L’artista catalana ha costruito un percorso trasversale tra arti visive, ceramica, illustrazione, comunicazione e design contemporaneo.
Pepa Reverter è un’artista visiva, designer, illustratrice e ceramista spagnola nata ad Alcanar, in Catalogna, nel 1969. La sua attività non si concentra su un solo mezzo: comprende progettazione di oggetti, comunicazione, grafica, fotografia, video, insegnamento e produzione di immagini. Il suo percorso si è sviluppato soprattutto tra Barcellona e circuiti internazionali del design, mantenendo una relazione costante con la cultura materiale e con la trasformazione dell’oggetto quotidiano in forma riconoscibile. La stessa artista presenta il proprio lavoro come una pratica multidisciplinare, costruita attraverso linguaggi diversi ma collegati dalla centralità della forma.

Fonte immagine: pepareverter.com
Formazione tra grafica, scultura e audiovisivo
La formazione di Reverter procede per passaggi successivi. Dopo gli studi di incisione alla Llotja Advanced School of Art and Design, ha conseguito una laurea in Scultura presso la Facoltà di Belle Arti di Barcellona e un master in realizzazione e direzione tecnica di video e televisione alla Universitat Politècnica de Barcelona. Nella prima fase professionale ha inoltre lavorato accanto agli incisori Jaume Coscuella e Magí Baleta, associati alla riproduzione di opere di Joan Miró, Jaume Plensa, Xavier Grau e García Sevilla. Questo apprendistato collega pratica artigianale, immagine e cultura progettuale.

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Gli esordi e le esperienze successive mostrano una carriera costruita fuori da una distinzione rigida tra arti applicate e arti visive. Reverter ha lavorato per TV3, ha illustrato per l’International Herald Tribune, ha svolto attività di grafica e insegnamento e ha realizzato immagini fotografiche e audiovisive. Nel suo studio di Barcellona ha spesso collaborato con il designer Ramón Úbeda, con cui condivide un ambiente di lavoro nel distretto 22@. La pluralità dei ruoli non è soltanto una caratteristica biografica: determina il modo in cui l’artista passa dal disegno al volume e dal prototipo alla serie.
Dalla ceramica d’autore alle collaborazioni internazionali
La ceramica è uno dei territori in cui il linguaggio di Reverter diventa più riconoscibile. Per Bosa ha progettato collezioni e oggetti che mantengono la leggibilità della scultura, ma entrano nel campo dell’arredo e dell’uso domestico. Tra i progetti indicati nel suo portfolio figurano “Sisters California”, “Bossanova Collection” e “Sharjah Totems Collection“, sviluppata nel 2019 con il designer e architetto Abdalla Almulla per l’Irthi Contemporary Crafts Council. Il lavoro ceramico combina modellazione, smaltatura, colore e attenzione alla presenza dell’oggetto nello spazio.
La collezione “Sisters” rappresenta una delle opere più note del suo percorso nel design ceramico. Presentata nel 2013 alla Galleria Carla Sozzani e alla Plus Design Gallery di Milano, è composta da cinque vasi-scultura in ceramica bianca, identificati dai nomi Louise, Frida, Sofia, Helen e Clara. Ogni figura è concepita come omaggio a donne di culture e periodi diversi; la serie utilizza una forma antropomorfa, smalti colorati e dettagli in metallo prezioso. La funzione del vaso rimane presente, ma viene assorbita in una costruzione plastica autonoma.
In “Sharjah Totems” la ricerca di Reverter si misura invece con un progetto collaborativo legato alla produzione artigianale emiratina. La serie è stata realizzata insieme ad Abdalla Almulla e con il coinvolgimento di artigiane emiratine attraverso l’Irthi Contemporary Crafts Council. Il progetto mette in relazione il patrimonio della lavorazione ceramica locale con una struttura contemporanea vicina al mobile e alla scultura. I totem non sono quindi soltanto elementi decorativi: rendono visibile un processo di co-progettazione nel quale materiali, competenze manuali e riferimenti culturali vengono tradotti in una famiglia di oggetti.

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TotCor e il rapporto tra simbolo, materia e uso
Il progetto “TotCor”, avviato nel 2020, prende come punto di partenza la forma elementare del cuore. Reverter la tratta come un segno immediatamente riconoscibile e la trasferisce in oggetti, opere e immagini, mantenendo il riferimento affettivo ma evitando di limitarlo alla funzione illustrativa. Nel progetto il cuore diventa una matrice formale da declinare attraverso materiali e scale differenti. Questa scelta chiarisce un tratto ricorrente del suo metodo: partire da un simbolo semplice, sottoporlo a variazioni di superficie e proporzione, quindi riportarlo nello spazio dell’uso o della contemplazione.
Lo stile di Pepa Reverter si definisce dunque attraverso l’ibridazione dei mezzi più che attraverso l’appartenenza a una corrente storica precisa. Il colore, la silhouette antropomorfa, la semplificazione grafica e la componente tattile della ceramica ricorrono in opere destinate sia alla galleria sia all’ambiente domestico. La sua pratica conserva una componente progettuale: ogni forma deve misurarsi con scala, funzione, produzione e rapporto con l’utente. Allo stesso tempo, il risultato non viene ridotto a design industriale, perché il pezzo mantiene la singolarità della scultura, della decorazione manuale e dell’immagine d’autore.
La collocazione di Reverter nel panorama contemporaneo passa anche dalla capacità di lavorare per interlocutori diversi: aziende del design, istituzioni culturali, progetti di artigianato e pubblici interessati all’illustrazione o all’arte visiva. Nel suo portfolio compaiono inoltre lavori per BD Barcelona e produzioni sviluppate con Bosa, mentre il Museo Nacional de Cerámica y Artes Suntuarias González Martí ha incluso l’artista in un progetto dedicato alle donne rappresentate nelle collezioni del museo. Più che una semplice somma di incarichi, questo insieme documenta una pratica in cui l’autorialità si costruisce attraverso materiali, collaborazioni e contesti d’uso.

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Considerare Pepa Reverter soltanto come designer o soltanto come artista ceramista significherebbe quindi restringere un percorso fondato sulla mobilità tra discipline. La sua biografia riunisce incisione, scultura, grafica, televisione, illustrazione, fotografia e progettazione di oggetti; le opere principali rendono concreta questa continuità. “Sisters” porta la figura femminile nella forma del vaso-scultura, “Sharjah Totems” collega progetto e artigianato emiratino, mentre “TotCor” trasforma un segno affettivo in una famiglia di manufatti. È in questo passaggio tra immagine, materia e funzione che si riconosce la specificità del suo stile.
Chi è Pepa Reverter?
Pepa Reverter è un’artista visiva, designer, illustratrice e ceramista spagnola nata ad Alcanar nel 1969.
Quali sono le opere più note di Pepa Reverter?
Tra i progetti più documentati figurano la collezione ceramica "Sisters", "Sharjah Totems" e il progetto "TotCor".
Dove si è formata Pepa Reverter?
Ha studiato incisione alla Llotja Advanced School of Art and Design, scultura alla Facoltà di Belle Arti di Barcellona e video e televisione alla Universitat Politècnica di Barcelona.
Con quali aziende e istituzioni ha collaborato?
Il suo percorso comprende collaborazioni con Bosa, BD Barcelona e Irthi Contemporary Crafts Council, oltre alla presenza in un progetto del Museo Nacional de Cerámica y Artes Suntuarias González Martí.
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