Un percorso nella storia dell’architettura torinese, dalle volte barocche di Guarino Guarini alle geometrie contemporanee del Santo Volto.
- San Lorenzo e la geometria barocca di Guarino Guarini
- La Consolata: un santuario stratificato tra romanico, barocco e devozione
- Santa Cristina e San Carlo: il disegno urbano di piazza San Carlo
- La Gran Madre di Dio e il neoclassicismo della Restaurazione
- Santa Maria del Monte dei Cappuccini: una chiesa panoramica sulla collina
- Maria Ausiliatrice e il paesaggio salesiano di Valdocco
- Il Santo Volto: Torino entra nell’architettura contemporanea
Le chiese di Torino raccontano la trasformazione della capitale sabauda più chiaramente di molte architetture civili. Nel centro storico, la stagione barocca si riconosce nelle piante centrali, nelle cupole e negli spazi progettati da Guarino Guarini e Filippo Juvarra; lungo il Po, il neoclassicismo della Gran Madre costruisce invece un’immagine urbana fondata su simmetria e misura. Fuori dall’asse monumentale, santuari e basiliche legati alla storia sociale della città mostrano il ruolo esercitato dalla devozione, dall’industrializzazione e dalla presenza salesiana. Il percorso può concludersi con il Santo Volto, edificio contemporaneo che trasferisce il tema sacro nel linguaggio del cemento e della luce.

La cupola della Real Chiesa di San Lorenzo, progettata da Guarino Guarini nel cuore del centro storico torinese.
San Lorenzo e la geometria barocca di Guarino Guarini
La Real Chiesa di San Lorenzo, affacciata su piazza Castello, è uno dei vertici dell’architettura barocca torinese. Guarino Guarini la progettò nella seconda metà del Seicento per i Teatini, intervenendo su un edificio destinato a celebrare il trasferimento della capitale sabauda a Torino. L’esterno quasi privo di una facciata autonoma concentra l’attenzione sull’interno: la pianta centrale, le cappelle radiali e soprattutto la cupola con intrecci di archi e nervature definiscono uno spazio in cui la struttura diventa ornamento. La luce zenitale modifica la percezione della volta durante la visita.
La Consolata: un santuario stratificato tra romanico, barocco e devozione
La Basilica Santuario della Consolata, in piazza della Consolata, è il risultato di numerose trasformazioni succedutesi attorno a un nucleo medievale. Il campanile romanico ricorda la fase più antica del complesso, mentre gli interventi barocchi modificarono radicalmente l’assetto degli spazi interni. Nel Settecento Filippo Juvarra progettò l’ampliamento del presbiterio e l’altare maggiore, introducendo una teatralità controllata fondata su colonne, marmi e assi prospettici. La chiesa conserva inoltre una vasta raccolta di ex voto, documento materiale della continuità del culto mariano e della storia quotidiana della comunità torinese.

La Gran Madre di Dio costruisce l’asse prospettico tra il Po, piazza Vittorio Veneto e la collina torinese.
Santa Cristina e San Carlo: il disegno urbano di piazza San Carlo
Sul lato meridionale di piazza San Carlo, le chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo Borromeo definiscono uno degli episodi più riconoscibili del barocco torinese. Santa Cristina fu avviata nel Seicento su progetto attribuito ad Ascanio Vitozzi e completata con interventi successivi, mentre San Carlo venne realizzata nel corso del XVII secolo. Le facciate, impostate secondo un lessico monumentale comune, funzionano come quinte architettoniche della piazza. Il confronto tra i due prospetti permette di osservare come Torino abbia usato l’architettura religiosa per costruire una scena urbana regolare e rappresentativa.
La Gran Madre di Dio e il neoclassicismo della Restaurazione
La Gran Madre di Dio segna l’ingresso monumentale alla Torino ottocentesca dal ponte Vittorio Emanuele I. Progettata da Ferdinando Bonsignore e costruita tra il 1818 e il 1831, la chiesa adotta un linguaggio neoclassico esplicito: pronao con colonne, frontone triangolare, pianta centrale e riferimento alla tradizione templare. La posizione, sulla riva occidentale del Po e in asse con piazza Vittorio Veneto, attribuisce all’edificio un ruolo urbano oltre che liturgico. La facciata va letta insieme alla collina e alla prospettiva del ponte, in una composizione che lega architettura, topografia e memoria dinastica.
Santa Maria del Monte dei Cappuccini: una chiesa panoramica sulla collina
La chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini occupa una posizione appartata sulla collina, sopra il corso del Po. Il complesso fu avviato alla fine del Cinquecento per i Cappuccini e sviluppato in rapporto alla committenza sabauda; l’impianto, più raccolto rispetto alle grandi basiliche cittadine, conserva il carattere conventuale del luogo. La visita ha un valore architettonico e paesaggistico insieme: la chiesa e il convento formano un punto di osservazione privilegiato sulla città, mentre la semplicità degli spazi religiosi contrasta con la monumentalità della prospettiva urbana sottostante.
Maria Ausiliatrice e il paesaggio salesiano di Valdocco
La Basilica di Maria Ausiliatrice, nel quartiere Valdocco, è inseparabile dalla storia di Giovanni Bosco e della congregazione salesiana. Consacrata nel 1868, venne ampliata alla fine dell’Ottocento per accogliere una comunità in crescita e divenne il centro simbolico della presenza salesiana torinese. L’interno combina una decorazione ridondante, altari, dipinti e memorie legate a don Bosco, mentre la grande cupola e la facciata conferiscono all’edificio una scala monumentale. Qui l’architettura non è soltanto un involucro liturgico: organizza un intero sistema educativo, assistenziale e devozionale sviluppato attorno al santuario.
Il Santo Volto: Torino entra nell’architettura contemporanea
Nel quartiere Dora, la chiesa del Santo Volto introduce una cesura rispetto alla continuità storica del centro. Progettata da Mario Botta e inaugurata nel XXI secolo, è riconoscibile per il volume circolare e per la corona di torri che definisce il profilo esterno. Il mattone e la pietra dialogano con la memoria industriale dell’area, mentre l’interno concentra l’attenzione sull’altare e sulla luce proveniente dall’alto. La scelta di una geometria fortemente riconoscibile colloca l’edificio nella tradizione delle chiese torinesi come segnale urbano, ma la traduce con materiali e proporzioni contemporanei.
Per un itinerario coerente conviene procedere dal centro: San Lorenzo, la Consolata e le chiese di piazza San Carlo possono essere visitate nello stesso asse storico; la Gran Madre aggiunge il passaggio al neoclassicismo e apre la vista verso la collina. Il Monte dei Cappuccini richiede una deviazione, mentre Maria Ausiliatrice porta nel paesaggio sociale di Valdocco. Il Santo Volto completa il percorso con un’architettura del presente. Gli orari di apertura e le possibilità di visita possono variare in relazione alle celebrazioni: per l’accesso è quindi necessario fare riferimento ai singoli enti responsabili.
Quali sono le chiese barocche più importanti di Torino?
San Lorenzo, la Consolata e le chiese di Santa Cristina e San Carlo in piazza San Carlo sono tra i principali esempi barocchi del centro cittadino.
Dove si trova la Gran Madre di Dio?
La Gran Madre si trova nell’omonima piazza, sulla riva occidentale del Po, all’imbocco del ponte Vittorio Emanuele I.
Quale chiesa torinese è legata a don Bosco?
La Basilica di Maria Ausiliatrice, nel quartiere Valdocco, è il principale santuario salesiano legato alla figura di Giovanni Bosco.
Dove si trova una chiesa contemporanea progettata da Mario Botta a Torino?
La chiesa del Santo Volto si trova nel quartiere Dora ed è stata progettata da Mario Botta.
Gli orari di visita sono uguali per tutte le chiese?
No. Gli orari dipendono dalle singole parrocchie e dai santuari e possono cambiare in occasione delle celebrazioni liturgiche.
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