Due istituzioni civiche raccontano la storia di Brescia dall’età romana all’Ottocento: il monastero di Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo.
Il Museo di Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo costituiscono due nuclei complementari del sistema museale di Brescia. Il primo è ospitato nell’antico monastero benedettino di San Salvatore e documenta la storia della città dall’età romana all’Ottocento attraverso reperti, edifici e opere d’arte; la seconda, nel palazzo Martinengo da Barco di piazza Moretto, presenta la principale raccolta cittadina di pittura dal Trecento all’Ottocento. Entrambe sono gestite dalla Fondazione Brescia Musei e fanno parte del patrimonio culturale della città lombarda.

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Il monastero di Santa Giulia e la storia di Brescia
Il complesso di Santa Giulia nasce in epoca longobarda, quando il monastero di San Salvatore fu fondato nel 753 per iniziativa del re Desiderio e della regina Ansa. Nel corso dei secoli l’area fu ampliata e trasformata, conservando stratificazioni architettoniche di epoca romana, longobarda, medievale e rinascimentale. Oggi il percorso comprende la basilica di San Salvatore, il coro delle monache, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario e ambienti monastici che permettono di leggere la continuità urbana di Brescia attraverso gli edifici stessi.

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Il valore storico del museo è legato anche alla sua posizione nel centro antico della città. Sotto e accanto al monastero sono conservate le Domus dell’Ortaglia, due abitazioni romane con ambienti e pavimenti decorati, inserite nel percorso archeologico di Brixia. Il complesso monastico, insieme al Capitolium, al teatro romano e al foro, appartiene al sito UNESCO “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, riconosciuto nel 2011. Santa Giulia non è quindi soltanto una sede espositiva, ma un insieme di monumenti visitabili.
Le collezioni del Museo di Santa Giulia
Le collezioni di Santa Giulia attraversano un arco cronologico ampio, dall’età del Bronzo all’Ottocento, con particolare attenzione alla storia di Brescia e del suo territorio. Tra i nuclei più noti figurano i reperti della Brixia romana, le testimonianze longobarde e gli oggetti legati alla vita religiosa del monastero. Nell’oratorio di Santa Maria in Solario è conservata la Croce di Desiderio, prezioso manufatto altomedievale decorato con gemme e cammei, mentre la basilica e il coro delle monache mantengono elementi architettonici e decorativi direttamente collegati alla funzione originaria degli spazi.
La Pinacoteca Tosio Martinengo: origine e sede
La Pinacoteca Tosio Martinengo deriva dall’incontro di due vicende collezionistiche cittadine. Il conte Paolo Tosio destinò alla città la propria raccolta, comprendente opere antiche e moderne, mentre il conte Leopardo Martinengo da Barco lasciò al Comune il palazzo, la biblioteca e le collezioni di famiglia. Il patrimonio fu progressivamente riunito nel palazzo Martinengo da Barco, edificio storico situato in piazza Moretto. Dopo una lunga chiusura, la pinacoteca è stata riaperta nel 2018 al termine di un intervento di riqualificazione degli ambienti e del percorso espositivo.
Il percorso della Pinacoteca si sviluppa in 21 sale e segue la formazione della cultura figurativa bresciana e lombarda dal Trecento all’Ottocento. Le prime sezioni comprendono opere gotiche e tardogotiche, mentre il nucleo centrale è dedicato al Rinascimento, con Vincenzo Foppa, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Girolamo Romanino, Giovanni Gerolamo Savoldo e Lorenzo Lotto. La raccolta comprende inoltre dipinti di Raffaello, Antonio Canova e Francesco Hayez, insieme alla pittura settecentesca di Giacomo Ceruti, noto come il Pitocchetto.

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Gli artisti e le opere da conoscere
Tra i dipinti da cercare nella Pinacoteca figurano la “Madonna col Bambino e santi” di Vincenzo Foppa, le opere del Moretto legate alla tradizione devozionale bresciana, i dipinti di Romanino e le immagini di intensa caratterizzazione luminosa di Savoldo. La presenza di Raffaello documenta il rapporto della collezione con la pittura italiana del primo Cinquecento; Ceruti introduce invece la rappresentazione di figure popolari e marginali nella Lombardia del Settecento. Il percorso prosegue fino al Neoclassicismo e al Romanticismo, con Canova e Hayez.
La differenza tra le due sedi orienta anche il modo della visita. Santa Giulia richiede tempo per collegare reperti, architetture e opere all’interno di un itinerario storico; la Tosio Martinengo concentra invece l’attenzione sulla pittura e sulla costruzione della scuola artistica locale. La vicinanza con Brixia Parco Archeologico consente di organizzare un itinerario dedicato alla Brescia romana e longobarda, mentre piazza Moretto inserisce la pinacoteca nel tessuto del centro storico. Il sistema è dunque leggibile per nuclei, senza ridurre le sedi a una semplice sequenza di sale.
Orari, sedi e informazioni utili per la visita
Dal 1° giugno al 30 settembre 2026, il Museo di Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo sono aperti dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15; il lunedì non festivo sono chiusi. Dal 1° ottobre al 31 maggio l’orario ordinario è dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.15. Santa Giulia si trova in via Musei 81/b, mentre la Pinacoteca è in piazza Moretto. Le tariffe variano secondo il percorso scelto e le riduzioni applicabili, perciò il sistema ufficiale dei biglietti resta il riferimento per prezzi e condizioni.

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Perché visitare entrambe le istituzioni
Santa Giulia e la Tosio Martinengo compongono due prospettive diverse sulla stessa città. Il monastero mostra come Brescia si sia trasformata attraverso la romanità, il regno longobardo, la presenza monastica e le successive fasi urbane; la pinacoteca chiarisce invece il ruolo della città nella pittura dell’Italia settentrionale, dal gotico alla stagione rinascimentale e fino all’Ottocento. Visitare le due sedi significa passare dalla materialità degli edifici e dei reperti alla storia delle immagini, seguendo un percorso documentato che unisce archeologia, architettura, arte sacra e pittura.
Dove si trovano il Museo di Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo?
Il Museo di Santa Giulia si trova in via Musei 81/b a Brescia. La Pinacoteca Tosio Martinengo è in piazza Moretto, nel centro storico cittadino.
Quali sono gli orari estivi nel 2026?
Dal 1° giugno al 30 settembre 2026 entrambe le sedi sono aperte dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15. Il lunedì non festivo sono chiuse.
Quali opere si vedono alla Pinacoteca Tosio Martinengo?
Il percorso comprende opere di Vincenzo Foppa, Moretto, Romanino, Savoldo, Lorenzo Lotto, Raffaello, Giacomo Ceruti, Antonio Canova e Francesco Hayez.
Che cosa conserva il Museo di Santa Giulia?
Il museo conserva reperti archeologici, opere d’arte e ambienti monumentali del monastero, tra cui le Domus dell’Ortaglia, la basilica di San Salvatore, il coro delle monache e la Croce di Desiderio.
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