Dalle maioliche di Casa Galimberti ai ferri battuti di Casa Campanini, una passeggiata nell’architettura Art Nouveau della città.
Milano conserva una delle più leggibili sequenze italiane di architettura Liberty, soprattutto nei quartieri sviluppati tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Il percorso più compatto si concentra intorno a Porta Venezia, ma può essere ampliato verso il Quadrilatero del Silenzio e Porta Vittoria. Non si tratta di un quartiere omogeneo: il Liberty milanese comprende palazzi residenziali, ville, alberghi, edifici pubblici e decorazioni applicate alla facciata. Per riconoscerlo occorre osservare insieme architettura e arti decorative: ceramiche, cemento modellato, vetro, mosaico e ferro battuto.

Fonte immagine: artribune.com
1. Casa Galimberti, il punto di partenza
L’itinerario può iniziare da Casa Galimberti, in via Malpighi 3, progettata da Giovanni Battista Bossi tra il 1903 e il 1905 per i fratelli Angelo ed Emilio Galimberti. La facciata è il suo elemento più riconoscibile: piastrelle figurate in ceramica, balconi con parapetti in ferro e motivi floreali in cemento costruiscono una superficie policroma, lontana dalla tradizionale sobrietà dell’edilizia borghese. Le figure femminili e gli elementi vegetali non sono dettagli isolati, ma partecipano alla composizione complessiva dell’edificio, trasformando il prospetto in una sorta di manifesto decorativo.

Fonte immagine: artribune.com
A pochi passi, in via Malpighi, si incontra Casa Guazzoni, ancora legata alla ricerca di Bossi ma caratterizzata da un apparato plastico diverso. Qui la decorazione insiste su putti, figure femminili e forme vegetali modellate in cemento, mentre i balconi sovrapposti accentuano il movimento verticale della facciata. Il confronto tra Casa Galimberti e Casa Guazzoni è utile perché mostra due possibilità dello stesso linguaggio: nella prima prevalgono il colore e la ceramica; nella seconda la superficie assume un rilievo più scultoreo. Entrambe vanno osservate dal marciapiede, senza accesso agli interni.
2. Corso Venezia e Palazzo Castiglioni
Da via Malpighi si può proseguire verso Corso Venezia, uno degli assi storici della città, fino al civico 47. Palazzo Castiglioni fu progettato da Giuseppe Sommaruga e costruito tra il 1901 e il 1904. L’edificio è spesso considerato il manifesto del Liberty milanese per la relazione stretta tra struttura, materiali e ornamento. Il basamento rustico richiama una materia naturale e irregolare, mentre le parti superiori adottano un repertorio più vicino alla decorazione floreale e alla tradizione urbana. La facciata attuale va letta anche alla luce delle trasformazioni e delle perdite che hanno interessato il complesso.
Il tratto di Corso Venezia compreso tra Palazzo Castiglioni e i Giardini Indro Montanelli permette di alternare architettura e spazio verde. Il giardino non è un semplice intervallo nella passeggiata: consente di osservare la relazione tra i grandi edifici del viale, le ville e i palazzi costruiti per la borghesia milanese. Nella stessa zona si trovano la Galleria d’Arte Moderna e il Museo Civico di Storia Naturale, istituzioni ospitate in edifici di epoche differenti. L’itinerario Liberty acquista così una dimensione urbana, perché mette a confronto stili e funzioni pubbliche lungo lo stesso asse.
3. Il Quadrilatero del Silenzio e Casa Campanini
Lasciando Corso Venezia e entrando nella zona compresa tra via Mozart, via Vivaio, via Cappuccini e via Serbelloni, si raggiunge il cosiddetto Quadrilatero del Silenzio. Qui il Liberty assume una scala più raccolta, legata a ville e palazzi con giardini, cancellate e ingressi arretrati. In via Bellini 3 si trova Casa Campanini, progettata da Alfredo Campanini tra il 1904 e il 1906 come propria abitazione. Il portale, i ferri battuti e la decorazione dell’ingresso mostrano l’idea di un’architettura coordinata in ogni sua parte, dall’involucro ai dettagli artigianali.
In via Cappuccini 8, Palazzo Berri-Meregalli documenta una fase più complessa e tarda del Liberty milanese. Progettato da Giulio Ulisse Arata tra il 1911 e il 1913, combina motivi decorativi di ascendenza Art Nouveau con riferimenti medievaleggianti e rinascimentali. La sua importanza sta proprio nella contaminazione: non è una facciata governata da un unico repertorio floreale, ma un edificio nel quale archi, materiali, rilievi e citazioni storiche producono una composizione volutamente articolata. Il confronto con Casa Campanini evidenzia la varietà interna del Liberty, spesso ridotto impropriamente a un solo stile ornamentale.
4. Le tappe da aggiungere verso Porta Vittoria
Per ampliare la passeggiata si può raggiungere la Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame, nell’area di Porta Vittoria, edificio legato alla storia del mercato ortofrutticolo e oggi destinato a spettacoli e attività culturali. Un altro punto utile è l’Acquario Civico, nel Parco Sempione, costruito nel 1906 in occasione dell’Esposizione Internazionale di Milano e caratterizzato da un linguaggio decorativo riconducibile al clima Liberty. Queste tappe spostano l’attenzione dai palazzi privati agli edifici pubblici, mostrando come l’Art Nouveau potesse essere adottata anche per strutture legate alla cultura, all’educazione e alla vita collettiva.
La passeggiata richiede soprattutto tempo per osservare le facciate, non soltanto per raggiungere gli indirizzi. Conviene soffermarsi sulle soglie, sui numeri civici, sulle ringhiere, sui bovindi, sulle cornici delle finestre e sui rapporti cromatici tra intonaco e ceramica. Nel Liberty milanese la decorazione non è sempre spettacolare: può concentrarsi in un portone, in una fascia marcapiano, in un’inferriata o in una figura modellata sopra l’ingresso. Il percorso tra Porta Venezia e il Quadrilatero del Silenzio è quindi leggibile come un catalogo urbano di tecniche e materiali, ancora visibile nello spazio quotidiano della città.

Fonte immagine: artuassociazione.org
Fonti e criteri di lettura
Le principali tappe dell’itinerario sono documentate da YesMilano, dal portale Lombardia Beni Culturali e da Italia.it, mentre i riferimenti a Casa Campanini, Casa Guazzoni e Palazzo Berri-Meregalli sono verificati attraverso repertori dedicati all’architettura Liberty milanese. Gli edifici sono generalmente osservabili dall’esterno; eventuali aperture, visite guidate o accessi agli interni dipendono dalla funzione attuale e dalle regole dei singoli proprietari o istituti. Per questo il percorso è pensato innanzitutto come una lettura urbana delle facciate e dei dettagli architettonici.
Dove si concentra il principale itinerario Liberty di Milano?
Il percorso più compatto si trova tra Porta Venezia, via Malpighi, Corso Venezia e il Quadrilatero del Silenzio.
Quali sono le prime architetture da vedere?
Casa Galimberti in via Malpighi 3, Casa Guazzoni nelle vicinanze e Palazzo Castiglioni in Corso Venezia 47.
Quali edifici si trovano nel Quadrilatero del Silenzio?
Tra le tappe principali figurano Casa Campanini in via Bellini 3 e Palazzo Berri-Meregalli in via Cappuccini 8.
È possibile visitare gli interni dei palazzi Liberty?
L’itinerario è principalmente esterno. Gli accessi interni dipendono da aperture, visite guidate e autorizzazioni dei singoli edifici o istituti.
Ultime notizie & mostre
Le ultime notizie dal mondo dell'arte

A Pesaro i sassi diventano immagini: Stefano Furlani al Museo della Marineria

Castel Sant’Angelo a Roma: storia del mausoleo di Adriano, della fortezza papale e del museo sul Tevere

Guida ai musei di Genova: da Palazzo Ducale ai palazzi di Strada Nuova





