Dalle terme imperiali al Museo Nazionale Romano, la storia di uno dei più vasti complessi monumentali dell’antichità romana.
Le Terme di Diocleziano sono il più esteso impianto termale costruito nell’antica Roma e uno dei monumenti in cui la stratificazione urbana della capitale è più leggibile. Edificate tra il 298 e il 306 d.C. nell’area compresa tra il Viminale e il Quirinale, occupavano oltre 13 ettari e potevano accogliere contemporaneamente fino a 3000 persone. Il complesso appartiene oggi al Museo Nazionale Romano e comprende ambienti archeologici, collezioni epigrafiche e protostoriche, il Chiostro di Michelangelo e la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

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La costruzione sotto Diocleziano e Massimiano
La fondazione delle terme si colloca nell’ultima fase della Tetrarchia, il sistema di governo introdotto da Diocleziano alla fine del III secolo. I lavori furono avviati quando Massimiano ricopriva il ruolo di Augusto d’Occidente e furono completati pochi anni dopo, prima della morte di Costanzo Cloro nel 306. Per realizzare un impianto di tali dimensioni fu necessario intervenire su un’area urbana già abitata, modificando edifici privati e viabilità. L’iscrizione dedicatoria, oggi ricomposta nell’ingresso del museo, costituisce una delle principali testimonianze per la cronologia del cantiere.

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Un’architettura organizzata per grandi assi
L’impianto riprende modelli già sperimentati nelle Terme di Traiano e nelle Terme di Caracalla, ma li sviluppa su una scala ancora maggiore. Il corpo centrale era organizzato secondo assi simmetrici: lungo uno si allineavano calidarium, tepidarium e frigidarium, mentre l’altro conduceva verso le palestre e gli spazi di servizio. Una grande piscina, la natatio, occupava una delle aree principali; il recinto comprendeva inoltre esedre, sale rettangolari, ambienti di passaggio e strutture destinate alla lettura o alla conservazione dei libri. L’orientamento contribuiva a sfruttare il calore solare nel calidarium.
L’acqua arrivava attraverso un ramo dell’Acqua Marcia e veniva distribuita in una rete capace di alimentare vasche, piscine e impianti di riscaldamento. Le terme non erano soltanto luoghi per il bagno: il progetto imperiale comprendeva palestre, biblioteche e spazi di socialità, secondo una concezione dell’edificio termale come infrastruttura pubblica complessa. La scala dell’insieme è ancora percepibile nella curva dell’attuale piazza della Repubblica, il cui grande emiciclo ottocentesco riprende il tracciato dell’esedra antica.
Dall’abbandono al riuso cristiano e papale
Il funzionamento del complesso proseguì fino alla tarda antichità, ma la situazione cambiò quando, durante la guerra gotica, furono interrotti gli acquedotti che rifornivano Roma. Nei secoli successivi le strutture furono spogliate, adattate e inglobate in nuovi edifici. Nel Cinquecento il frigidarium venne trasformato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: il progetto fu affidato a Michelangelo da papa Pio IV e portò anche alla fondazione del monastero dei Certosini. Nel Settecento Luigi Vanvitelli modificò ulteriormente l’assetto della basilica, intervenendo sull’orientamento e sull’ingresso.

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Il complesso assunse anche funzioni amministrative e produttive legate all’Annona pontificia. L’Aula Ottagona e altre sale furono utilizzate come depositi del grano, mentre nel Settecento vennero ricavati sotterranei per la conservazione dell’olio. Questi riusi non cancellarono completamente la struttura antica, ma ne modificarono la lettura e contribuirono alla sopravvivenza di alcune aule. L’Aula Ottagona conobbe poi una nuova trasformazione nel 1928, quando fu installato un planetario; oggi è utilizzata dal Museo Nazionale Romano per attività espositive e per la presentazione di materiali archeologici recuperati.
Le collezioni del Museo Nazionale Romano
La sede delle Terme di Diocleziano conserva oggi una parte delle collezioni del Museo Nazionale Romano, con reperti che documentano la storia di Roma e dell’Italia antica. La sezione epigrafica raccoglie iscrizioni funerarie, votive e pubbliche, mentre la sezione protostorica presenta materiali relativi alle fasi più antiche degli insediamenti dell’Italia centrale. Negli spazi monumentali sono inoltre leggibili elementi architettonici, decorazioni della natatio, frammenti di arredo e testimonianze della trasformazione del complesso. Il percorso non separa archeologia e architettura, perché le sale costituiscono esse stesse parte della collezione.
Tra gli spazi di maggiore interesse figurano il Chiostro di Michelangelo, il Giardino dei Cinquecento e le grandi aule superstiti del recinto termale. L’architettura permette di confrontare la monumentalità imperiale con le successive forme d’uso: la basilica cristiana, il monastero, i depositi pontifici, il planetario e infine il museo. Nel 2026 l’Aula Ottagona ospita anche il Museo dell’Arte Salvata, progetto dedicato a opere recuperate attraverso indagini e operazioni di tutela del patrimonio. Tra i materiali presentati figurano quattro antefisse etrusche databili al VI-V secolo a.C.

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Perché visitare le Terme di Diocleziano
Le Terme di Diocleziano sono leggibili come un documento sulla continuità della città di Roma: un edificio imperiale progettato per migliaia di utenti è diventato, attraverso secoli di adattamenti, una basilica, una certosa, un deposito pubblico e una sede museale. La visita consente di osservare direttamente la permanenza delle volte, delle absidi, delle murature e degli assi dell’impianto, ma anche di comprendere come ogni epoca abbia selezionato e reinterpretato ciò che restava dell’antico. La loro importanza non dipende soltanto dalle dimensioni, ma dalla sovrapposizione concreta di funzioni e memorie.
Dove si trovano le Terme di Diocleziano?
Si trovano a Roma, nell’area tra il Viminale e il Quirinale, presso piazza della Repubblica e piazza dei Cinquecento.
Quando furono costruite le Terme di Diocleziano?
Furono costruite tra il 298 e il 306 d.C., durante il governo tetrarchico di Diocleziano e Massimiano.
Che cosa ospitano oggi le Terme di Diocleziano?
Il complesso ospita una sede del Museo Nazionale Romano, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, il Chiostro di Michelangelo e l’Aula Ottagona.
Quali sono gli spazi più importanti da vedere?
Tra gli spazi principali figurano il Chiostro di Michelangelo, il Giardino dei Cinquecento, le aule termali superstiti, l’Aula Ottagona e gli ambienti della basilica.
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