Dal Movimento del ’77 a Pentothal, Zanardi e Pompeo: il percorso di Andrea Pazienza tra fumetto, pittura, satira e cultura visiva.

Al MAXXI di Roma, dal 24 aprile al 27 settembre 2026, “Andrea Pazienza. Non sempre si muore” propone il secondo capitolo del progetto espositivo dedicato a uno degli autori più originali del fumetto italiano. La mostra, curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti, riunisce tavole a fumetti, disegni, materiali inediti e documenti, costruendo un percorso che segue l’artista dagli anni della formazione fino alle ultime opere. Non si tratta soltanto di una ricognizione antologica: il progetto legge la produzione di Pazienza come un laboratorio visivo attraversato da storia, ironia, inquietudine e libertà formale.

Andrea Pazienza. Non sempre si muore

Fonte immagine: maxxi.art


Un percorso cronologico dentro la metamorfosi del segno

L’allestimento segue un ordine cronologico e si sviluppa attraverso una sequenza di stanze, nelle quali le tavole si alternano a un nucleo centrale composto da testi, illustrazioni e disegni pittorici. Questa impostazione consente di osservare la trasformazione del linguaggio di Pazienza senza separare rigidamente fumetto, arte grafica e pittura. Il visitatore incontra così una produzione mobile, capace di passare dalla narrazione seriale alla vignetta satirica, dal bianco e nero al colore, dalla costruzione del personaggio alla confessione più privata. La forma espositiva restituisce la natura non lineare della sua ricerca.

Andrea Pazienza. Non sempre si muore

Fonte immagine: finestresullarte.info

Andrea Pazienza appartiene a quella generazione di autori che, tra gli anni Settanta e Ottanta, portarono il fumetto fuori dai confini dell’intrattenimento convenzionale. La sua esperienza bolognese, il rapporto con il movimento del ’77 e le collaborazioni con riviste come Cannibale, Il Male e Frigidaire sono fondamentali per comprendere l’energia di opere come “Le straordinarie avventure di Pentothal” e per leggere la nascita di figure destinate a entrare nell’immaginario collettivo. In questo contesto, il disegno diventa uno strumento di osservazione sociale: rapido, deformante, spesso comico, ma anche capace di registrare il disagio di un’epoca.

Pentothal, Zanardi e la cultura del dissenso

Nel percorso trovano naturalmente spazio i personaggi e i mondi che hanno definito la poetica di Pazienza. Pentothal rappresenta il lato visionario e autobiografico della sua scrittura, mentre Zanardi incarna una forma più aggressiva e ambigua di presenza scenica, sospesa tra nichilismo, violenza e rappresentazione della giovinezza. La mostra non riduce questi personaggi a icone generazionali: li presenta come dispositivi narrativi complessi, capaci di mettere in crisi il rapporto tra autore e società. La loro forza risiede proprio nell’instabilità, nell’impossibilità di ricondurli a una morale univoca.

Un elemento particolarmente significativo è la presentazione, per la prima volta in questo contesto, del murale eseguito dal vivo da Pazienza durante la Fiera del Fumetto di Napoli del 1987. L’opera introduce nella mostra una dimensione performativa e ambientale: il disegno non appare soltanto come immagine conclusa, ma come gesto, superficie e azione pubblica. Il murale permette inoltre di mettere in relazione la pratica fumettistica con la pittura e con una concezione espansiva dell’autore, interessato a occupare spazi diversi e a misurarsi con supporti, tecniche e tempi di lavoro non omogenei.

La mostra assume un rilievo particolare anche perché evita di isolare Pazienza dal sistema culturale nel quale operò. Le tavole e i documenti restituiscono una rete di riviste, editori, artisti e luoghi che contribuì a rendere il fumetto italiano uno spazio di sperimentazione linguistica e politica. Il confronto tra materiali diversi evidenzia quanto fosse ampia la sua attività: oltre alle storie a fumetti, Pazienza lavorò nell’illustrazione, nella satira, nella grafica e nella pittura. La sua opera appare quindi come una pratica interdisciplinare, difficilmente contenibile in una sola definizione.

Andrea Pazienza. Non sempre si muore

Fonte immagine: lindiependente.it

Una mostra per leggere ancora il presente

Il titolo “Non sempre si muore” suggerisce una chiave di lettura legata alla persistenza delle immagini e alla capacità dell’opera di attraversare il tempo. A quasi quarant’anni dalla morte dell’artista, avvenuta nel 1988, il lavoro di Pazienza continua a parlare a pubblici differenti perché non offre una rappresentazione pacificata della sua epoca. Il suo segno conserva una tensione produttiva: è ironico e tragico, popolare e colto, immediato e stratificato. Al MAXXI questa vitalità viene resa visibile attraverso un percorso che mette in dialogo memoria storica e percezione contemporanea.

La sede del MAXXI contribuisce a spostare ulteriormente la prospettiva: Pazienza viene accolto nel museo nazionale dedicato alle arti del XXI secolo non come autore da confinare nella storia del fumetto, ma come artista capace di interrogare la cultura visiva nel suo insieme. Il confronto con l’architettura e con le pratiche espositive contemporanee valorizza la dimensione spaziale delle tavole, la loro serialità e il rapporto tra dettaglio e ritmo. Il risultato è una mostra accessibile anche a chi non conosce l’intera produzione dell’autore, ma sufficientemente articolata per chi ne segue da tempo il lavoro.

“Andrea Pazienza. Non sempre si muore” si presenta dunque come una mostra di opere, ma anche come un’indagine sulla sopravvivenza culturale di un linguaggio. Le tavole, i documenti e i materiali inediti non ricostruiscono soltanto una carriera interrotta: mostrano come un autore possa continuare a generare domande sul rapporto tra disegno, politica, corpo e immaginario. Nel passaggio dalle stanze della formazione alle ultime opere, il MAXXI restituisce la complessità di Pazienza senza addomesticarne le contraddizioni. È proprio questa resistenza alla semplificazione a mantenere vivo il suo lavoro.

Andrea Pazienza. Non sempre si muore

Fonte immagine: indieforbunnies.com

Fonti e informazioni per la visita

La mostra è visitabile al MAXXI di Roma dal 24 aprile al 27 settembre 2026. Le informazioni istituzionali indicano un orario di apertura dalle 11.00 alle 19.00; la sede e i canali ufficiali del museo riportano inoltre le modalità di acquisto dei biglietti e gli eventuali aggiornamenti organizzativi. Il percorso è curato da Giulia Ferracci e Oscar Glioti e comprende tavole a fumetti, disegni, documenti, materiali inediti e il murale realizzato a Napoli nel 1987. Per la visita è opportuno fare riferimento alle indicazioni ufficiali del MAXXI.

Approfondimento: MAXXI di Roma: architettura, collezioni e guida alla visita del museo del XXI secolo.

Approfondimento: Dalle strisce sui giornali al graphic novel: viaggio nella storia del fumetto.

Approfondimento: Andrea Pazienza al MAXXI: biografia, opere e stile nel secondo capitolo di “Non sempre si muore”.

Informazioni per il visitatore
InfoDettagli
TitoloAndrea Pazienza. Non sempre si muore
Artista o artisti partecipantiAndrea Pazienza
Tema o conceptSecondo capitolo del progetto espositivo dedicato alla biografia, alle opere e alla ricerca grafica di Andrea Pazienza.
TipologiaMostra monografica
Ente organizzatore / promotoreMAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
LuogoMAXXI, Roma
IndirizzoVia Guido Reni 4A, Roma
Data di inizio24 aprile 2026
Data di fine27 settembre 2026
CuratoreGiulia Ferracci e Oscar Glioti
Sito ufficiale o pagina web dedicatawww.maxxi.art

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