Dal 21 novembre 2026 al 29 marzo 2027 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta la prima mostra personale di Alex Ayed in un’istituzione italiana.
Dal 21 novembre 2026 al 29 marzo 2027 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica una mostra personale ad Alex Ayed, artista nato a Strasburgo nel 1989 e attivo tra la Tunisia, il Belgio e il mare. Curata da Stefano Collicelli Cagol, l’esposizione rappresenta la prima personale di Ayed in un’istituzione italiana e si inserisce nel programma culturale 2026 del museo. Il progetto presenta sculture e installazioni costruite attorno al viaggio, al Mediterraneo e alla relazione concreta tra materiali preziosi, elementi raccolti e forme di riuso.

Fonte immagine: centropecci.it
Una personale costruita tra terra e mare
La ricerca di Ayed si sviluppa attraverso una pratica che comprende scultura, installazione, assemblaggio e opere sonore. Il suo lavoro mette in rapporto dimensione intima e dimensione sociale, senza separare la memoria personale dalle questioni più ampie legate alla mobilità, all’appartenenza e alla trasformazione dei paesaggi. Secondo la presentazione del Centro Pecci, l’artista combina materiali preziosi ed elementi riciclati, prestando attenzione alle qualità specifiche di ogni componente. La materia non è quindi un semplice supporto, ma diventa una forma di esperienza e di racconto.

Fonte immagine: centropecci.it
Il Mediterraneo emerge nell’opera di Ayed non come scenario immobile o immagine identitaria semplificata, ma come spazio attraversato da rotte, scambi, disuguaglianze e memorie. Il mare è una superficie fisica e insieme una condizione esistenziale: separa e collega, espone al rischio e permette l’incontro. Questa ambivalenza attraversa le opere dell’artista, nelle quali oggetti e materiali sembrano conservare le tracce di un passaggio. La mostra pratese promette così un confronto con forme che nascono dall’osservazione diretta dei territori e dalla loro trasformazione in studio.
Il viaggio come metodo artistico
Uno degli aspetti più significativi della biografia recente di Ayed è la scelta di vivere e lavorare in mare. Nel 2023 l’artista ha intrapreso un viaggio a bordo di un’imbarcazione lunga quattordici metri, trasformata in studio e luogo di ricerca. La navigazione attraverso oceani e Mediterraneo non costituisce soltanto il soggetto delle opere, ma modifica il modo stesso di produrle: raccogliere, conservare, adattare e ricomporre diventano gesti legati alla precarietà del viaggio. L’atelier si sposta e la pratica artistica assume una dimensione mobile e situata.
Per la sede di Prato, il Centro Pecci annuncia lavori pensati in rapporto al percorso compiuto dall’artista tra la Svezia e Tunisi, lungo le coste di Spagna, Francia e Italia. La mostra non si limita dunque a trasferire in museo opere già esistenti, ma sviluppa una relazione con l’esperienza della traversata e con la specificità dell’istituzione. In questa prospettiva, le installazioni possono essere lette come dispositivi di orientamento: costruiscono ambienti nei quali il visitatore incontra materiali fragili, elementi quotidiani e forme che evocano riparo, confine, approdo e transito.
Materiali organici, elementi raccolti e forme di riuso
Legno, argilla, paglia, calce, sabbia, metallo e altri materiali di origine organica o inorganica ricorrono nella produzione di Ayed. In alcune opere documentate dalle precedenti esposizioni, questi elementi vengono assemblati per evocare architetture vernacolari, strutture provvisorie o oggetti destinati a una funzione concreta. Il loro valore non dipende dalla perfezione della lavorazione, bensì dalla capacità di mantenere visibili le proprie imperfezioni, la provenienza e la vulnerabilità. La materia conserva una memoria d’uso e restituisce all’opera una fisicità lontana dall’idea di superficie neutra.
Il riuso, in questo contesto, non coincide con una dichiarazione programmatica sulla sostenibilità. È piuttosto un modo per interrogare il rapporto tra valore e disponibilità, tra ciò che viene scartato e ciò che può essere nuovamente attivato. Ayed lavora su materiali che portano con sé una storia, ma li sottrae alla semplice funzione documentaria. Attraverso accostamenti inattesi, la materia diventa capace di suggerire racconti di convivenza, adattamento e sopravvivenza. L’opera prende forma come una situazione aperta, nella quale il significato resta legato all’esperienza del pubblico.
Il Centro Pecci e la scena contemporanea mediterranea
La presenza di Alex Ayed rafforza la vocazione del Centro Pecci a presentare ricerche internazionali capaci di mettere in discussione categorie geografiche e disciplinari. Fondato a Prato nel 1988, il museo ha costruito la propria identità attraverso mostre, collezioni e programmi dedicati all’arte contemporanea italiana e internazionale. Nel caso di Ayed, la scelta curatoriale porta in primo piano una figura della scena mediterranea emergente, la cui pratica intreccia scultura, esperienza del viaggio e riflessione sulle forme materiali della vita comune. Il museo diventa così luogo di passaggio tra territori e linguaggi.

Fonte immagine: reiffersartinitiatives.com
L’esposizione sarà visitabile dal 21 novembre 2026 al 29 marzo 2027. L’inaugurazione è prevista il 20 novembre 2026, come indicato dal calendario ufficiale del Centro Pecci. Le informazioni attualmente pubblicate confermano il titolo della mostra, la curatela di Stefano Collicelli Cagol e le date, mentre non risultano ancora verificati tutti i dettagli relativi a orari speciali, biglietti e prenotazioni. Il progetto si presenta comunque come uno degli appuntamenti autunnali più rilevanti del programma del museo, insieme alla mostra dedicata a Karen Kilimnik.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Alex Ayed |
| Artista o artisti partecipanti | Alex Ayed |
| Tema o concept | Viaggi per mare, Mediterraneo, materiali organici e inorganici, riuso e forme di convivenza |
| Tipologia | Mostra personale |
| Ente organizzatore / promotore | Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci |
| Luogo | Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci |
| Indirizzo | Prato |
| Data di inizio | 21 novembre 2026 |
| Data di fine | 29 marzo 2027 |
| Curatore | Stefano Collicelli Cagol |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.centropecci.it |
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