Il museo ateniese progettato da Bernard Tschumi conserva i reperti dell’Acropoli e costruisce un rapporto diretto con il Partenone, dalla Galleria arcaica alla sala del fregio.
L’Acropolis Museum di Atene è il museo archeologico dedicato ai reperti rinvenuti sull’Acropoli e lungo i suoi pendii. L’attuale sede, aperta al pubblico il 20 giugno 2009 nel quartiere di Makryianni, si trova ai piedi della collina sacra, a breve distanza dal Partenone. La collezione segue la storia del sito dall’età preistorica fino alla tarda antichità e comprende sculture, rilievi, elementi architettonici, ceramiche, oggetti votivi e testimonianze della vita urbana sviluppatasi intorno all’Acropoli.

Fonte immagine: eumiesawards.com
Dai primi musei dell’Acropoli alla sede contemporanea
La storia dell’istituzione è legata alla necessità di proteggere le sculture esposte per lungo tempo all’aperto. Nel 1975 fu istituito il Committee for the Conservation of the Acropolis Monuments, incaricato di studiare i rischi per i monumenti della collina. Nel 1979 le Cariatidi dell’Eretteo furono rimosse dal monumento e trasferite nel museo sull’Acropoli per limitarne il deterioramento causato dall’esposizione atmosferica; sul portico vennero collocate copie. La nuova sede ha quindi trasformato la conservazione in uno dei principi centrali dell’esposizione.
Un edificio costruito sopra gli scavi
Il progetto è firmato da Bernard Tschumi Architects, con Michael Photiadis come associate architect ad Atene. L’edificio è organizzato in tre parti: una base che accoglie l’ingresso e la Galleria dei pendii dell’Acropoli, una zona intermedia destinata alle opere arcaiche e una sommità ruotata in rapporto all’orientamento del Partenone. La struttura è stata sollevata rispetto al terreno per conservare gli scavi sottostanti, oggi visibili attraverso superfici trasparenti e inseriti nel percorso museale. Il completamento dell’opera risale al 2009.
La relazione tra architettura e archeologia non è soltanto scenografica. Il museo sorge sopra resti di abitazioni e attività artigianali appartenenti a fasi diverse dell’insediamento antico; il progetto ha dovuto individuare punti di appoggio compatibili con la stratigrafia del sito. Nel piano inferiore, il visitatore osserva l’area archeologica attraverso il pavimento e può leggere il museo come una costruzione contemporanea sospesa sopra una parte della città antica. Questa soluzione distingue l’Acropolis Museum dai tradizionali edifici ottocenteschi concepiti come contenitori autonomi.
Le collezioni: dalla preistoria alla tarda antichità
Il percorso prende avvio dalla Galleria dei pendii dell’Acropoli, dove sono presentati reperti collegati agli accessi, ai santuari e agli insediamenti sorti intorno alla collina. La Galleria arcaica conserva opere databili soprattutto tra il VII e l’inizio del V secolo a.C., comprese korai, kouroi, rilievi e frammenti architettonici policromi. Le sculture sono esposte con attenzione alle tracce di colore e alle tecniche di lavorazione, elementi che correggono l’immagine moderna del marmo greco come materiale originariamente bianco e privo di pigmento.
Tra i nuclei più riconoscibili figurano le Cariatidi dell’Eretteo, statue femminili che sostituivano le colonne del portico meridionale del tempio. Il museo ne espone cinque originali; la sesta è conservata al British Museum. La presentazione permette di osservare da vicino la costruzione dei panneggi, la resa dei capelli e i danni subiti dal marmo, mentre la collocazione delle figure richiama la funzione architettonica originaria. La loro presenza rende leggibile il passaggio dalla singola scultura alla struttura complessiva dell’edificio antico.
La Galleria del Partenone e la questione dei marmi
Il terzo piano è occupato dalla Galleria del Partenone, progettata per ricostruire l’orientamento e le proporzioni del tempio. Le sculture del frontone, le metope e le parti del fregio sono collocate secondo la posizione che avevano sull’edificio, mentre copie in gesso segnalano i frammenti conservati fuori dalla Grecia. Questa scelta rende visibile la dispersione del complesso scultoreo e sostiene la richiesta greca di riunire i marmi del Partenone. La galleria non presenta quindi soltanto opere isolate, ma un programma architettonico e narrativo unitario.
La documentazione digitale accompagna questo progetto di ricomposizione. Il museo ha sviluppato strumenti per confrontare i frammenti, visualizzare la decorazione del Partenone e studiare le parti oggi disperse in diverse istituzioni europee. Il tema riguarda in particolare i marmi portati a Londra all’inizio dell’Ottocento e conservati al British Museum, oltre ad altri frammenti presenti in musei stranieri. La Galleria del Partenone consente così di distinguere tra ciò che è fisicamente conservato ad Atene e ciò che appartiene, per origine e funzione, allo stesso insieme monumentale.
Informazioni utili per organizzare la visita
Per una visita completa conviene considerare insieme le gallerie interne e il museo degli scavi archeologici posto sotto l’edificio. Gli orari e le modalità di accesso variano secondo la stagione e devono essere verificati sul sito ufficiale prima dell’acquisto; la piattaforma di biglietteria online rimanda alle condizioni aggiornate del museo. La sede dispone inoltre di un negozio al piano terra, di una libreria al secondo piano e di servizi dedicati all’accessibilità. Il museo offre anche una guida digitale gratuita per esplorare le collezioni da dispositivi personali.
L’Acropolis Museum va letto come un’istituzione strettamente legata a un solo sito archeologico: l’Acropoli ateniese. Questa specificità permette di seguire, senza separare reperti e contesto, la trasformazione della collina da luogo sacro arcaico a centro monumentale dell’Atene classica e poi a spazio riutilizzato in epoche successive. L’architettura di Tschumi, la conservazione delle Cariatidi, la Galleria arcaica e la sala del Partenone costruiscono quattro punti di accesso alla stessa storia: il rapporto tra monumento, frammento, ricostruzione e responsabilità museale.
Dove si trova l’Acropolis Museum?
Il museo si trova nel quartiere di Makryianni, ai piedi dell’Acropoli di Atene, in Dionysiou Areopagitou Street.
Quando è stato aperto l’attuale Acropolis Museum?
L’attuale edificio è stato aperto al pubblico il 20 giugno 2009.
Quali opere principali si vedono al museo?
Tra i nuclei più rilevanti figurano le Cariatidi dell’Eretteo, le sculture arcaiche della Galleria arcaica e le opere della Galleria del Partenone.
Gli orari e i biglietti sono sempre gli stessi?
No. Orari, tariffe e modalità di accesso possono variare secondo la stagione; è necessario verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale e sulla piattaforma di biglietteria.
Il museo conserva tutti i marmi del Partenone?
No. La Galleria del Partenone presenta i frammenti conservati ad Atene e copie delle parti oggi custodite in altre istituzioni, tra cui il British Museum.
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