Dopo quasi vent’anni trascorsi nei depositi doganali francesi, l’opera del 1924 è stata trasferita al museo della città, che non conservava finora lavori di Chagall.
Il Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon ha ricevuto una stampa di Marc Chagall rimasta per quasi vent’anni nei depositi delle dogane francesi. Si tratta di “L’Acrobate au violon“, incisione realizzata nel 1924 e sequestrata nel 2006 durante un controllo alla frontiera franco-svizzera. La consegna al museo è avvenuta lunedì 20 luglio 2026 e segna l’ingresso della prima opera di Chagall nelle raccolte dell’istituzione. Il trasferimento conclude una vicenda amministrativa iniziata con un’irregolarità nelle procedure di esportazione.

Fonte immagine: lefigaro.fr
Il sequestro alla frontiera svizzera
L’opera fu individuata nel 2006, quando gli agenti doganali della Franche-Comté fermarono un carico di opere d’arte diretto verso la Svizzera. La maggior parte dei lavori risultava dichiarata, mentre due pezzi non erano accompagnati dalla documentazione richiesta per lasciare legalmente il territorio francese. Tra questi figurava l’incisione di Chagall. I detentori non presentarono il certificato necessario e riconobbero l’infrazione; secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa locale, l’opera fu ceduta allo Stato insieme al pagamento di una sanzione il cui importo non è stato comunicato.
Dopo il sequestro, “L’Acrobate au violon” è stata conservata nelle riserve dello Stato in condizioni ritenute idonee alla salvaguardia del foglio. Il problema non riguardava quindi soltanto la destinazione dell’opera, ma anche la sua identificazione e la verifica dell’autore. Le dogane hanno coinvolto gli specialisti del Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon per documentare la stampa e contribuire all’autenticazione. Il lavoro degli esperti del museo ha reso possibile il successivo trasferimento dell’incisione a un’istituzione pubblica della stessa regione.
Un soggetto legato all’immaginario di Chagall
L’incisione raffigura un acrobata con il violino, accompagnato da elementi figurativi riconducibili al repertorio dell’artista: una figura maschile dalla lunga barba, un copricapo e una costruzione dell’immagine sottratta alla rappresentazione realistica. Il conservatore Maël Vandewalle ha collegato il soggetto alla dimensione onirica della ricerca di Chagall e alla presenza ricorrente di acrobati e strumenti musicali nella sua opera. La stampa permette inoltre di osservare un aspetto meno noto della sua attività, quella grafica, accanto alla pittura e alla litografia.
La data del 1924 colloca “L’Acrobate au violon” nella stagione parigina degli anni Venti, dopo i soggiorni di Chagall nella capitale francese tra il 1911 e il 1914 e il ritorno avvenuto nel decennio successivo. In questo periodo l’artista sviluppò anche la pratica dell’incisione, che aveva approfondito a Berlino all’inizio degli anni Venti. Le fonti ricordano il rapporto con il mercante e editore Ambroise Vollard, promotore di diversi progetti grafici destinati a libri e serie di stampe.

Fonte immagine: macommune.info
L’ingresso dell’incisione colma una lacuna precisa nella raccolta grafica del museo bisontino. Prima della donazione, l’istituzione non possedeva opere di Chagall tra le circa 6.000 opere su carta conservate nelle proprie collezioni. La nuova acquisizione non viene presentata come un semplice prestito, ma come un trasferimento stabile al patrimonio pubblico. La scelta di Besançon è stata motivata anche dalla presenza in città, dal 1784, della direzione regionale delle dogane della Franche-Comté, elemento che ha legato il percorso amministrativo dell’opera al territorio.
Perché l’opera non sarà esposta sempre
Il museo non prevede una presenza permanente dell’incisione nelle sale. La decisione dipende dalle esigenze conservative proprie delle opere grafiche, particolarmente sensibili alla luce e alle variazioni ambientali. Secondo le informazioni disponibili, “L’Acrobate au violon” sarà mostrata in modo puntuale, all’interno di esposizioni temporanee, con una prima presentazione prevista per settembre 2026. Questa modalità consente di rendere visibile il nuovo ingresso senza sottoporre il foglio a un’esposizione continuativa che potrebbe accelerarne il deterioramento.
La vicenda di Besançon mostra come la tutela delle opere d’arte non si esaurisca nel momento del sequestro. Dopo l’intervento doganale sono stati necessari anni di deposito, ricerca documentaria, confronto con gli specialisti e definizione della destinazione istituzionale. Il caso coinvolge anche una seconda opera, un disegno senza titolo di Ossip Zadkine datato 1959, destinato al Musée Zadkine di Parigi. Le due opere, entrambe legate a un passaggio irregolare verso la Svizzera, hanno così trovato una collocazione nelle collezioni pubbliche francesi.
Per il Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon, l’arrivo della stampa amplia il racconto dell’arte del Novecento attraverso un medium che richiede letture diverse rispetto alla pittura. Chagall è noto soprattutto per le immagini dipinte popolate da figure sospese, animali, musicisti e coppie, ma la sua produzione incisa documenta la traduzione di quel linguaggio in linea, trama e contrasto. L’opera del 1924 introduce quindi nella raccolta un autore finora assente e, insieme, una testimonianza concreta della circolazione internazionale delle opere e dei controlli che ne regolano l’esportazione.
Fonti consultate e stato dell’opera
Le informazioni disponibili concordano sui passaggi essenziali: la realizzazione nel 1924, il sequestro del 2006 alla frontiera svizzera, la lunga permanenza nei depositi doganali, l’autenticazione con il coinvolgimento degli specialisti di Besançon e la consegna del 20 luglio 2026. Restano invece non comunicati alcuni dati tecnici dell’incisione, come dimensioni, tecnica precisa, tiratura e valore economico. Per questo l’articolo non attribuisce alla stampa numeri o caratteristiche non documentate e considera centrale il suo percorso istituzionale, dalla confisca all’ingresso nelle collezioni del museo.
Quale opera di Chagall è entrata nelle collezioni di Besançon?
Si tratta dell’incisione "L’Acrobate au violon", realizzata nel 1924.
Quando fu sequestrata l’incisione?
L’opera fu sequestrata nel 2006 durante un controllo doganale alla frontiera franco-svizzera.
Perché l’opera non sarà esposta permanentemente?
Per ragioni conservative legate alla sensibilità delle opere grafiche alla luce e alle condizioni ambientali.
Quando dovrebbe essere presentata al pubblico?
La prima esposizione pubblica a Besançon è prevista per settembre 2026, secondo le informazioni disponibili.
È la prima opera di Chagall nel museo?
Sì. "L’Acrobate au violon" è la prima opera di Marc Chagall a entrare nella raccolta del Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon.
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