Dalla scena mentale di Castelli agli archivi fotografici di Andreani, un confronto tra due ricerche italiane sulla pittura figurativa contemporanea.

Guglielmo Castelli e Giulia Andreani sono due figure della pittura italiana contemporanea nate negli anni Ottanta, ma sviluppano poetiche difficilmente sovrapponibili. Castelli, nato a Torino nel 1987, lavora sulla relazione tra corpo, spazio e costruzione teatrale dell’immagine; Andreani, nata a Venezia nel 1985 e residente a Parigi, parte da fotografie d’archivio, album familiari e documenti visivi per riaprire episodi rimossi della storia. Il confronto tra i due artisti è utile perché mostra come la figurazione contemporanea possa procedere tanto dall’invenzione quanto dalla ricerca documentaria.

Guglielmo Castelli e Giulia Andreani: biografia, opere e stile

Fonte immagine: maxhetzler.com

Guglielmo Castelli: formazione e scena mentale

Castelli si è formato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino come scenografo, un passaggio decisivo per comprendere il carattere costruito delle sue immagini. In un’intervista ha raccontato di avere lavorato tra scenografia, teatro e costume prima di concentrare la ricerca sulla pittura. La tela nasce così come uno spazio da allestire: figure, oggetti, panneggi e fondali vengono organizzati secondo una logica vicina alla scena, ma senza un racconto lineare. I suoi piccoli carnet de voyage documentano l’accumulo di appunti e materiali che precede il dipinto.

Guglielmo Castelli e Giulia Andreani: biografia, opere e stile

Fonte immagine: maxhetzler.com

Nelle opere di Castelli il corpo non appare come una presenza stabile e riconoscibile, ma come una forma sottoposta a deformazioni, slittamenti e tensioni spaziali. Le figure possono sembrare incomplete, accostate ad animali, elementi architettonici o oggetti difficili da identificare. Il colore contribuisce a questa sospensione: gamme fredde o innaturali e passaggi tonali alterano la percezione della profondità, mentre la composizione conserva spesso un senso di precarietà. La pittura non illustra una storia già data; costruisce piuttosto un ambiente ambiguo nel quale il significato resta in movimento.

Le opere e le fasi della carriera di Castelli

La carriera di Castelli comprende residenze e mostre in Italia e all’estero. Tra i passaggi documentati figurano la residenza al MACRO di Roma nel 2014, la Künstlerhaus Bethanien di Berlino nel 2018, la Fondazione Coppola di Vicenza nel 2019, l’Aspen Art Museum nel 2023 e la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 2024. Nel 2025 ha presentato a San Paolo la personale “Um galo sozinho não tece uma manhã“. Queste tappe mostrano l’ampliamento del suo lavoro da una dimensione principalmente galleristica a contesti istituzionali e internazionali.


Giulia Andreani: pittura, archivio e storia

Giulia Andreani ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ha conseguito un master in arte contemporanea alla Paris IV-Sorbonne nel 2010. Il suo metodo parte dalla selezione di immagini conservate in archivi, biblioteche e raccolte private, che vengono trasferite sulla tela, modificate e ricomposte. La pittura assume quindi una funzione di ricerca storica: non riproduce semplicemente il documento, ma ne mette in evidenza lacune, gerarchie e punti ciechi. Il soggetto può essere una donna dimenticata, una figura politica o una scena privata sottratta alla narrazione ufficiale.

Guglielmo Castelli e Giulia Andreani: biografia, opere e stile

Fonte immagine: labiennale.org

La scelta cromatica più riconoscibile di Andreani è l’uso prevalente del grigio di Payne, una tonalità che avvicina la pittura all’aspetto delle fotografie storiche senza trasformarla in una semplice copia. Le immagini vengono ingrandite, sovrapposte o private di alcuni dettagli; il procedimento genera figure sospese tra riconoscibilità e cancellazione. Nei cicli dedicati alle donne, al lavoro e ai rapporti di potere, la monocromia non produce neutralità, ma sottolinea il carattere costruito della memoria. La pittura diventa così uno strumento per interrogare chi è stato rappresentato e chi, invece, è rimasto fuori dall’immagine.

Tra i progetti più significativi di Andreani figura “L’improduttiva“, presentato alla Collezione Maramotti tra il 2023 e il 2024, prima mostra personale istituzionale dell’artista in Italia. Il progetto si concentra sulle immagini e sui ruoli femminili legati alla produttività, al lavoro e alla rappresentazione sociale. Nel 2024 Andreani ha inoltre partecipato alla 60ª Biennale di Venezia con il Nucleo Contemporaneo, dove il suo lavoro è stato letto in rapporto all’amnesia storica e alla possibilità di riattivare gli archivi attraverso nuove associazioni visive. Nel 2026 il Musée d’art contemporain di Lione le ha dedicato “Cold Painting“.

Guglielmo Castelli e Giulia Andreani: biografia, opere e stile

Fonte immagine: numero.com

Due direzioni della figurazione contemporanea

Il punto di contatto tra Castelli e Andreani non è uno stile comune, ma la consapevolezza che la pittura possa produrre conoscenza senza rinunciare all’ambiguità. Castelli costruisce mondi instabili attraverso l’invenzione scenica, la metamorfosi del corpo e l’accumulo di elementi; Andreani lavora invece sulla responsabilità dell’immagine storica, cercando nei documenti le tracce di una memoria selettiva. Il primo mette in crisi l’orientamento dello spettatore nello spazio, la seconda mette in crisi la certezza dello spettatore davanti all’archivio. Entrambi usano la figurazione come campo di trasformazione, non come semplice ritorno al passato.

Domande frequenti
Chi è Guglielmo Castelli?

Guglielmo Castelli è un artista nato a Torino nel 1987. Formatosi anche come scenografo, lavora soprattutto sulla pittura figurativa, creando corpi instabili e ambienti di carattere teatrale.

Qual è lo stile di Guglielmo Castelli?

Il suo stile combina figurazione, deformazione del corpo, atmosfere sospese e composizioni costruite come scene. Le opere non seguono generalmente una narrazione lineare.

Chi è Giulia Andreani?

Giulia Andreani è una pittrice nata a Venezia nel 1985, residente a Parigi. La sua ricerca parte da fotografie d’archivio, immagini private e documenti storici.

Quali materiali usa Giulia Andreani?

Andreani lavora principalmente con la pittura, spesso utilizzando il grigio di Payne per rielaborare immagini fotografiche e costruire composizioni monocrome.

Quali sono alcune mostre importanti di Giulia Andreani?

Tra le mostre documentate figurano "L’improduttiva" alla Collezione Maramotti, la partecipazione alla Biennale Arte 2024 e "Cold Painting" al Musée d’art contemporain di Lione nel 2026.


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