Dalla formazione al Politecnico di Milano alle collezioni di oggetti, dalle installazioni alle sculture: il percorso di una progettista che considera il design un linguaggio espressivo.
Elena Salmistraro è una designer e artista italiana nata a Milano nel 1983, città nella quale vive e lavora. Il suo percorso si colloca all’incrocio tra product design, arte, moda, illustrazione e arti visive, senza separare rigidamente la funzione dell’oggetto dalla sua capacità narrativa. Nel suo studio milanese, fondato nel 2009 insieme all’architetto Angelo Stoli, sviluppa progetti per aziende, installazioni, sculture e collezioni decorative. Il tratto comune è la costruzione di un linguaggio riconoscibile attraverso forme organiche, colori intensi, superfici materiche e riferimenti alla figura umana e animale.

Fonte immagine: designweekguide.com
Formazione tra Brera, moda e design industriale
La formazione di Salmistraro nasce alla scuola d’arte di Brera e prosegue al Politecnico di Milano, dove consegue una laurea in Fashion Design nel 2003 e successivamente una in Industrial Design nel 2008. Questa doppia preparazione aiuta a comprendere la natura ibrida della sua pratica: da una parte l’attenzione per il corpo, il tessuto, il dettaglio e la costruzione dell’immagine propria della moda; dall’altra la progettazione di oggetti destinati alla produzione e all’uso quotidiano. Nel 2009 l’apertura dello studio con Stoli definisce una struttura professionale capace di accogliere incarichi molto diversi.
Una carriera costruita tra prodotto, immagine e installazione
La carriera di Elena Salmistraro non segue una progressione lineare dal disegno industriale all’arte, ma procede per passaggi continui tra discipline. Il suo studio presenta progetti di design, interior, installazioni e arte, mentre numerose collaborazioni trasformano oggetti d’uso e ambienti in dispositivi visivi. Nel 2024 è stata indicata come Designer of the Year di Ambiente, manifestazione internazionale dedicata ai beni di consumo e al design. La sua attività è stata inoltre documentata in contesti come il Salone del Mobile, la Triennale Milano e il Design Museum di Barcellona, secondo la ricostruzione di fonti di settore.
Lo stile: antropomorfismo, colore e materia
Lo stile di Salmistraro si riconosce nella trasformazione dell’oggetto in una presenza quasi narrativa. Volti, occhi, capelli, zampe, maschere e figure ibride compaiono in ceramiche, arredi, lampade, tappeti e sculture, spesso attraverso una deformazione giocosa della scala e delle proporzioni. Il colore non è un rivestimento aggiunto alla forma, ma parte della costruzione dell’identità visiva del progetto; lo stesso vale per texture e dettagli ornamentali. La designer descrive il proprio lavoro come una combinazione di arte e design, orientata alla ricerca del linguaggio espressivo degli oggetti.
Questa impostazione emerge con particolare chiarezza nella serie “Alla’s Army“, costruita intorno ad Alla, una figura femminile ricorrente caratterizzata da una grande chioma e da un’attitudine ironica. Il personaggio non è presentato come semplice decorazione, ma come elemento di un immaginario seriale, capace di assumere sembianze e riferimenti culturali differenti. Nella seconda versione della serie, Alla compare in cinque interpretazioni e attraverso lavorazioni diverse. La ripetizione del personaggio permette così di riflettere su identità, rappresentazione e moltiplicazione dell’immagine.

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Le opere principali: dalle ceramiche alle installazioni
Tra i progetti più rappresentativi si trova “Petits Signes“, collezione di accessori e piccoli oggetti realizzata con Bosa. Vasi, figurine, svuotatasche, tazze e altri elementi nascono da segni e scarabocchi tracciati dall’autrice sui propri diari, poi tradotti in forme ceramiche dall’aspetto ludico e dichiaratamente decorativo. In “Amor Fati“, installazione realizzata per Cappellini, Salmistraro sviluppa invece una narrazione per immagini nella quale il progettista e il progetto assumono una dimensione quasi mitologica. L’oggetto diventa così parte di un racconto più ampio.
Un passaggio importante nella definizione della sua ricerca è rappresentato da “Alchimie nel Vuoto”, prima mostra personale di Salmistraro, curata da Silvana Annicchiarico alla Galleria Antonio Colombo di Milano dal 28 novembre 2024 all’8 febbraio 2025. Il progetto ha riunito opere concepite sul confine tra scultura, disegno e design, rendendo leggibile la componente più autoriale della sua attività. La mostra non ha abbandonato il vocabolario colorato e figurativo della designer, ma lo ha trasferito in un contesto espositivo dedicato alla ricerca personale.
La dimensione installativa comprende anche interventi legati all’architettura e allo spazio urbano. Per il progetto “Velasca QR Code – Quick Revolution Code”, sviluppato nell’ambito dell’evento “Interni Design Re-Evolution”, Salmistraro ha ideato un’installazione digitale collegata alla Torre Velasca di Milano. Il sistema prevedeva l’uso di QR code collocati in oltre ottanta punti della città, con l’obiettivo di estendere l’esperienza dell’edificio attraverso un livello virtuale. In questo caso il progetto non si limita all’oggetto, ma utilizza immagini, dispositivo digitale e luogo come parti di una stessa composizione.
Il posto di Elena Salmistraro nel design contemporaneo
Il contributo di Elena Salmistraro al design contemporaneo si può leggere nella continuità con cui porta la dimensione figurativa dentro il progetto industriale e, allo stesso tempo, sottopone l’arte a processi di produzione, collaborazione e uso. Le sue opere non rinunciano alla funzione, ma la affiancano a una precisa costruzione simbolica: un vaso può diventare un personaggio, una collezione può generare una piccola mitologia, un’installazione può collegare un edificio reale a un ambiente digitale. È questa mobilità tra discipline, più che l’appartenenza a una singola categoria, a definire la sua ricerca.
Fonti principali e percorso di ricerca
Il profilo di Elena Salmistraro emerge dall’incrocio tra le informazioni biografiche pubblicate dal suo studio, le schede dedicate ai singoli progetti e le fonti editoriali che hanno seguito la sua attività nel design. La documentazione ufficiale consente di verificare formazione, fondazione dello studio e descrizione delle opere; le fonti indipendenti aggiungono il contesto delle manifestazioni e delle collaborazioni. Letta in questa prospettiva, la sua produzione mostra come il design possa funzionare contemporaneamente come progetto d’uso, immagine, racconto e pratica artistica.
Dove è nata Elena Salmistraro?
Elena Salmistraro è nata a Milano nel 1983 e vive e lavora nella stessa città.
Che studi ha seguito Elena Salmistraro?
Ha studiato alla scuola d’arte di Brera e si è laureata al Politecnico di Milano in Fashion Design nel 2003 e in Industrial Design nel 2008.
Quali sono alcune opere note di Elena Salmistraro?
Tra i progetti documentati figurano Alla’s Army, Petits Signes, Amor Fati e Alchimie nel Vuoto.
Che cos’è Alchimie nel Vuoto?
È stata la prima mostra personale di Elena Salmistraro, curata da Silvana Annicchiarico alla Galleria Antonio Colombo di Milano dal 28 novembre 2024 all’8 febbraio 2025.
Quali discipline attraversa il lavoro di Elena Salmistraro?
La sua attività comprende product design, arte, moda, illustrazione, interior design e installazione.
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