Dalla casa di Boschi Di Stefano al Labirinto di Arnaldo Pomodoro, un itinerario tra musei, architetture e spazi d’arte meno frequentati.
Milano ha una geografia artistica più ampia dei suoi indirizzi canonici. Accanto a Brera, al Cenacolo Vinciano e al Museo del Novecento esistono luoghi raccolti, spesso ospitati in edifici storici o in spazi nati per altri usi, dove la visita coincide con la scoperta dell’architettura. Il Comune comprende tra i propri musei civici la Casa Museo Boschi Di Stefano, lo Studio Museo Francesco Messina, il Castello Sforzesco e l’Antiquarium Alda Levi: quattro tappe già sufficienti per capire quanto il patrimonio milanese sia distribuito in sedi differenti per epoca e funzione.

Fonte immagine: it.wikipedia.org
Case museo e studi d’artista
La Casa Museo Boschi Di Stefano, in via Jan 15, conserva nell’appartamento dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano una raccolta di arte italiana del Novecento, con opere legate a figure come Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Piero Manzoni. Non è soltanto una pinacoteca domestica: la disposizione degli ambienti restituisce il rapporto tra collezionismo privato, abitazione e cultura milanese del dopoguerra. Poco distante, lo Studio Museo Francesco Messina di via San Sisto occupa l’antica chiesa di San Sisto e presenta sculture, gessi e strumenti appartenuti all’artista siciliano-milanese.
Nel centro storico, il Museo Bagatti Valsecchi offre una diversa idea di casa museo: gli ambienti di via Gesù furono allestiti dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento secondo un gusto neo-rinascimentale, con dipinti, arredi, armi, maioliche e oggetti d’arte applicata. Villa Necchi Campiglio, in via Mozart 14, permette invece di leggere il razionalismo milanese attraverso il progetto di Piero Portaluppi, realizzato tra il 1932 e il 1935 per la famiglia Necchi. La villa conserva anche giardino, piscina e ambienti di rappresentanza.
Cripte, archeologia e memoria urbana
Per incontrare la Milano tardoantica e medievale bisogna scendere sotto il livello stradale. La Cripta di San Giovanni in Conca, nella zona di piazza Missori, è uno dei pochi ambienti superstiti della basilica medievale demolita in larga parte nel Novecento; il percorso consente di osservare strutture, materiali e tracce della trasformazione urbana. L’Antiquarium Alda Levi, nell’area dell’anfiteatro romano, documenta invece la Milano romana attraverso reperti e pannelli dedicati alla storia del quartiere e degli scavi. Sono luoghi ridotti nelle dimensioni, ma decisivi per comprendere la stratificazione della città.
Un altro indirizzo da inserire nell’itinerario è il Museo San Fedele, ospitato negli spazi della chiesa gesuitica di San Fedele. Il percorso mette in relazione opere antiche, arte moderna e interventi contemporanei collocati nella chiesa, nella cripta e negli ambienti collegati. La visita assume così una forma non separabile dall’edificio e dalla sua funzione liturgica. In una prospettiva diversa, il Cimitero Monumentale può essere letto come un grande museo all’aperto: cappelle, edicole funerarie e sculture documentano la storia della committenza milanese tra Ottocento e Novecento.
Collezioni specialistiche e arte contemporanea
Al Castello Sforzesco, oltre ai percorsi più conosciuti dedicati alla Pietà Rondanini e all’arte antica, meritano attenzione il Museo degli Strumenti Musicali e il Museo delle Arti Decorative. La raccolta musicale comprende circa 900 strumenti, mentre le collezioni decorative includono ceramiche italiane dal Rinascimento all’età moderna, vetri, avori, metalli e arredi. Sono raccolte che spostano il centro della visita dal quadro alla storia degli oggetti, delle tecniche e degli usi. Il Castello riunisce complessivamente otto musei e nove istituti culturali.
Tra i luoghi contemporanei più singolari si trova il Labirinto di Arnaldo Pomodoro, realizzato negli spazi ipogei dell’ex edificio industriale Riva Calzoni in zona Tortona. L’opera, sviluppata dall’artista tra il 1995 e il 2011, è un ambiente percorribile costruito con bronzo, rame e altri materiali, nel quale il visitatore attraversa passaggi, superfici e segni legati all’immaginario di Pomodoro. La Fondazione organizza l’accesso con modalità di visita specifiche: non si tratta quindi di un’installazione visibile liberamente dalla strada, ma di un luogo da raggiungere attraverso prenotazione o calendario ufficiale.
Il decimo indirizzo è la Fondazione Luigi Rovati, in corso Venezia, dove archeologia etrusca, design espositivo e arte contemporanea convivono in un palazzo storico rinnovato. Il nucleo della visita è il Museo d’Arte, con reperti etruschi e romani presentati insieme a interventi contemporanei e a una rilettura degli spazi sotterranei. Pur essendo ormai più noto di altri luoghi presenti in questo elenco, resta una sede utile per capire la vocazione milanese alla sovrapposizione tra epoche, collezioni e linguaggi. L’itinerario può concludersi qui, tornando dalla Milano nascosta a quella progettata per il futuro.
Quali sono i luoghi d’arte meno conosciuti da vedere a Milano?
Tra gli indirizzi citati figurano Casa Museo Boschi Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina, Cripta di San Giovanni in Conca, Museo San Fedele, Museo Bagatti Valsecchi e Labirinto di Arnaldo Pomodoro.
Dove si trova la Casa Museo Boschi Di Stefano?
Si trova in via Jan 15, a Milano.
Dove si può visitare lo Studio Museo Francesco Messina?
Lo Studio Museo Francesco Messina si trova in via San Sisto 4/a, negli spazi dell’antica chiesa di San Sisto.
Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro è visitabile liberamente?
No. L’accesso è regolato da modalità e calendari specifici della Fondazione Arnaldo Pomodoro; è necessario verificare disponibilità e prenotazione prima della visita.
Quali musei specialistici si trovano al Castello Sforzesco?
Tra gli altri, il Castello ospita il Museo degli Strumenti Musicali e il Museo delle Arti Decorative.
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