A Bolzano, la prima personale istituzionale in Italia dell’artista cinese riunisce nuove opere ispirate alla città, alla pittura di paesaggio e alle forme mutevoli dell’identità culturale.
Dal 25 aprile all’8 novembre 2026 Museion – Museum of Modern and Contemporary Art Bolzano Bozen presenta “Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape”, la prima personale istituzionale in Italia dell’artista nata a Chengdu nel 1981 e residente a Rotterdam. Curata da Leonie Radine, l’esposizione riunisce pittura, scrittura, installazione, performance e moda in un progetto concepito per il secondo piano del museo. Il titolo identifica un paesaggio apparentemente piacevole, ma anche una costruzione percettiva nella quale luogo, memoria e identità vengono continuamente riformulati.

Fonte immagine: museion.it
Una mostra costruita per Bolzano
Il progetto nasce da una ricerca condotta dall’artista durante le visite a Bolzano. Wang ha osservato il mercato alimentare locale, dove frutta e verdura vengono disposte in cumuli di colori e forme che ricordano piccoli paesaggi, e ha messo in relazione questa esperienza con gli affreschi medievali del Castello di Roncolo e della Chiesa dei Domenicani. Questi riferimenti non funzionano come semplici citazioni del territorio: entrano nella grammatica visiva di nuove opere e nella scenografia, che alterna ambienti interni ed esterni e iscrive la percezione dell’artista dentro la città.
La pratica di Wang si fonda sull’incrocio tra tradizioni artistiche cinesi e riferimenti occidentali incontrati dopo il trasferimento in Europa. L’artista ha ricevuto una formazione iniziale nella pittura a inchiostro e nella calligrafia classica cinese, mentre il suo lavoro successivo ha assimilato modelli della storia dell’arte e della letteratura europee. Museion descrive questa tavolozza di rimandi come un “eyeshadow palette of art history”: una formula che chiarisce il carattere stratificato delle opere, dove il colore, la scrittura e l’imitazione diventano strumenti per interrogare l’autenticità delle immagini.
Cinque corpi di lavoro tra pittura e moda
La mostra sviluppa cinque nuclei principali. Accanto a nuovi motivi legati a Bolzano, Wang prosegue le sue imitazioni dei dipinti a griglia di Agnes Martin, trasformando il riferimento alla pittrice statunitense in un esercizio di appropriazione e riscrittura. Altri lavori utilizzano la seta e capi selezionati dal guardaroba personale dell’artista, mentre una serie riprende la fiaba dei Fratelli Grimm “Il principe ranocchio” attraverso la figura ricorrente della Frog Princess. Un ulteriore insieme amplia le sue pitture di finestre, immagini sospese tra apertura, separazione e osservazione.
Tra le opere documentate da Museion figura “Bolzano Red and Green Tomato and Eyeshadow” del 2025–2026, realizzata con colore minerale, inchiostro da calligrafia, seta e carta Xuan montata su pannello ligneo. La superficie misura 40 × 40 × 2,5 centimetri. Nella mostra compare anche “Bolzano Veggie and Imitation of Agnes Martin” del 2026, un dipinto su tela di 185 × 185 × 2,5 centimetri eseguito con colore acrilico, matita, fissativo e gesso. Le dimensioni e i materiali rendono leggibile il passaggio dalla delicatezza della carta alla presenza fisica della tela.
Un altro lavoro, “Lining Painting of Bolzano Veggie and Snow Mountains”, interviene su un cappotto Max Mara 101801 Icon Coat in lana e cashmere, dipinto e cucito con fili di cotone. L’opera raggiunge un’altezza di 160 centimetri e porta la pittura fuori dal supporto tradizionale, verso un oggetto indossabile e riconoscibile. Il riferimento all’abbigliamento non è accessorio: la moda diventa una superficie sulla quale il paesaggio, il corpo e l’appartenenza sociale si sovrappongono, mettendo in crisi la distinzione tra autoritratto, costume e opera.
Identità, migrazione e rappresentazione culturale
Nel lavoro di Wang, migrazione, assimilazione culturale, espressione di genere e appartenenza di classe vengono filtrate attraverso l’esperienza personale e forme di autofiction. L’artista assume identità diverse, si reinventa come personaggio storico o figura immaginaria e osserva il modo in cui gli altri costruiscono narrazioni su di lei. Per questo le opere non propongono un’immagine stabile dell’identità: mostrano piuttosto il processo con cui una persona viene percepita, classificata e trasformata in rappresentazione. Il paesaggio diventa così anche un dispositivo sociale.
Il contesto altoatesino rende questa ricerca particolarmente concreta. A Bolzano lingue, tradizioni e appartenenze storiche convivono nello stesso spazio urbano, offrendo all’artista un luogo nel quale osservare la natura fluida dell’identità e della cultura ibrida. Wang collega inoltre la propria idea di paesaggio alla tradizione dei letterati cinesi, nella quale la pittura non mira soltanto a imitare la natura, ma utilizza pennellata e inchiostro come strumenti di riflessione, equilibrio e distanza dal potere. Il confronto con il paesaggio occidentale avviene quindi attraverso differenze di metodo, non attraverso una semplice fusione decorativa.
L’allestimento assume infine la forma di un ambiente di trasformazione. Wang ha definito la mostra un “utopico grembo” nel quale rispondere alla storia del luogo, mentre Museion presenta il secondo piano come uno “sweet landscape” fatto di soglie, fondali, superfici e scene. Il rapporto tra primo piano e sfondo, visibile e nascosto, mondo esterno e stato interiore attraversa l’intero progetto. L’esposizione non separa dunque le opere per tecniche, ma le dispone come episodi di una narrazione visiva in cui Bolzano viene osservata, ricordata e nuovamente immaginata.
Il programma pubblico accompagna la mostra con appuntamenti dedicati alla lettura delle immagini e alla relazione tra arte e contesto. Museion ha previsto incontri con storici dell’arte in collaborazione con il Castello di Roncolo, una visita guidata con la curatrice Leonie Radine il 3 settembre 2026 e lo “Story Encounters” del 22 settembre. Ogni sabato e domenica, dalle 14 alle 18, gli Art Speakings offrono conversazioni in tedesco, italiano e inglese nelle sale dell’esposizione; ogni giovedì alle 19 è inoltre indicata una visita guidata serale gratuita in italiano e tedesco.
Dove si tiene la mostra Sweet Landscape di Evelyn Taocheng Wang?
La mostra si tiene al Museion – Museum of Modern and Contemporary Art Bolzano Bozen, a Bolzano.
Quando è visitabile Sweet Landscape?
L’esposizione è aperta dal 25 aprile all’8 novembre 2026.
Chi ha curato la mostra?
La mostra è curata da Leonie Radine.
Quali linguaggi artistici presenta l’esposizione?
Il progetto riunisce pittura, scrittura, installazione, performance e moda.
Sono previste visite e attività pubbliche?
Museion indica Art Speakings ogni sabato e domenica dalle 14 alle 18, visite guidate serali gratuite ogni giovedì alle 19 e appuntamenti specifici con la curatrice e il programma pubblico.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape |
| Artista o artisti partecipanti | Evelyn Taocheng Wang |
| Tema o concept | Pittura, scrittura, installazione, performance e moda come strumenti per interrogare autenticità, identità, migrazione e rappresentazione culturale attraverso il paesaggio di Bolzano. |
| Tipologia | Mostra personale istituzionale di arte contemporanea |
| Ente organizzatore / promotore | Museion – Museum of Modern and Contemporary Art Bolzano Bozen |
| Luogo | Museion |
| Indirizzo | Bolzano, Alto Adige |
| Data di inizio | 25 aprile 2026 |
| Data di fine | 8 novembre 2026 |
| Curatore | Leonie Radine |
| Orari di apertura | Non verificati nella pagina specifica della mostra |
| Biglietto / ingresso | Non verificato nella pagina specifica della mostra |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.museion.it |
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