Le barche conservate al Flag Fen, risalenti a tremila anni fa, non rappresentano semplici reperti archeologici: incisioni e riparazioni evidenziano gesti umani, scelte e spostamenti legati alla vita quotidiana preistorica

C’è qualcosa di quasi poetico nel vedere emergere dal fango imbarcazioni antiche, rimaste sepolte per oltre tremila anni, come se il tempo stesso avesse deciso di preservarle in un silenzioso abbraccio. Al Flag Fen Archaeology Park, vicino a Peterborough, tre straordinarie canoe monotraccia dell’età del Bronzo e del Ferro sono finalmente visibili, restituendo allo sguardo moderno la maestria e l’ingegno di chi popolava le terre paludose dell’Inghilterra orientale.

Must Farm, il villaggio che il tempo ha custodito

Il luogo di scoperta, Must Farm, era un antico villaggio costruito su palafitte tra canali e torbiere. Qui, tra il 2011 e il 2012, gli archeologi hanno riportato alla luce non solo le imbarcazioni, ma anche case lignee, piattaforme, utensili, tessuti e perfino una ruota in legno quasi integra. Un incendio improvviso, seguito dal crollo dei sedimenti torbosi, ha cristallizzato momenti di vita quotidiana, creando una conservazione paragonabile a quella di Pompei.

L’esperienza del sito consente di percepire un passato sospeso, in cui legno e acqua testimoniano le modalità di vita nelle paludi, trasformando le pratiche quotidiane in un patrimonio di valore artistico e culturale

L’esperienza del sito consente di percepire un passato sospeso, in cui legno e acqua testimoniano le modalità di vita nelle paludi, trasformando le pratiche quotidiane in un patrimonio di valore artistico e culturale

Camminare tra queste tracce significa immergersi in un paesaggio dove il fango e l’acqua non erano ostacoli, ma vie di comunicazione, di pesca e di trasporto. Qui, il passato non è solo storia, ma esperienza sensoriale, visibile in ogni dettaglio delle strutture e degli oggetti ritrovati.

La forza del legno e delle barche scolpite dal tronco

Le imbarcazioni scoperte sono nove, il più grande gruppo mai rinvenuto nello stesso sito in Gran Bretagna. Realizzate scavando l’interno di tronchi di quercia e acero, queste piroghe erano semplici nella forma ma sorprendenti nell’efficacia. Alcune erano snelle e agili, adatte a muoversi rapidamente nei canali stretti, altre lunghe e stabili, perfette per trasportare merci, persone e persino animali.

Imbarcazione in legno conservata, pienamente visibile dopo il restauro

Imbarcazione in legno conservata, pienamente visibile dopo il restauro. Tre rare barche in legno dell’età del Bronzo e del Ferro, scoperte a Must Farm nel Cambridgeshire, sono ora esposte al Flag Fen Archaeology Park. Scopri la storia, le tecniche costruttive e il fascino delle antiche log boats

L’analisi del legno ha rivelato non solo le specie scelte, ma anche le tecniche di abbattimento e gli strumenti utilizzati. Ogni barca racconta una storia di progettazione attenta e sapiente, un equilibrio tra le qualità della natura e le esigenze umane.

Il fango torboso e i sedimenti anossici hanno creato condizioni perfette per il legno, mantenendolo intatto. La moderna conservazione ha poi stabilizzato le strutture, rendendole visibili senza rischio di degrado.

Oggi tre di queste imbarcazioni possono essere ammirate nella mostra permanente al Flag Fen:

  • una lunga piroga in quercia di sei metri e mezzo, con segni di bruciature all’interno, testimonianza di un incendio lontano nel tempo;
  • un frammento di due metri e venti, anch’esso in quercia, con una complessa riparazione nello scafo, a dimostrazione della cura e dell’uso prolungato;
  • un piccolo pezzo di ottanta centimetri, in acero campestre, risalente ai primi secoli dell’età del Bronzo.

Osservarle significa percepire la delicatezza e la forza della materia, il legno lavorato con precisione millimetrica che, pur restando semplice, era in grado di solcare le acque delle paludi per centinaia di anni.

Il restauro di queste barche ha richiesto più di un decennio, un progetto lungo e meticoloso che ha combinato competenze archeologiche e conoscenze chimiche per preservare il legno. Trattamenti con soluzioni di cera e acqua e ambienti a temperatura e umidità controllate hanno permesso di salvaguardarle, restituendo al pubblico la possibilità di vederle quasi come quando galleggiavano nei canali preistorici.

Ogni barca esposta non è semplicemente un reperto, ma un ponte tra epoche, un frammento di vita quotidiana trasformato in opera d’arte naturale e tecnica.

Vita e trasporti nelle paludi

Durante il loro utilizzo, il paesaggio fenlandiano era in trasformazione: le acque sotterranee crescevano, i terreni diventavano sempre più paludosi, e le barche divennero lo strumento essenziale per muoversi, pescare e commerciare. Alcune erano impiegate con trappole da pesca, altre per trasportare persone e materiali, adattandosi alle necessità di una comunità strettamente legata alle acque.

Illustrazione al parco che ricrea scene di vita dell’età del Bronzo su acqua

Illustrazione al parco che ricrea scene di vita dell’età del Bronzo su acqua

Secondo la ricercatrice Iona Robinson Zeki, la varietà delle imbarcazioni mostra come venissero sfruttate le caratteristiche dei diversi alberi: legni più leggeri per piroghe maneggevoli, tronchi più massicci per scafi stabili e longevi. Alcune barche venivano immerse in acqua per conservarle, un’intuizione che dimostra la cura e la lungimiranza delle popolazioni preistoriche.


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