Dalla formazione nella scuola Utagawa alle vedute di Edo, il percorso dell’artista che trasformò viaggio, clima e vita quotidiana in immagini memorabili.

Utagawa Hiroshige, nato Andō Tokutarō a Edo nel 1797 e morto nella stessa città il 12 ottobre 1858, è una figura centrale nella storia dell’ukiyo-e, la stampa giapponese su matrice lignea. La sua fama è legata soprattutto alle vedute di paesaggio, ma il suo catalogo comprende anche immagini di attori, figure letterarie, animali, fiori e scene della vita urbana. A differenza di molte produzioni ukiyo-e concentrate sui quartieri del piacere, Hiroshige portò al centro della composizione strade, ponti, fiumi, montagne, pioggia, neve e variazioni luminose.

Stampa a colori di Utagawa Hiroshige con un paesaggio giapponese attraversato dalla pioggia

Una veduta atmosferica di Utagawa Hiroshige, artista centrale nella storia dell’ukiyo-e.

Formazione nella scuola Utagawa

Rimasto orfano in giovane età, Hiroshige entrò intorno al 1811 nello studio di Utagawa Toyohiro, artista specializzato in stampe di attori e figure. L’apprendistato gli fornì le basi del disegno, della composizione e dell’organizzazione editoriale necessarie alla produzione xilografica. Nella prima fase della carriera lavorò soprattutto su soggetti figurativi; soltanto tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta iniziò a orientarsi con maggiore decisione verso il paesaggio. Il passaggio non fu una rottura assoluta, ma l’ampliamento di una pratica già legata alla cultura visiva della scuola Utagawa.

La svolta arrivò con l’interesse per le immagini di viaggio e per i luoghi celebri del Giappone. Nel 1832 Hiroshige percorse il Tōkaidō, la strada che collegava Edo a Kyoto, e l’esperienza contribuì alla realizzazione della serie “Le cinquantatré stazioni del Tōkaidō”, pubblicata a partire dal 1833-1834. Le stampe non sono semplici registrazioni topografiche: ogni stazione diventa una scena costruita attraverso condizioni atmosferiche, gesti quotidiani, ritmo del viaggio e rapporto tra figure e ambiente. Il successo editoriale della serie consolidò la sua specializzazione nelle vedute.

Stampa di Utagawa Hiroshige raffigurante una veduta di Edo con ponte, fiume e figure

Una delle vedute urbane con cui Hiroshige rappresentò Edo nella seconda metà dell’Ottocento.

Il paesaggio come costruzione atmosferica

Lo stile di Hiroshige si riconosce nella capacità di subordinare la descrizione minuta a una precisa organizzazione dello spazio. Ponti, alberi, tetti o canne possono occupare il primo piano e tagliare bruscamente la scena, mentre persone e architetture appaiono in scala ridotta. La composizione stabilisce così una tensione tra dettaglio ravvicinato e profondità. Sul piano tecnico, la stampa policroma sfrutta campiture sovrapposte e gradazioni di colore, note come bokashi, per rendere nebbia, pioggia, neve, cielo serale e riflessi sull’acqua.

Tra le serie più importanti figura “Le sessantanove stazioni del Kisokaidō“, realizzata in collaborazione con Keisai Eisen e dedicata a un altro itinerario stradale. A essa si aggiungono “Trentasei vedute del monte Fuji“, pubblicata negli anni Cinquanta dell’Ottocento, e “Vedute di luoghi celebri delle sessanta e più province“, sviluppata tra il 1853 e il 1856. In queste raccolte Hiroshige alterna panorami riconoscibili e invenzioni prospettiche, portando l’osservatore davanti a cascate, coste, passi montani, fiumi e insediamenti attraversati da viaggiatori.

Il progetto più articolato della maturità è “Cento famose vedute di Edo“, pubblicato tra il 1856 e il 1858. La serie presenta la capitale shogunale attraverso scorci spesso verticali e punti di vista inconsueti: quartieri, rive del Sumida, ponti, santuari, alberi monumentali e luoghi di passaggio. La Biblioteca del Congresso conserva, tra gli altri esempi, “Veduta lontana del Kinryūsan dal ponte Azuma”, datata 1856. Il carattere innovativo della raccolta sta nella combinazione di topografia, stagionalità e osservazione della vita urbana.

Opere esemplari e soluzioni visive

Tra le immagini più note si trova “Acquazzone improvviso sul ponte Shin-Ōhashi e Atake”, del 1857, appartenente alle “Cento famose vedute di Edo”. La pioggia è resa da linee oblique che attraversano la scena, mentre piccoli passanti cercano riparo sotto ombrelli e mantelli. Altri fogli documentano la varietà della produzione: la National Gallery of Art conserva “Ciliegi in piena fioritura lungo il fiume Sumida”, datata 1839-1842, e “Macaco su un ramo di pino”, realizzato tra il 1840 e il 1844.

Hiroshige non abbandonò mai del tutto soggetti diversi dal paesaggio. Nei suoi cataloghi compaiono immagini di uccelli e fiori, scene teatrali, episodi storici e riferimenti letterari. Questa pluralità riflette il funzionamento dell’editoria ukiyo-e, basata su editori, incisori e stampatori che trasformavano disegni originali in serie destinate a un pubblico ampio. La fama dell’artista dipese quindi anche dalla capacità di adattarsi a formati, temi e richieste commerciali differenti, mantenendo riconoscibile il proprio controllo sulla scena e sul colore.

L’influenza di Hiroshige in Europa si sviluppò soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento, nel contesto del Japonisme. Le sue composizioni furono osservate da artisti francesi e postimpressionisti per gli scorci decentrati, i contorni netti, le superfici cromatiche e la libertà con cui una scena poteva essere tagliata dal bordo del foglio. Vincent van Gogh realizzò nel 1887 una versione dipinta dell’”Acquazzone improvviso sul ponte Shin-Ōhashi e Atake”. Il rapporto con l’arte occidentale non fu di semplice imitazione, ma di selezione e reinterpretazione di procedimenti visivi.

Conservazione e rilettura critica

Oggi le opere di Hiroshige sono studiate attraverso collezioni pubbliche in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, dove la comparazione tra esemplari permette di analizzare varianti cromatiche, stati di stampa, qualità della carta e condizioni conservative. Il suo nome resta inseparabile dalla trasformazione del paesaggio in soggetto autonomo dell’ukiyo-e: non un semplice sfondo per personaggi, ma una struttura narrativa capace di registrare il mutare delle stagioni, la mobilità delle persone e la percezione di una città in rapida trasformazione. Questa è la ragione della sua persistente centralità nei musei e negli studi sulla stampa giapponese.

Domande frequenti
Quando è vissuto Utagawa Hiroshige?

Utagawa Hiroshige nacque a Edo nel 1797 e morì nella stessa città il 12 ottobre 1858.

Quali sono le opere più celebri di Hiroshige?

Tra le serie principali figurano Le cinquantatré stazioni del Tōkaidō, Le sessantanove stazioni del Kisokaidō, Trentasei vedute del monte Fuji e Cento famose vedute di Edo.

Che cos’è l’ukiyo-e?

È una tradizione giapponese di immagini, spesso realizzate come stampe xilografiche policrome, sviluppatasi durante il periodo Edo e dedicata a soggetti urbani, teatrali, paesaggistici e letterari.

In che modo Hiroshige influenzò l’arte occidentale?

Le sue composizioni furono studiate nel contesto del Japonisme e influenzarono artisti europei; Vincent van Gogh dipinse nel 1887 una versione dell’Acquazzone improvviso sul ponte Shin-Ōhashi e Atake.


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