Non è un artista, ma una struttura fortificata del complesso piemontese-valdostano: l’Opera Mortai è oggi uno degli spazi espositivi del Forte di Bard.
Opera Mortai è una struttura fortificata appartenente al sistema difensivo del Forte di Bard, in Valle d’Aosta, oggi utilizzata anche per esposizioni temporanee e iniziative culturali.

Fonte immagine: fortedibard.it
Un’opera esterna del sistema difensivo
L’Opera Mortai si trova nel complesso del Forte di Bard, nell’omonimo comune valdostano, lungo uno dei principali corridoi alpini tra la pianura e i valichi verso la Francia. La denominazione deriva dalla funzione originaria legata all’impiego dei mortai, armi capaci di colpire obiettivi con traiettoria curva. Non si tratta quindi di un’opera autonoma nel senso artistico del termine, ma di una componente del dispositivo militare che proteggeva il passaggio e integrava le diverse postazioni del forte.

Fonte immagine: lasentinella.gelocal.it
La storia dell’Opera Mortai va letta insieme a quella del Forte di Bard, costruito e riorganizzato per controllare la strettoia della Dora Baltea. Il sito è ricordato anche per l’episodio del maggio 1800, quando le truppe napoleoniche incontrarono una resistenza inattesa durante la discesa in Italia. La funzione strategica del complesso dipendeva dalla conformazione naturale del luogo: la montagna e il restringimento della valle rendevano possibile controllare il transito attraverso batterie, caserme, cortili, corridoi e opere distaccate.
Dalla funzione militare allo spazio espositivo
La riconversione culturale ha modificato il rapporto tra l’Opera Mortai e il pubblico senza cancellarne la leggibilità storica. Le sale sono oggi predisposte per allestimenti temporanei, mentre gli ambienti collegati del Forte di Bard ospitano attività didattiche, incontri e progetti interdisciplinari. Una scheda dedicata alle strutture del complesso segnala inoltre la presenza, nell’area dell’Opera Mortai e della vicina Polveriera, di spazi destinati a laboratori educativi e a esposizioni temporanee.
La programmazione recente mostra come l’Opera Mortai venga utilizzata per temi molto diversi. Dal 7 agosto al 7 settembre 2025 ha ospitato “Una montagna di… segni. Impronte di ghiaccio”, progetto dedicato alla grafica e all’illustrazione sul tema della crisi climatica e della memoria dei ghiacciai. L’iniziativa era collegata al progetto Interreg VI-A France–Italia Alcotra TransiT e presentava le opere finaliste di un concorso internazionale promosso dal Forte di Bard con partner culturali e tecnici indicati dagli organizzatori.
Nel 2024 le sale hanno accolto anche “SuperFantaRobot, la Fantascienza a fumetti”, esposizione dedicata all’immaginario fantascientifico e al fumetto. Il programma comprendeva materiali legati a personaggi e serie della cultura popolare, oltre a un incontro con il fumettista Romeo Toffanetti e a una visita accompagnata dall’autore. La scelta di un’architettura militare per ospitare immagini di robot, astronavi e narrazioni speculative evidenzia la capacità del Forte di Bard di riutilizzare ambienti storici senza ridurli a semplici contenitori neutri.
Un altro esempio è la mostra “Carlo Mollino. Inclined landscapes”, presentata tra il 17 novembre 2023 e il 18 febbraio 2024 nelle sale dell’Opera Mortai. Il progetto, dedicato all’architetto e designer torinese Carlo Mollino nel cinquantesimo anniversario della morte, utilizzava le fotografie di Armin Linke per attraversare opere, ambienti e interessi del progettista. In questo caso l’Opera Mortai ha funzionato come sede per una ricerca visiva sull’architettura e sul design del Novecento italiano.
Anche la produzione rivolta all’illustrazione e all’educazione trova nell’Opera Mortai una collocazione ricorrente. Nel 2023 il Forte di Bard ha ospitato “Bestiacce!… e altri animali. Creature fantastiche e zoologia immaginaria”, curata da Giorgio Sommacal, Pino Pace e Bruno Testa, con oltre sessanta tavole originali di Sommacal. Il dato è significativo perché documenta una linea curatoriale capace di affiancare patrimonio fortificato, fumetto, illustrazione e divulgazione, mantenendo il luogo al centro dell’esperienza di visita.

Fonte immagine: yumpu.com
Perché il nome è rilevante nella storia del Forte di Bard
L’interesse dell’Opera Mortai non risiede dunque in una biografia d’artista o in un catalogo di opere firmate, ma nella sovrapposizione di tre tempi: la costruzione militare del sito, la conservazione del complesso fortificato e il suo riuso come infrastruttura culturale. Le mostre documentate dal 2023 al 2025 mostrano un programma che comprende fotografia, architettura, fumetto, illustrazione e temi ambientali. Per descriverla correttamente occorre quindi parlare di patrimonio, architettura difensiva e museografia temporanea, non di stile artistico personale.
Che cos’è l’Opera Mortai?
È una struttura fortificata appartenente al complesso del Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Il nome richiama la funzione militare collegata all’impiego dei mortai.
Dove si trova l’Opera Mortai?
Si trova nel complesso del Forte di Bard, nel comune di Bard, in Valle d’Aosta.
Quali mostre sono state ospitate nell’Opera Mortai?
Tra gli allestimenti documentati figurano "Carlo Mollino. Inclined landscapes" nel 2023-2024, "SuperFantaRobot, la Fantascienza a fumetti" nel 2024 e "Una montagna di… segni. Impronte di ghiaccio" nel 2025.
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