Dopo l’annullamento del primo esito del concorso, il team giapponese è stato selezionato per progettare a Quito un museo destinato a oltre 1,2 milioni di beni culturali.

Il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador, indicato con l’acronimo MuNA, sarà progettato dal gruppo guidato dallo studio giapponese SANAA. La decisione è stata resa pubblica nel luglio 2026, dopo che il governo aveva annullato il precedente esito del concorso internazionale e riaperto la selezione tra i progetti finalisti. Il programma riguarda un investimento stimato in circa 100 milioni di dollari e prevede la costruzione di una nuova sede a Quito, destinata a riunire e conservare una parte sostanziale del patrimonio archeologico, artistico ed etnografico del Paese.

Il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador sarà progettato dal gruppo guidato da SANAA: Il progetto da circa 100 milioni di dollari è stato riassegnato dopo l’annullamento del primo risultato del concorso, contestato pubblicamente e seguito dalle dimissioni di due funzionari culturali. Il museo dovrebbe accogliere una collezione di circa 1,2 milioni di oggetti.

Fonte immagine: designboom.com

Un progetto da circa 100 milioni di dollari

La proposta selezionata è identificata come “Estratos Vivos” ed è stata presentata da un gruppo internazionale guidato da SANAA, con la partecipazione di studi e professionisti indicati nelle comunicazioni sul nuovo procedimento di scelta. Il progetto dovrà tradurre in edificio una funzione complessa: non soltanto esporre opere, ma garantire depositi, conservazione preventiva, laboratori, ricerca, movimentazione controllata e spazi per attività educative. Il museo è quindi concepito come un’infrastruttura patrimoniale di scala nazionale, non come una semplice galleria espositiva.

Il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador sarà progettato dal gruppo guidato da SANAA: Il progetto da circa 100 milioni di dollari è stato riassegnato dopo l’annullamento del primo risultato del concorso, contestato pubblicamente e seguito dalle dimissioni di due funzionari culturali. Il museo dovrebbe accogliere una collezione di circa 1,2 milioni di oggetti.

Fonte immagine: arquitecturaenblanco.com

Il nuovo edificio dovrebbe sorgere nel nord di Quito, su un’area di circa 13.000 metri quadrati compresa tra Avenida Eloy Alfaro e República. La localizzazione era già parte del programma associato al primo progetto vincitore, sviluppato dall’architetto spagnolo Alberto Campo Baeza insieme allo studio ecuadoriano MAODA. Secondo la ricostruzione di “El País”, quella proposta immaginava una struttura di circa 13.000 metri quadrati destinata a custodire oltre 1,2 milioni di beni culturali, oggi distribuiti in sedi e depositi con limitate possibilità di accesso pubblico.


La collezione e il problema della conservazione

La dimensione della collezione spiega la centralità del progetto per la politica culturale ecuadoriana. Le fonti locali riferiscono che i materiali comprendono reperti archeologici, opere d’arte, oggetti etnografici e altri beni storici; alcuni manufatti risalgono a circa 1.200 anni fa. Tra gli oggetti citati nel dibattito sul museo figura anche il Sol de Oro, manufatto legato alla cultura La Tolita. La nuova sede dovrebbe aumentare la quota di patrimonio accessibile, mantenendo condizioni di luce, umidità, sicurezza e movimentazione adeguate alla natura eterogenea delle raccolte.

Il percorso che ha portato alla scelta di SANAA è stato però segnato da una controversia istituzionale. Il concorso iniziale aveva raccolto 148 candidature nella fase dei portfolio; venti gruppi erano poi passati alla seconda fase e 17 proposte erano state sottoposte alla valutazione finale, con partecipanti provenienti da 20 Paesi. Il 6 luglio 2026 era stato annunciato come vincitore “Ecos del Sol“, progetto di Campo Baeza e MAODA. Quattro giorni dopo, il governo ha comunicato l’annullamento della decisione in seguito alle critiche pubbliche rivolte all’impianto architettonico.

Dalle critiche al primo progetto alla nuova selezione

La contestazione si è concentrata soprattutto sull’aspetto esterno di “Ecos del Sol”. Secondo “Ocula”, oltre 20.000 persone hanno firmato una petizione contro il progetto, criticandone la forma percepita come troppo vicina a un’architettura istituzionale e immobiliare. Le obiezioni riguardavano anche la presenza limitata di aperture, giardini e superfici verdi. I membri del giurato hanno difeso invece la soluzione come più adatta al controllo della luce naturale e alla protezione delle opere sensibili alla radiazione ultravioletta.

La cancellazione ha avuto conseguenze immediate nella struttura amministrativa del settore culturale. Il 9 luglio si è dimessa la viceministra della Cultura e del Patrimonio Romina Muñoz, che aveva difeso il procedimento e il progetto selezionato. Anche Carlos, direttore esecutivo del MuNA, ha lasciato l’incarico secondo la stampa specializzata. Le dimissioni hanno trasformato una discussione sul linguaggio architettonico in un caso sulla continuità delle decisioni pubbliche, sulla trasparenza dei concorsi e sul rapporto tra valutazione tecnica e pressione politica.

Dopo l’annullamento, il governo ha costituito un nuovo giurato e ha riaperto il confronto tra i finalisti della procedura originaria. Nove studi che avevano partecipato alla selezione precedente avrebbero accettato di rientrare nel processo, mentre la nuova valutazione ha portato alla scelta del gruppo guidato da SANAA. La riassegnazione non cancella quindi il carattere internazionale del concorso, ma modifica il quadro decisionale dopo la revoca del primo risultato. Il caso resta osservato anche per le implicazioni sulla credibilità delle future gare pubbliche di architettura.

Il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador sarà progettato dal gruppo guidato da SANAA: Il progetto da circa 100 milioni di dollari è stato riassegnato dopo l’annullamento del primo risultato del concorso, contestato pubblicamente e seguito dalle dimissioni di due funzionari culturali. Il museo dovrebbe accogliere una collezione di circa 1,2 milioni di oggetti.

Fonte immagine: c3globe.com

Un museo ancora da costruire

La selezione di SANAA rappresenta dunque un passaggio progettuale, non l’apertura del museo. Restano da sviluppare le successive fasi tecniche, autorizzative e costruttive di un edificio che dovrà integrare spazi espositivi, depositi e servizi per una collezione superiore al milione di oggetti. Il valore dell’intervento sarà misurato non soltanto dalla riconoscibilità dell’architettura, ma dalla capacità di rendere effettivamente conservabile, studiabile e accessibile il patrimonio nazionale. A Quito, il futuro MuNA entra così nella fase in cui il disegno dovrà diventare programma operativo.

Domande frequenti
Chi progetterà il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador?

Il progetto è stato assegnato a un gruppo internazionale guidato dallo studio giapponese SANAA, con altri partner progettuali indicati nella proposta "Estratos Vivos".

Quanto costerà il nuovo Museo nazionale dell’Ecuador?

L’intervento è stimato in circa 100 milioni di dollari.

Dove sorgerà il nuovo museo?

La nuova sede è prevista nel nord di Quito, nell’area compresa tra Avenida Eloy Alfaro e República.

Quanti beni culturali dovrebbe accogliere il MuNA?

Il museo è destinato a custodire oltre 1,2 milioni di beni culturali e patrimoniali, tra reperti archeologici, opere d’arte e oggetti etnografici.


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