Dalla formazione nella scultura ai progetti con materiali urbani, una guida alle opere e ai temi della ricerca di Zhanna Kadyrova.

Zhanna Kadyrova è un’artista ucraina nata nel 1981 a Brovary, nella regione di Kyiv. La sua pratica comprende scultura, mosaico, fotografia, video, installazione e performance, con una particolare attenzione ai materiali legati all’edilizia e allo spazio urbano. Cemento, mattoni, piastrelle, vetro e pietra non sono per lei supporti neutri: conservano tracce di uso, trasformazioni architettoniche e vicende collettive. Il lavoro di Kadyrova si sviluppa così tra oggetto e luogo, memoria personale e storia sociale, osservando come le città registrino i cambiamenti politici e culturali.

Zhanna Kadyrova: biografia, opere e stile

Fonte immagine: koeniggalerie.com

Formazione e primi contesti della ricerca

Kadyrova si è diplomata nel dipartimento di scultura della Taras Shevchenko State Art School di Kyiv. Nella prima fase della carriera ha partecipato al gruppo R.E.P., acronimo di Revolution Experimental Space, una formazione di artisti ucraini attiva nel confronto con la trasformazione della società post-sovietica. La dimensione collettiva è importante per comprendere il suo percorso: molte opere non si limitano alla forma autonoma, ma intervengono su monumenti, arredi, superfici e luoghi riconoscibili. Il rapporto con l’architettura nasce quindi dall’osservazione diretta dello spazio costruito e delle sue funzioni simboliche.

Zhanna Kadyrova: biografia, opere e stile

Fonte immagine: contemporary.burlington.org.uk

Tra i riconoscimenti che hanno segnato l’affermazione internazionale dell’artista figurano il premio speciale del PinchukArtCentre nel 2011, il Kazimir Malevich Artist Award nel 2012 e il premio principale del PinchukArtCentre nel 2013. Nello stesso periodo le sue opere sono state presentate alla 55ª Biennale di Venezia, alla Biennale di Mosca e al Palais de Tokyo di Parigi. Questi passaggi collocano Kadyrova dentro la scena dell’arte contemporanea ucraina emersa dopo il 2000, caratterizzata da una riflessione sullo spazio pubblico, sull’eredità sovietica e sulle forme di partecipazione collettiva.

Il linguaggio: costruzione, uso e memoria

Lo stile di Kadyrova si riconosce nella tensione tra l’aspetto concreto dei materiali e il loro valore sociale. Una piastrella rimanda alla casa, una lastra di cemento al cantiere o alla rovina, un frammento ceramico alla decorazione domestica e alla storia di un edificio. L’artista modifica questi elementi senza cancellarne l’origine: li taglia, li ricompone, li dispone nello spazio o li trasferisce in immagini fotografiche e video. Il risultato non è una semplice estetizzazione dell’oggetto trovato, ma una verifica di ciò che la materia può raccontare quando viene separata dalla funzione quotidiana.

Un progetto centrale è “Second Hand“, iniziato nel 2014 e sviluppato attraverso ceramiche, piastrelle, cemento e altri materiali recuperati. Kadyrova li utilizza per costruire forme che ricordano abiti e accessori, mettendo in relazione il corpo con la storia degli oggetti. Il titolo allude sia al riuso sia alla circolazione di beni già appartenuti a qualcuno. Presentato anche alla 58ª Biennale di Venezia, il progetto mostra come l’artista lavori sul confine tra scultura e immagine, trasformando superfici architettoniche in un repertorio di forme leggibili come vestigia domestiche e urbane.

Un’altra serie significativa è “Market“, progetto sviluppato tra il 2017 e il 2019. In questo caso Kadyrova ha realizzato oggetti simili ad alimenti usando cemento, piastrelle ceramiche e pietra naturale, presentandoli in forma di bancarella. Il riferimento al mercato introduce una riflessione sul valore e sulla vendita dell’opera d’arte: i pezzi possono essere trattati come merci, ma la loro consistenza pesante e la loro origine edilizia interrompono l’illusione del prodotto commestibile. Il progetto mette quindi in discussione il rapporto tra consumo, autenticità e prezzo.

Zhanna Kadyrova: biografia, opere e stile

Fonte immagine: stavangerkunstmuseum.no

“Palianytsia”: pane, pietra e guerra

Dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, Kadyrova ha realizzato “Palianytsia“, una serie di sculture in pietra raccolta nei fiumi dell’Ucraina occidentale e lavorata in forme che ricordano pagnotte affettate. Il termine ucraino palianytsia indica un pane tradizionale, ma durante la guerra è diventato anche una parola-simbolo, perché la sua pronuncia distingue i parlanti ucraini dai russi. La serie unisce dunque forma quotidiana, geografia e identità linguistica, senza separare l’esperienza materiale del paesaggio dalla violenza della storia contemporanea.


Il progetto comprende anche disegni e un video di 18 minuti e 56 secondi. La pietra, levigata e tagliata, mantiene la propria natura geologica mentre assume la sagoma di un alimento associato alla casa e alla sopravvivenza. È una caratteristica costante del lavoro di Kadyrova: il significato non viene affidato soltanto al soggetto rappresentato, ma nasce dall’attrito tra materia e immagine. In “Palianytsia” il pane non è riprodotto con un materiale artificiale; è la pietra stessa a diventare un’immagine della continuità culturale minacciata dalla guerra.

Opere pubbliche, musei e memoria del luogo

La ricerca di Kadyrova comprende anche interventi nello spazio pubblico. Nel 2018, a Pokrovsk, nella regione di Donec’k, l’artista ha realizzato con Denys Ruban un cervo in cemento destinato a un parco cittadino. La scultura occupava il basamento che in precedenza sosteneva un aereo militare sovietico, sostituendo un simbolo di potenza bellica con una figura animale accessibile e non monumentale nel senso tradizionale. Nel 2024, mentre la guerra si avvicinava alla città, l’opera è stata evacuata; il suo spostamento ha trasformato una scultura locale in un documento della perdita e della conservazione culturale.

Zhanna Kadyrova: biografia, opere e stile

Fonte immagine: stavangerkunstmuseum.no

Le opere di Zhanna Kadyrova sono state esposte in istituzioni e rassegne internazionali, tra cui il National Art Museum of Ukraine, il Museum of Modern Art di Varsavia, il PinchukArtCentre e la Biennale di Venezia. La loro presenza in questi contesti non riduce la specificità locale dei lavori: al contrario, rende leggibili materiali e gesti nati da luoghi precisi, dalle periferie urbane alle aree segnate dal conflitto. La sua eredità critica consiste soprattutto nell’aver collegato scultura, architettura e testimonianza, mostrando che un frammento costruito può diventare una forma di storia.

Domande frequenti
Dove e quando è nata Zhanna Kadyrova?

Zhanna Kadyrova è nata nel 1981 a Brovary, nella regione di Kyiv, in Ucraina.

Quali materiali utilizza Zhanna Kadyrova?

Lavora con cemento, pietra, piastrelle, ceramica, vetro e altri materiali recuperati, oltre a fotografia, video e tecniche performative.

Che cosa significa Palianytsia?

Palianytsia è una parola ucraina che indica un pane tradizionale; nella serie di Kadyrova identifica sculture in pietra che ne ricordano la forma.

Quali sono le opere più note di Zhanna Kadyrova?

Tra i progetti più noti figurano Second Hand, Market e Palianytsia, insieme a diversi interventi di arte pubblica.


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