Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo dell’Ara Pacis presenta una retrospettiva dedicata alla ricerca formale di Robert Mapplethorpe, con fotografie, sculture antiche e materiali legati al rapporto dell’artista con l’Italia.
Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza”, retrospettiva curata da Denis Curti e promossa da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte. La sede è lo spazio espositivo di via di Ripetta 180, accanto al museo progettato da Richard Meier. Il percorso riunisce oltre 200 fotografie e presenta Mapplethorpe come autore impegnato a misurare la bellezza attraverso precisione compositiva, controllo della luce e costruzione geometrica dell’immagine.

Fonte immagine: artribune.com
Otto sezioni per una ricerca sulla forma
L’allestimento è articolato in otto sezioni che seguono alcuni dei principali nuclei della produzione di Mapplethorpe: i ritratti di personalità dell’arte, della letteratura, della musica e del cinema; gli autoritratti; le immagini dedicate a Patti Smith e Lisa Lyon; i fiori e le nature morte; infine gli studi sui corpi maschili e femminili. Il progetto non separa rigidamente i generi, perché il volto, il corpo, il fiore e l’oggetto vengono sottoposti alla stessa disciplina visiva: fondo, posa, simmetria, luce e rapporto tra pieni e vuoti.
La mostra documenta anche gli esordi meno noti del fotografo, con assemblaggi e collage tridimensionali costruiti utilizzando immagini d’archivio, ritagli di giornali erotici, feticci religiosi e indumenti. Questi lavori precedono la piena affermazione del linguaggio fotografico e mostrano un interesse già rivolto alla combinazione di materiali eterogenei, al desiderio e alla reazione dello spettatore. L’apertura del percorso restituisce così una fase sperimentale in cui Mapplethorpe non si limita a rappresentare un soggetto, ma organizza frammenti e simboli dentro una struttura visiva.
Patti Smith, Lisa Lyon e il ritratto come relazione
Il capitolo dedicato alle muse mette in evidenza due rapporti differenti con la figura ritratta. Patti Smith è presentata attraverso immagini nate anche negli anni del Chelsea Hotel, quando tra il fotografo e la poetessa e musicista si sviluppò una relazione di amore, amicizia e complicità. Lisa Lyon, culturista, appartiene invece a una ricerca in cui il corpo viene trattato come volume, superficie e costruzione plastica. Accanto a questi nuclei compaiono ritratti di Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne e Richard Gere, scelti per mostrare l’ampiezza della rete culturale dell’artista.
Nelle fotografie di fiori e nature morte il soggetto naturale perde la funzione decorativa e diventa un esercizio di isolamento formale. Orchidee, steli e petali sono separati dallo sfondo, osservati nella loro struttura e trasformati in immagini dove la luce definisce contorni, pieghe e tensioni. Il confronto con i corpi segue una logica analoga: la sensualità non viene disgiunta dalla misura, mentre la pelle, i muscoli e le posture vengono organizzati come elementi di una composizione. La mostra accosta quindi soggetti diversi attraverso una medesima grammatica ottica.
Uno dei passaggi centrali della tappa romana è il rapporto con la scultura antica. Nel percorso sono presentate la Statua di Afrodite, databile tra la seconda metà del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., e la Statua di atleta del I secolo d.C., derivata da un originale greco del V secolo a.C., entrambe conservate nei Musei Capitolini. Le opere stabiliscono un confronto concreto tra la fotografia di Mapplethorpe e la tradizione della statuaria: il corpo fotografato può assumere il valore di una forma scolpita, mentre la scultura viene riletta come superficie, posa e immagine.
La sezione inedita per Roma riguarda il legame di Mapplethorpe con l’Italia e comprende fotografie realizzate durante soggiorni tra Capri e Napoli. Il nucleo è collegato all’invito ricevuto dal gallerista Lucio Amelio, che nel contesto del progetto “Terrae Motus” chiamò numerosi artisti a confrontarsi con il terremoto che colpì Napoli nel 1980. Mapplethorpe partecipò insieme ad autori come Andy Warhol, Francesco Clemente, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Cy Twombly e Emilio Vedova. Le immagini italiane ampliano la lettura dell’artista oltre lo studio e il ritratto, includendo piazze, strade e memoria archeologica.
La progettazione della mostra comprende strumenti di accessibilità e approfondimento. Sono disponibili un’audioguida curata da Denis Curti, il podcast “Mapplethorpe Unframed”, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo Marsilio Arte dedicato all’evoluzione del linguaggio del fotografo. Il museo indica inoltre visite integrate e tattili, traduzione in LIS, percorsi audio tattili e video LIS sottotitolati, realizzati con Rai Pubblica Utilità, Museo Tattile Statale Omero di Ancona, Roma Capitale e Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio. La mostra contiene immagini di nudo esplicito.
La visita è possibile tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura, fino a domenica 4 ottobre 2026. Il biglietto è gestito attraverso il sistema dei Musei in Comune e la pagina ufficiale rimanda alle informazioni aggiornate sulle tariffe e sulle modalità di acquisto. La retrospettiva si conclude idealmente con la sovrapposizione tra classicismo, barocco, archeologia e fotografia contemporanea: non un’analogia astratta, ma un confronto costruito attraverso opere, immagini e oggetti collocati nello stesso percorso espositivo dell’Ara Pacis.
Dove si tiene la mostra di Robert Mapplethorpe a Roma?
La mostra si tiene nello spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis, in via di Ripetta 180, Roma.
Quali sono le date della mostra "Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza"?
L’esposizione è aperta dal 29 maggio al 4 ottobre 2026.
Quali sono gli orari di visita?
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura.
Quante fotografie sono esposte?
Il percorso presenta una selezione di oltre 200 fotografie di Robert Mapplethorpe, articolata in otto sezioni.
La mostra contiene immagini di nudo esplicito?
Sì. La pagina ufficiale del Museo dell’Ara Pacis segnala la presenza di immagini di nudo esplicito.
Approfondimento: “Impressionismo e oltre” al Museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 3 maggio 2026.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza |
| Artista o artisti partecipanti | Robert Mapplethorpe |
| Tema o concept | La ricerca della bellezza attraverso forma pura, luce, geometria, corpo, fiori, ritratto e confronto con la statuaria antica. |
| Tipologia | Mostra fotografica / retrospettiva |
| Ente organizzatore / promotore | Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Zètema Progetto Cultura, Marsilio Arte |
| Luogo | Museo dell’Ara Pacis, Spazio espositivo |
| Indirizzo | Via di Ripetta 180, Roma |
| Data di inizio | 29 maggio 2026 |
| Data di fine | 4 ottobre 2026 |
| Curatore | Denis Curti |
| Orari di apertura | Tutti i giorni, 9.30-19.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura |
| Biglietto / ingresso | Biglietto secondo le tariffe dei Musei in Comune Roma |
| Prenotazione | Acquisto online disponibile tramite il sistema Musei in Comune / Vivaticket |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | arapacis.it |
| Telefono | 060608 |
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