Dalla collezione della Casa Savoia alla Manica Nuova di Palazzo Reale: origini, trasferimenti, artisti e opere da conoscere nella pinacoteca torinese.
La Galleria Sabauda è la pinacoteca dei Musei Reali di Torino dedicata soprattutto alla pittura italiana ed europea raccolta, incrementata e trasformata nel tempo dalla Casa Savoia. La collezione, oggi ospitata nella Manica Nuova di Palazzo Reale, comprende opere databili dal Medioevo al Novecento e permette di seguire sia la formazione del patrimonio dinastico sia il suo passaggio allo Stato italiano. Il percorso riunisce dipinti piemontesi, maestri italiani, autori fiamminghi e olandesi, con nuclei legati anche ad acquisizioni e donazioni moderne.

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Dalla collezione sabauda alla pinacoteca pubblica
Le origini della raccolta risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando Emanuele Filiberto trasferì a Torino la capitale del ducato da Chambéry e la corte iniziò a consolidare le proprie collezioni artistiche. Il museo fu istituito da Carlo Alberto il 2 ottobre 1832 con il nome di Reale Galleria e venne aperto al pubblico nelle sale di Palazzo Madama. Nel 1860 Vittorio Emanuele II donò la Galleria alla Nazione; cinque anni più tardi le opere furono trasferite nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze, sede che accolse la pinacoteca fino al trasferimento nella Manica Nuova.
La denominazione attuale fu adottata nel 1933, in occasione del centenario dell’istituzione. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento il patrimonio si ampliò attraverso acquisti, lasciti e donazioni, modificando l’originaria fisionomia dinastica. Tra gli incrementi più rilevanti figura la collezione di Riccardo Gualino, industriale e collezionista biellese, entrata in parte nelle raccolte negli anni Trenta. Il museo ha così assunto una struttura articolata: accanto alla pittura legata alla corte sabauda convivono opere selezionate per documentare scuole, cronologie e rapporti culturali dell’arte europea.
La Manica Nuova di Palazzo Reale
La sede attuale occupa la Manica Nuova di Palazzo Reale, corpo architettonico realizzato tra XIX e XX secolo su progetto di Emilio Stramucci accanto al Duomo di Torino. Il trasferimento fu preparato da un lungo progetto di adeguamento degli spazi e di revisione museografica, affidato allo Studio Albini di Milano dopo la gara del 2003. La nuova Galleria Sabauda venne inaugurata il 4 dicembre 2014 e integrata nel complesso dei Musei Reali, insieme a Palazzo Reale, Armeria Reale, Museo Archeologico, Biblioteca Reale e spazi espositivi di Palazzo Chiablese.
L’allestimento contemporaneo organizza le opere secondo una sequenza cronologica, una linea del tempo che mette in relazione la pittura piemontese con i principali centri artistici italiani ed europei. Il primo piano della Galleria espone oltre 500 opere delle collezioni dinastiche, mentre il percorso complessivo dei Musei Reali consente di leggere la pinacoteca dentro la storia della residenza sabauda. La soluzione architettonica non separa quindi soltanto periodi e scuole, ma colloca i dipinti nel sistema storico formato da palazzo, corte, biblioteca, armeria e giardini.
Le opere e gli artisti da vedere
Tra i nuclei italiani spiccano la “Madonna in trono con Bambino e due Angeli” di Duccio di Boninsegna, la “Madonna col Bambino” di Beato Angelico, l’”Arcangelo Raffaele e Tobiolo” di Piero del Pollaiolo e la “Madonna col Bambino e santi” di Andrea Mantegna. La pittura dell’Italia settentrionale è rappresentata, tra gli altri, da Gaudenzio Ferrari, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba e Giovanni Martino Spanzotti. Questi dipinti documentano il passaggio dalla cultura tardogotica alle ricerche rinascimentali sviluppate tra Piemonte, Lombardia, Toscana e Veneto.

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La sezione fiamminga e olandese comprende opere di Jan van Eyck, Hans Memling, Rogier van der Weyden, Petrus Christus, Antoon van Dyck, Peter Paul Rubens e Rembrandt van Rijn. La presenza di questi autori riflette l’apertura internazionale del collezionismo sabaudo e i rapporti politici e culturali intrecciati dalla corte con le aree d’Oltralpe. Accanto alla pittura nordica si incontrano inoltre Paolo Veronese, Tintoretto, Bronzino, Orazio Gentileschi, Guido Reni, Guercino e Bernardo Bellotto, in un percorso che attraversa Rinascimento, Barocco e veduta settecentesca.
Particolare rilievo hanno anche le opere collegate alla storia della corte. Il “Ritratto equestre del principe Tommaso di Savoia-Carignano” di Van Dyck e il dipinto con “I figli di Carlo I d’Inghilterra” appartengono alla dimensione dinastica e diplomatica del collezionismo sabaudo. Le vedute di Torino di Bernardo Bellotto introducono invece il tema della rappresentazione urbana e della trasformazione della capitale. Al quarto piano, il progetto della nuova Galleria ha inoltre restituito visibilità alla collezione Gualino e alle opere del Novecento, ampliando il racconto oltre l’orizzonte delle raccolte antiche.
Informazioni utili per la visita
La Galleria Sabauda si visita all’interno dei Musei Reali di Torino, con accesso dal complesso di Palazzo Reale in Piazzetta Reale. La pagina ufficiale dedicata all’organizzazione della visita indica per il percorso museale un’apertura ordinaria dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.40; orari, chiusure e tariffe possono comunque cambiare in occasione di festività, lavori o iniziative speciali. Il biglietto dei Musei Reali consente di collegare la Galleria agli altri ambienti del complesso, secondo le modalità indicate dal sito istituzionale.
Per comprendere la Galleria Sabauda è utile considerarla non come una raccolta isolata, ma come il risultato di tre passaggi: la formazione delle collezioni della Casa Savoia, la trasformazione della Reale Galleria in istituzione pubblica e l’attuale inserimento nella rete dei Musei Reali. La visita acquista così una doppia direzione: da un lato segue opere e scuole della storia dell’arte, dall’altro ricostruisce il modo in cui una collezione dinastica è diventata patrimonio statale. È questo intreccio tra dipinti, architettura e storia istituzionale a definire l’identità del museo torinese.
Fonti istituzionali e di verifica
Le informazioni storiche, museografiche e pratiche sono state verificate attraverso le pagine ufficiali dei Musei Reali di Torino e una scheda documentaria del portale MuseoTorino, con confronto con una fonte editoriale dedicata al patrimonio artistico italiano.
Dove si trova la Galleria Sabauda?
La Galleria Sabauda si trova nella Manica Nuova di Palazzo Reale, all’interno dei Musei Reali di Torino, con accesso dal complesso di Piazzetta Reale.
Quando è stata istituita la Galleria Sabauda?
La Reale Galleria fu istituita da Carlo Alberto il 2 ottobre 1832 nelle sale di Palazzo Madama. La denominazione Galleria Sabauda fu adottata nel 1933.
Quali artisti si possono vedere nella Galleria Sabauda?
Il percorso comprende opere di Duccio di Boninsegna, Beato Angelico, Andrea Mantegna, Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Rubens, Rembrandt, Van Dyck, Guido Reni e Bernardo Bellotto, oltre a numerosi artisti piemontesi.
Quali sono gli orari indicati per la visita?
La pagina ufficiale dei Musei Reali indica l’apertura ordinaria dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.40. È consigliabile verificare eventuali variazioni prima della visita.
La Galleria Sabauda fa parte dei Musei Reali di Torino?
Sì. La Galleria Sabauda è collegata a Palazzo Reale, Armeria Reale, Museo Archeologico, Biblioteca Reale e agli altri spazi del complesso dei Musei Reali di Torino.
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