Fotografie, schede di catalogo, carte personali e fondi istituzionali costituiscono la base concreta per studiare e tutelare il patrimonio artistico.

Dal 9 aprile al 28 settembre 2026 la Fondazione Prada di Milano presenta “DASH”, progetto di Cao Fei costruito attraverso fotografia, video, realtà virtuale, documentazione e materiali d’archivio. La mostra concentra l’attenzione sulle trasformazioni che hanno interessato l’agricoltura e i sistemi tecnologici su scala globale, mettendo in relazione immagini di luoghi, processi produttivi e forme di organizzazione del lavoro. Il titolo identifica un percorso nel quale documenti e ambienti immersivi non sono elementi separati, ma strumenti coordinati per leggere il rapporto tra spazio rurale, infrastrutture e innovazione.

Una mostra costruita su media diversi

La struttura di “DASH” nasce dalla combinazione di linguaggi con funzioni differenti. La fotografia registra situazioni e paesaggi; il video introduce durata, movimento e sequenze; la realtà virtuale modifica il modo in cui il visitatore attraversa le immagini; la documentazione e gli archivi aggiungono tracce materiali e informazioni di contesto. L’allestimento, così concepito, non propone una semplice successione di opere audiovisive, ma un insieme nel quale osservazione diretta e ricostruzione mediata concorrono alla stessa indagine. La pluralità dei supporti è quindi parte del contenuto, non soltanto una scelta formale.

Agricoltura e tecnologia come campi di trasformazione

Il nucleo tematico riguarda la trasformazione dei territori agricoli in rapporto alla crescita tecnologica. In questa prospettiva, la campagna non è presentata come uno spazio immobile o estraneo alla modernizzazione: è un ambiente attraversato da dispositivi, reti, procedure e nuove forme di gestione. Cao Fei osserva il passaggio da pratiche legate alla terra a sistemi nei quali il dato, l’automazione e la mediazione digitale contribuiscono a definire il paesaggio. La mostra mantiene insieme la dimensione fisica dei luoghi e quella astratta dei processi che li organizzano. L’interesse di “DASH” per l’agricoltura riguarda anche la possibilità di documentare cambiamenti che non si esauriscono nell’aspetto visibile dei paesaggi. Un campo, una struttura produttiva o un’infrastruttura possono essere letti come parti di una rete più ampia, nella quale intervengono economie, strumenti tecnici e modelli di pianificazione. La documentazione diventa così un metodo per collegare ciò che appare localizzato a fenomeni di portata internazionale. Le immagini non illustrano soltanto un tema: costruiscono una sequenza di osservazioni sulle condizioni materiali e operative della contemporaneità.

La realtà virtuale come spazio di osservazione

La presenza della realtà virtuale introduce una diversa relazione tra opera e pubblico. Nel video e nella fotografia il punto di vista è stabilito dall’inquadratura; in un ambiente virtuale, invece, l’attenzione può distribuirsi nello spazio e seguire direzioni molteplici. In “DASH” questa tecnologia è utilizzata all’interno di una ricerca sulle trasformazioni agricole e tecnologiche, non come effetto autonomo. L’immersione serve a rendere percepibile la complessità di sistemi nei quali ambiente, produzione e infrastrutture sono collegati, chiedendo al visitatore di orientarsi dentro una costruzione visiva. Il confronto tra immagini bidimensionali e ambienti virtuali permette inoltre di distinguere diversi gradi di distanza dalla realtà osservata. La fotografia conserva un rapporto diretto con un luogo e con un momento; il video rende leggibile la continuità di un processo; l’archivio documenta ciò che precede o accompagna l’esperienza; la realtà virtuale riorganizza questi elementi in uno spazio esplorabile. La mostra costruisce su questa differenza una riflessione sul modo in cui le tecnologie modificano non solo i territori, ma anche gli strumenti con cui li conosciamo e li rappresentiamo.

Archivi e documenti nel percorso espositivo

Documentazione e materiali d’archivio hanno una funzione essenziale perché riportano il progetto a una dimensione verificabile e storica. Accanto alle immagini prodotte attraverso strumenti contemporanei, questi materiali conservano informazioni su luoghi, attività e passaggi temporali. Il loro inserimento impedisce di leggere la tecnologia come un fenomeno isolato dal passato: ogni innovazione interviene su strutture già esistenti, modifica abitudini e ridefinisce rapporti tra persone, ambiente e lavoro. Nell’economia della mostra, l’archivio opera quindi come una controparte concreta degli ambienti virtuali e delle immagini in movimento. La scelta di riunire materiali eterogenei consente a Cao Fei di evitare una lettura univoca delle trasformazioni globali. Le fotografie possono mostrare la superficie dei luoghi, i video la loro evoluzione, mentre documenti e archivi rendono visibili le premesse e le conseguenze dei cambiamenti. Il progetto procede così per stratificazioni, senza separare la dimensione estetica da quella informativa. La Fondazione Prada presenta “DASH” come un percorso nel quale la ricerca artistica si misura con processi concreti: la riorganizzazione dell’agricoltura, l’espansione dei sistemi tecnologici e la trasformazione degli ambienti abitati.

Milano, Fondazione Prada e il contesto della mostra

La sede milanese della Fondazione Prada colloca “DASH” in un contesto dedicato alla ricerca artistica contemporanea e alla sperimentazione espositiva. La mostra utilizza lo spazio istituzionale per portare in primo piano una ricerca che unisce osservazione documentaria e costruzione di ambienti digitali. Il tema agricolo viene così presentato non come repertorio iconografico, ma come campo di studio nel quale convergono economia, tecnica, memoria e produzione delle immagini. La visita permette di seguire il progetto attraverso supporti diversi, mantenendo il legame tra esperienza fisica e rappresentazione mediata. Aperta dal 9 aprile al 28 settembre 2026, la mostra offre un arco temporale nel quale il pubblico può confrontarsi con un progetto articolato senza ridurlo a una singola tecnica. La presenza simultanea di fotografie, filmati, ambienti virtuali e materiali documentari chiarisce la direzione della ricerca di Cao Fei: comprendere come la tecnologia intervenga nei paesaggi e nei processi agricoli, ma anche come cambi il modo di registrare e immaginare tali trasformazioni. “DASH” si presenta quindi come una mostra sulla produzione dei luoghi e sulla produzione delle loro immagini.

Installazione della mostra "DASH" di Cao Fei alla Fondazione Prada di Milano

Un ambiente della mostra “DASH” di Cao Fei alla Fondazione Prada, Milano, 2026.


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