costruzione riconoscibile per la struttura fluida e per l’assenza di un unico asse monumentale. Una visita completa può includere la collezione permanente, una mostra temporanea e una lettura autonoma degli spazi progettati da Hadid. Nel 2026 il calendario permette inoltre di collegare arte italiana, fumetto, architettura e pratiche internazionali, seguendo percorsi differenti invece di una sola narrazione lineare. L’esperienza del museo cambia quindi con il programma espositivo e con l’allestimento.
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