Dalla pittura emiliana alla fotografia industriale, un itinerario tra collezioni civiche, musei statali, fondazioni e palazzi storici.
Bologna offre una rete museale articolata, distribuita tra istituzioni comunali, statali, universitarie e fondazioni private. Per l’arte antica il punto di riferimento è la Pinacoteca Nazionale, mentre il Museo Civico Archeologico documenta la storia della città e delle civiltà del Mediterraneo. Il MAMbo e il Museo Morandi introducono alle ricerche del Novecento; Palazzo Poggi conserva collezioni scientifiche e artistiche legate all’Università. A questi si aggiungono il Museo della Storia di Bologna, il MAST e le sedi di Genus Bononiae.

Fonte immagine: pinacotecabologna.cultura.gov.it
La pittura emiliana alla Pinacoteca Nazionale
La Pinacoteca Nazionale di Bologna, in via delle Belle Arti, è il museo da scegliere per seguire la pittura bolognese dal Duecento al Settecento. Il percorso comprende opere di Giotto, Vitale da Bologna, Guido Reni, Domenichino, Guercino, Ludovico Carracci e Francesco Francia, insieme a dipinti di altri maestri italiani. Il museo statale è attualmente interessato da interventi e aggiornamenti del percorso: nel 2026 il sito ufficiale segnala la riapertura prevista di Palazzo Pepoli Campogrande e la mostra “Albrecht Dürer. Apocalisse“, aperta dal 24 aprile al 31 luglio.

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Archeologia, città e Università
Il Museo Civico Archeologico, ospitato nell’ex Ospedale della Morte in piazza Maggiore, è indicato per chi vuole ricostruire la storia del territorio dalle prime comunità preistoriche all’età romana. Le raccolte comprendono inoltre una sezione egizia e materiali greci, etruschi e romani. Per una prospettiva diversa conviene aggiungere Palazzo Poggi, sede museale dell’Alma Mater: qui le collezioni scientifiche, naturalistiche, anatomiche, geografiche e artistiche raccontano la cultura enciclopedica dell’istituzione universitaria bolognese.
Il Museo Civico Medievale, nel palazzo Ghisilardi-Fava, completa l’itinerario storico con sculture, armi, avori, codici miniati e testimonianze della Bologna comunale e signorile. Nelle Collezioni Comunali d’Arte, all’interno di Palazzo d’Accursio, il visitatore incontra dipinti e arredi legati alla storia civica, con opere che documentano il rapporto tra istituzioni, committenza e rappresentazione urbana. Sono due sedi particolarmente adatte a una visita concentrata nel centro storico, insieme al Museo Civico Archeologico.
Il Novecento tra MAMbo e Museo Morandi
Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, in via Don Minzoni, è la scelta principale per comprendere l’arte italiana dalla seconda metà del Novecento alle ricerche contemporanee. La collezione permanente segue passaggi legati all’informale, alla Pop Art, all’Arte Povera, alla pittura analitica e alle pratiche concettuali, con attenzione alla storia culturale bolognese. Il museo ospita inoltre il Museo Morandi, dedicato a Giorgio Morandi, con dipinti, acquerelli, disegni e incisioni provenienti soprattutto dalla raccolta della sorella Maria Teresa.

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Per leggere Morandi con maggiore precisione è utile osservare la relazione tra le opere e il contesto espositivo del MAMbo: bottiglie, vasi, scatole, paesaggi e fiori ritornano attraverso variazioni minime di forma, luce e tonalità. Il Museo Morandi non va quindi considerato soltanto come una raccolta monografica, ma come un nucleo di ricerca sulla costruzione dell’immagine. La visita può essere affiancata alle sale del MAMbo dedicate al secondo Novecento, così da mettere a confronto concentrazione formale e sperimentazione linguistica.
Palazzi, fotografia e storia urbana
Genus Bononiae riunisce alcune sedi nel centro storico, tra cui Palazzo Pepoli, Santa Maria della Vita, San Colombano e Palazzo Fava. Palazzo Pepoli propone il Museo della Storia di Bologna, con un percorso sulla formazione della città e sulle sue trasformazioni; Santa Maria della Vita conserva il complesso scultoreo del “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca. San Colombano ospita la Collezione Tagliavini di strumenti musicali antichi, mentre Palazzo Fava è sede di esposizioni temporanee nelle sale affrescate dai Carracci e dalla loro cerchia.
Il MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, si trova nella periferia occidentale e propone un diverso rapporto tra arte, industria e innovazione. Le sue attività comprendono mostre fotografiche, programmi educativi e iniziative legate alla cultura del lavoro, della tecnologia e della produzione. È una tappa distinta dai musei del centro, sia per collocazione sia per temi: la fotografia documentaria e industriale diventa qui uno strumento per osservare macchine, gesti professionali, infrastrutture e trasformazioni economiche.
Come organizzare la visita
Per un primo itinerario si possono accostare Pinacoteca Nazionale e MAMbo, dedicando una giornata rispettivamente alla pittura antica e al Novecento. Chi preferisce la storia può combinare Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale e Palazzo Pepoli; chi cerca collezioni specialistiche può scegliere Palazzo Poggi o San Colombano. Gli orari non sono uniformi: la Pinacoteca indica generalmente l’apertura da martedì a domenica dalle 9 alle 19, mentre Genus Bononiae segnala per Palazzo Fava l’orario 10-19 da martedì a domenica e per San Colombano 11-18 da mercoledì a domenica, con chiusura estiva dal 3 agosto al 1° settembre 2026.
Quali sono i musei di Bologna da vedere per primi?
Per un primo percorso sono consigliati la Pinacoteca Nazionale, il MAMbo, il Museo Civico Archeologico e Palazzo Pepoli, perché coprono arte antica, Novecento, archeologia e storia urbana.
Dove si trova la Pinacoteca Nazionale di Bologna?
La Pinacoteca Nazionale si trova in via delle Belle Arti, nel centro di Bologna.
Quale museo di Bologna è dedicato a Giorgio Morandi?
Il Museo Morandi è ospitato all’interno del MAMbo e conserva dipinti, acquerelli, disegni e incisioni dell’artista.
Quali musei bolognesi hanno orari particolari nell’estate 2026?
San Colombano è indicato come chiuso dal 3 agosto al 1° settembre 2026; Palazzo Fava è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 19, salvo variazioni comunicate dall’ente.
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