Dalle sculture giovanili ai progetti architettonici, un percorso fiorentino attraverso musei, chiese e opere che documentano la lunga relazione tra Michelangelo e la città.
- 1. Casa Buonarroti: gli anni della formazione
- 2. Il David e i Prigioni alla Galleria dell’Accademia
- 3. Il Bargello e le opere della maturità giovanile
- 4. San Lorenzo: la Sagrestia Nuova e la Biblioteca Laurenziana
- 5. Il Tondo Doni agli Uffizi
- 6. La Pietà Bandini nel Museo dell’Opera del Duomo
- Come organizzare il percorso
Seguire Michelangelo a Firenze significa attraversare quasi mezzo secolo di storia artistica, dalle prove giovanili eseguite nell’ambiente dei Medici ai progetti architettonici per San Lorenzo e alle opere rimaste in città dopo la sua partenza definitiva per Roma nel 1534. L’itinerario non coincide con una semplice lista di capolavori: mette in relazione scultura, pittura, disegno e architettura, mostrando come il Buonarroti abbia lavorato per committenti diversi e in sedi oggi distribuite tra musei statali, complessi ecclesiastici e case-museo.

Il “David” di Michelangelo nella Tribuna della Galleria dell’Accademia di Firenze.
1. Casa Buonarroti: gli anni della formazione
La prima tappa è Casa Buonarroti, in via Ghibellina 70, museo e monumento familiare costruito dai discendenti dell’artista. Qui si conservano due rilievi in marmo fondamentali per comprendere la sua formazione: la “Madonna della Scala“, legata allo studio di Donatello, e la “Battaglia dei Centauri“, realizzata negli anni giovanili e ispirata alla cultura antiquaria dell’ambiente mediceo. Il museo custodisce inoltre una raccolta di disegni, documenti d’archivio e materiali che ricostruiscono la memoria costruita dalla famiglia Buonarroti.
2. Il David e i Prigioni alla Galleria dell’Accademia
La Galleria dell’Accademia è il centro imprescindibile del percorso. Il “David“, scolpito tra il 1501 e il 1504, fu trasferito qui nel 1873 da piazza della Signoria per proteggerlo dagli agenti atmosferici. La Tribuna consente di osservare la statua nella sua interezza, mentre la Galleria dei Prigioni presenta quattro sculture non finite, databili tra il 1519 e il 1534 e concepite in origine per il monumento funebre di Giulio II. Il contrasto tra superficie compiuta e marmo ancora in lavorazione è parte essenziale della visita.

La Sagrestia Nuova progettata da Michelangelo nel complesso di San Lorenzo a Firenze.
3. Il Bargello e le opere della maturità giovanile
Il Museo Nazionale del Bargello amplia il quadro delle prime ricerche di Michelangelo attraverso opere come il “Bacco“, il “Tondo Pitti“, il “Bruto” e il non finito “David-Apollo“. Queste sculture documentano soggetti e soluzioni differenti: il confronto con l’antico nel Bacco, la sperimentazione del rilievo nel Tondo Pitti, la tensione politica del Bruto e l’ambiguità iconografica del David-Apollo. La tappa è particolarmente utile per leggere il passaggio dall’esercizio giovanile alla definizione di una concezione monumentale della figura.
4. San Lorenzo: la Sagrestia Nuova e la Biblioteca Laurenziana
Nel complesso di San Lorenzo Michelangelo affrontò insieme scultura e architettura. La Sagrestia Nuova fu progettata a partire dal 1520 come spazio funerario per la famiglia Medici; sulle tombe di Giuliano de’ Medici, duca di Nemours, e Lorenzo de’ Medici, duca d’Urbino, sono collocate le allegorie del “Giorno”, della “Notte”, dell’”Aurora” e del “Crepuscolo”. Poco distante, la Biblioteca Laurenziana conserva il vestibolo e lo scalone ideati da Michelangelo, esempi della sua libertà nel trasformare gli elementi architettonici in forme dinamiche e fortemente plastiche.
5. Il Tondo Doni agli Uffizi
Agli Uffizi si incontra il “Tondo Doni“, l’unico dipinto su tavola di Michelangelo giunto a Firenze in stato compiuto. Realizzato nei primi anni del Cinquecento per Angelo Doni e Maddalena Strozzi, il dipinto presenta la Sacra Famiglia in primo piano e un gruppo di figure nude sul fondo, separato da una fascia paesaggistica. La composizione, il modellato dei corpi e la gamma cromatica mostrano quanto la pittura fosse concepita dall’artista attraverso una logica scultorea, basata su torsioni, volumi e contrasti netti.
6. La Pietà Bandini nel Museo dell’Opera del Duomo
Il Museo dell’Opera del Duomo conserva la “Pietà Bandini”, gruppo marmoreo eseguito da Michelangelo nella vecchiaia e lasciato incompiuto. L’opera raffigura Cristo deposto dalla croce sostenuto dalla Vergine, da Maria Maddalena e da Nicodemo; secondo la tradizione riconosciuta dagli studiosi, quest’ultima figura presenta i tratti dell’artista. Il marmo fratturato e le superfici non ultimate rendono leggibile il processo di revisione dell’opera, che Michelangelo tentò anche di modificare materialmente prima che il gruppo passasse a Francesco Bandini.
Come organizzare il percorso
Per una visita ordinata conviene dividere l’itinerario in due giornate. Il primo percorso può riunire Casa Buonarroti, Bargello, Uffizi e Galleria dell’Accademia, seguendo la formazione dell’artista e il rapporto tra rilievo, pittura e scultura monumentale. Il secondo può concentrarsi su San Lorenzo e sul Museo dell’Opera del Duomo, dove architettura funeraria, progetto urbano e meditazione sulla morte appartengono a fasi più tarde. Prima dell’ingresso è necessario controllare sui siti ufficiali giorni di apertura, prenotazioni e modalità di accesso, perché i diversi istituti adottano calendari autonomi.
Il valore di questo itinerario sta nella possibilità di osservare Michelangelo non attraverso una sola immagine celebrativa, ma nella varietà concreta delle sue attività fiorentine. Alla Casa Buonarroti emerge il giovane autore di rilievi e disegni; all’Accademia il protagonista della scultura pubblica; a San Lorenzo l’architetto al servizio dei Medici; agli Uffizi il pittore; nel museo del Duomo l’artista ormai anziano, alle prese con un marmo lasciato aperto e problematico. Firenze restituisce così una carriera fatta di commissioni, ripensamenti, materiali e luoghi ancora leggibili.
Dove si trova il David originale di Michelangelo?
Il "David" originale si trova nella Tribuna della Galleria dell’Accademia di Firenze.
Quali opere di Michelangelo si vedono a Casa Buonarroti?
Casa Buonarroti conserva la "Madonna della Scala", la "Battaglia dei Centauri" e una raccolta di disegni, documenti e materiali legati all’artista.
Dove si trovano le tombe medicee progettate da Michelangelo?
Le tombe di Giuliano e Lorenzo de’ Medici si trovano nella Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee, nel complesso di San Lorenzo.
Dove si può vedere il Tondo Doni?
Il "Tondo Doni" è conservato alle Gallerie degli Uffizi.
Dove si trova la Pietà Bandini?
La "Pietà Bandini" è esposta nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.
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