Nel Rione Santella di Marcianise emerse tredici tombe preromane. Il 18 maggio intesa tra Asl, Comune e Soprintendenza.
A Marcianise, nel Rione Santella, l’area destinata alla realizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità ha restituito un nucleo archeologico di notevole interesse. Durante le indagini preventive sono emerse diverse sepolture con corredi funerari, riferibili all’età preromana, in un punto della Piana Campana che torna così a parlare attraverso tracce materiali legate alla vita, ai riti e all’organizzazione delle comunità antiche. La scoperta non interrompe soltanto il ritmo di un cantiere pubblico, ma introduce una domanda più ampia su come un’opera sanitaria possa convivere con la memoria profonda del territorio.

Nel cantiere del nuovo presidio sanitario emerge una necropoli
Secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, le tombe finora indagate sono tredici. Le ricerche proseguiranno nei prossimi giorni e potranno aggiungere elementi utili alla conoscenza del sito, ma già ora il rinvenimento appare rilevante per la storia di Marcianise e della Piana Campana. L’area si colloca infatti nel paesaggio antico compreso tra Capua e Calatia, un contesto nel quale le sepolture e i corredi funerari possono offrire indicazioni preziose sulle pratiche rituali e sui rapporti sociali delle comunità preromane.
Il 18 maggio la firma dell’intesa
Lunedì 18 maggio 2026, alle ore 10.00, nella Sala Consiliare di Marcianise, ASL Caserta, Comune di Marcianise e Soprintendenza sottoscriveranno un protocollo d’intesa dedicato alla tutela, allo studio e alla valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti nel cantiere. Non si tratta di un passaggio soltanto amministrativo: l’accordo prova a tenere insieme due esigenze spesso percepite come concorrenti, da una parte il completamento di un’infrastruttura sanitaria strategica, dall’altra la salvaguardia di un patrimonio che appartiene alla storia identitaria della comunità locale.
La vicenda interessa il pubblico dell’arte e dell’archeologia proprio per questa sua natura di confine. Il ritrovamento non nasce in uno spazio museale né in una campagna di scavo pensata per la comunicazione culturale, ma dentro un intervento destinato alla cura. È qui che il lavoro di tutela assume un valore particolarmente concreto: riconoscere i reperti, documentarli, studiarli e inserirli in una prospettiva di racconto pubblico significa evitare che la scoperta resti confinata al momento dell’emergenza, trasformandola invece in conoscenza condivisa.
Dallo studio alla fruizione pubblica
L’obiettivo indicato dagli enti coinvolti è fare in modo che i reperti non rimangano soltanto oggetto di analisi scientifica, ma possano diventare un patrimonio vivo e accessibile. Nelle comunicazioni istituzionali si parla di iniziative di divulgazione, ricerca e fruizione pubblica per la collettività locale. È un passaggio decisivo, perché la valorizzazione non coincide con la semplice conservazione materiale: richiede tempi di studio, scelte di allestimento o racconto, e una regia capace di restituire alla città ciò che il sottosuolo ha conservato per secoli.
Durante la presentazione saranno illustrati il valore del rinvenimento, le attività già svolte, le prospettive future di tutela e valorizzazione, oltre ai dettagli legati agli aspetti strutturali e agli interventi di completamento della struttura sanitaria. Il punto più delicato sarà probabilmente il coordinamento tra tempi del cantiere e tempi della ricerca, due ritmi diversi che qui dovranno trovare una forma di equilibrio. Per Marcianise, il risultato più significativo sarebbe riuscire a far convivere un servizio pubblico contemporaneo con una memoria archeologica finalmente leggibile.
Dove sono state trovate le tombe preromane di Marcianise?
Le sepolture sono emerse nel Rione Santella, nell’area destinata alla Casa di Comunità e all’Ospedale di Comunità di Marcianise.
Quante tombe sono state indagate finora?
La comunicazione istituzionale indica tredici tombe già indagate, con ricerche destinate a proseguire nei giorni successivi.
A quale periodo risalgono i reperti?
Le sepolture e i corredi funerari sono riferibili all’età preromana.
Quando sarà presentato il protocollo d’intesa?
La presentazione e sottoscrizione del protocollo sono previste lunedì 18 maggio 2026 alle ore 10.00 nella Sala Consiliare di Marcianise.
Chi partecipa all’accordo per i reperti?
L’intesa coinvolge ASL Caserta, Comune di Marcianise e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
I reperti saranno visitabili dal pubblico?
Al momento è annunciato un percorso di studio, tutela e valorizzazione. La fruizione pubblica rientra tra gli obiettivi, ma non sono ancora indicati tempi o modalità di visita.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Presentazione del protocollo d’intesa per tutelare e valorizzare i reperti archeologici nell’area del nuovo presidio sanitario |
| Tema o concept | Tutela, studio e valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti a Marcianise nel Rione Santella |
| Tipologia | presentazione istituzionale |
| Ente organizzatore / promotore | ASL Caserta, Comune di Marcianise, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento |
| Luogo | Sala Consiliare di Marcianise |
| Data di inizio | 18 maggio 2026 |
| Data di fine | 18 maggio 2026 |
| Orari di apertura | ore 10.00 |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | sabapce-bn.cultura.gov.it |
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