Dalla corte di Ludovico il Moro al sistema monumentale del centro storico, un itinerario tra architetture, affreschi e collezioni che raccontano la Milano del Quattrocento e del primo Cinquecento.

Per seguire la Milano rinascimentale conviene partire dalla corte degli Sforza, il centro politico e culturale che tra la seconda metà del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento attirò architetti, pittori, ingegneri e letterati. L’itinerario può cominciare da Santa Maria delle Grazie, proseguire verso San Maurizio al Monastero Maggiore, raggiungere il Castello Sforzesco e concludersi tra Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana. Non è un percorso costruito soltanto su singole opere: è la traccia urbana di una stagione in cui Ludovico il Moro affidò all’arte una funzione dinastica e rappresentativa.

Milano rinascimentale: percorso tra palazzi, chiese e capolavori

Fonte immagine: cenacolovinciano.org


Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo

Santa Maria delle Grazie conserva il primo passaggio essenziale dell’itinerario. I lavori del complesso domenicano iniziarono nel 1463 sotto la guida di Guiniforte Solari; il convento fu completato nelle sue parti principali nel 1469 e la chiesa nel 1482. Alla fine del secolo Ludovico il Moro trasformò il luogo in una sede celebrativa della propria dinastia, affidando a Donato Bramante la ristrutturazione della tribuna. La chiesa conserva così la struttura lombarda del primo Rinascimento insieme alle trasformazioni promosse dalla corte sforzesca.

Nel refettorio del convento si trova l’”Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, eseguita tra il 1495 e il 1498 con la tecnica del dipinto murale a secco. L’opera occupa la parete settentrionale dell’ambiente destinato ai pasti e alla meditazione dei frati; misura 460 per 880 centimetri e dialoga direttamente con la funzione originaria del refettorio. La visita è regolata da accessi contingentati e prenotazione obbligatoria, una condizione legata alla conservazione del dipinto e al controllo delle condizioni ambientali.

San Maurizio al Monastero Maggiore: la pittura lombarda del Cinquecento

Da Santa Maria delle Grazie si raggiunge in pochi minuti San Maurizio al Monastero Maggiore, in corso Magenta. La chiesa, collegata agli spazi del Museo Archeologico di Milano, conserva un ciclo decorativo che appartiene alla cultura figurativa lombarda del primo Cinquecento. La struttura è divisa in aula pubblica e coro delle monache da una parete divisoria, soluzione che riflette la destinazione claustrale del complesso. Gli affreschi, attribuiti soprattutto a Bernardino Luini e alla sua bottega, rendono leggibile il rapporto tra devozione, committenza aristocratica e pittura di corte.

Il Monastero Maggiore aggiunge al percorso una stratificazione diversa da quella delle grandi commissioni sforzesche. Il museo occupa infatti parte di un complesso medievale, parzialmente riedificato dopo i bombardamenti del 1943, e conserva anche resti archeologici della Milano romana. La visita permette quindi di mettere in relazione la decorazione rinascimentale della chiesa con la lunga storia dell’area, senza separare il monumento dal contesto urbano. Per orientarsi, l’ingresso del Museo Archeologico è in corso Magenta 15, presso il complesso di San Maurizio.

Milano rinascimentale: percorso tra palazzi, chiese e capolavori

Fonte immagine: cenacolovinciano.org

Il Castello Sforzesco e la rappresentazione del potere

Il Castello Sforzesco completa il nucleo politico dell’itinerario. La fortezza, trasformata dagli Sforza in residenza ducale e sede di rappresentanza, va letta insieme alle commissioni artistiche promosse da Ludovico il Moro. Leonardo lavorò per la corte anche come ingegnere e progettista, mentre Bramante fu coinvolto nei principali cantieri sforzeschi. Oggi il complesso ospita musei civici e raccolte che consentono di osservare architettura, scultura e arti decorative in un unico organismo monumentale, dentro l’area verde del parco Sempione.

All’interno del Castello il percorso può concentrarsi sulla Sala delle Asse, ambiente legato alla presenza di Leonardo e alla decorazione illusionistica della corte. Il grande intreccio vegetale dipinto sulle pareti e sulla volta rimanda alla costruzione di uno spazio artificiale, nel quale natura, araldica e autorappresentazione si fondono. La sala è inoltre un caso esemplare per comprendere quanto la pittura rinascimentale milanese fosse integrata nell’architettura e non limitata alla tavola o all’affresco religioso. La lettura del castello richiede dunque attenzione anche agli ambienti e ai sistemi decorativi.

Ambrosiana e Brera: opere, libri e memoria del Rinascimento

Per ampliare il percorso oltre i monumenti, la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana rappresentano una tappa decisiva. La collezione conserva il “Cartone della Scuola di Atene” di Raffaello, disegno preparatorio interamente realizzato dall’artista e tra i maggiori cartoni rinascimentali giunti fino a noi. La presenza di opere grafiche e librarie permette di spostare l’attenzione dalla Milano degli Sforza alla circolazione dei modelli italiani, mostrando come il Rinascimento fosse anche una storia di copie, studi preparatori, raccolte e trasmissione del sapere.

La conclusione ideale può comprendere la Pinacoteca di Brera, istituzione oggi collegata anche alla gestione del Museo del Cenacolo Vinciano. Qui il Rinascimento lombardo e quello dell’Italia centrale possono essere confrontati attraverso la pittura su tavola, la prospettiva e la costruzione monumentale delle figure. L’itinerario acquista così una dimensione critica: non si limita a cercare la presenza di Leonardo, ma mette in rapporto la cultura sforzesca con le reti artistiche più ampie che attraversavano Milano, dai cantieri ducali alle collezioni formate nei secoli successivi.

Domande frequenti
Quali sono le tappe principali di un itinerario nella Milano rinascimentale?

Le tappe principali sono Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano, San Maurizio al Monastero Maggiore, il Castello Sforzesco, la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana e, per un confronto più ampio, la Pinacoteca di Brera.

Dove si trova l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci?

L’"Ultima Cena" si trova nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, in piazza Santa Maria delle Grazie a Milano.

È necessaria la prenotazione per visitare il Cenacolo Vinciano?

Sì. Il Museo del Cenacolo Vinciano indica la prenotazione come obbligatoria per tutte le tipologie di biglietto e organizza l’accesso in modo contingentato.

Che cosa si può vedere a San Maurizio al Monastero Maggiore?

La chiesa conserva un articolato ciclo di affreschi della cultura lombarda del primo Cinquecento ed è collegata al Museo Archeologico di Milano, ospitato negli spazi del monastero.

Quale opera di Raffaello è conservata alla Biblioteca Ambrosiana?

La Biblioteca Ambrosiana conserva il "Cartone della Scuola di Atene", disegno preparatorio realizzato da Raffaello per il celebre affresco vaticano.


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