Dal 5 novembre 2026 al 1 marzo 2027 il Podium della Fondazione Prada ospita un progetto curato da Salvatore Settis e Anna Anguissola, con Chiara Ballestrazzi.

Global Antiquity” è il progetto di ricerca che la Fondazione Prada presenterà al Podium di Milano dal 5 novembre 2026 al 1 marzo 2027. Curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola, con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi, la mostra esamina le interazioni tra le culture del Mediterraneo, dell’Africa orientale e dell’Asia in un periodo compreso indicativamente tra il 600 a.C. e il 900 d.C. Il tema non è una biografia individuale, ma una ricostruzione storica delle relazioni che produssero immagini, manufatti e forme di conoscenza oltre i confini politici antichi.

dell’Africa orientale e dell’Asia: biografia, opere e stile

Fonte immagine: ilgiornaledellarte.com

Un’antichità osservata attraverso le connessioni

Il punto di partenza dell’esposizione è la necessità di superare una lettura dell’antichità divisa in civiltà isolate. Le aree considerate dalla mostra erano infatti collegate da percorsi terrestri e marittimi che permettevano la circolazione di metalli, pietre, tessuti, immagini religiose, tecniche artigianali e modelli architettonici. L’arco cronologico scelto comprende l’età ellenistica, l’espansione dell’Impero romano, la tarda antichità e i primi secoli dell’Islam: fasi differenti, ma accomunate dalla presenza di reti commerciali e culturali attive tra più continenti.

La formula “globalità” indica qui una condizione storica concreta: la possibilità che persone, merci e immagini attraversassero distanze molto ampie attraverso il Mar Mediterraneo, il Mar Rosso, l’Oceano Indiano e le vie dell’Asia. Il confronto con la parola “globalizzazione” serve invece a interrogare il rapporto tra connessioni antiche e sistemi moderni. La mostra non presenta dunque il passato come una versione anticipata del presente, ma utilizza il confronto tra epoche per chiarire come gli scambi producano trasformazioni artistiche senza cancellare le differenze locali.

Le rotte tra Mediterraneo e Oceano Indiano

Nel progetto espositivo, il mare assume un ruolo storico e non soltanto geografico. Le coste dell’Africa orientale erano inserite nei circuiti che collegavano il Mar Rosso, la penisola arabica, l’India e l’area mediterranea. Queste rotte favorivano lo spostamento di materiali e manufatti, ma anche la formazione di comunità portuali e di linguaggi ibridi. La cultura visiva delle regioni costiere va quindi letta come il risultato di incontri ripetuti, nei quali elementi africani, arabi, persiani, indiani e mediterranei potevano essere rielaborati in forme nuove.

L’interesse per l’Asia amplia ulteriormente il quadro. L’India, le regioni dell’Asia centrale e gli spazi connessi all’Oceano Indiano non vengono trattati come periferie di una storia centrata sull’Europa, ma come aree capaci di influenzare la produzione e la circolazione delle immagini. In questo contesto, la provenienza di un oggetto non coincide necessariamente con il suo significato finale: un materiale poteva essere importato, una tecnica adattata, un motivo ornamentale trasformato e un’immagine reinterpretata da comunità diverse.

Opere, materiali e trasferimenti culturali

La documentazione diffusa dalla Fondazione Prada presenta “Global Antiquity” come un progetto dedicato alle interazioni culturali, più che come una rassegna costruita intorno a un unico artista o a una sequenza di capolavori canonici. Il fulcro sarà quindi il confronto tra oggetti, immagini e testimonianze capaci di rendere visibili i trasferimenti. Saranno centrali la tecnica, il materiale, l’uso e il contesto di circolazione: elementi che permettono di distinguere un’influenza documentata da una semplice somiglianza formale.

Questa impostazione modifica anche il modo di interpretare lo stile. Un motivo figurativo simile in due regioni lontane non dimostra automaticamente un rapporto diretto: occorre considerare cronologia, tecniche, supporti, funzioni e possibili percorsi di trasmissione. La mostra propone così una lettura comparativa, nella quale l’analisi formale è accompagnata dalla storia degli scambi. Il risultato atteso è una geografia dell’arte antica fondata su relazioni verificabili, non su categorie rigide o su una gerarchia prestabilita tra centro e periferia.

Il progetto curatoriale e l’allestimento di AMO/OMA

La curatela è affidata a Salvatore Settis e Anna Anguissola, con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi. Settis, storico dell’arte e dell’antichità, e Anguissola, studiosa del mondo greco e romano, costruiscono il progetto a partire da una prospettiva interdisciplinare; la collaborazione curatoriale indica l’intenzione di mettere in relazione archeologia, storia dell’arte e storia delle connessioni. L’allestimento sarà concepito da Rem Koolhaas e AMO/OMA per il Podium, lo spazio principale della sede milanese della Fondazione Prada.

Il Podium non sarà quindi un semplice contenitore, ma parte della struttura narrativa della mostra. L’architettura di Koolhaas e AMO/OMA è chiamata a organizzare un materiale storico distribuito su un arco di circa quindici secoli, evitando che la successione cronologica diventi l’unico criterio di lettura. La disposizione degli oggetti dovrebbe favorire accostamenti tra aree geografiche e periodi differenti, rendendo percepibili continuità, deviazioni e trasformazioni. Il progetto unisce così ricerca storica e costruzione spaziale dell’argomentazione.

Il valore di “Global Antiquity” risiede soprattutto nella domanda metodologica che pone: come si può raccontare l’arte antica quando i confini contemporanei rischiano di proiettarsi sul passato? La risposta passa dall’analisi dei percorsi, delle mediazioni e degli adattamenti. Mediterraneo, Africa orientale e Asia vengono presentati come spazi in relazione, ma non come un’unica cultura indistinta. La mostra invita quindi a riconoscere la mobilità delle forme insieme alla persistenza delle identità storiche che le hanno prodotte.

Domande frequenti
Dove si svolge la mostra Global Antiquity?

La mostra si svolge al Podium della Fondazione Prada, a Milano.

Quando è visitabile Global Antiquity?

Il progetto è previsto dal 5 novembre 2026 al 1 marzo 2027.

Chi cura Global Antiquity?

La mostra è curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola, con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi.

Qual è il tema della mostra?

Global Antiquity analizza le interazioni tra le culture del Mediterraneo, dell’Africa orientale e dell’Asia dal 600 a.C. al 900 d.C. circa.

Informazioni per il visitatore
InfoDettagli
TitoloGlobal Antiquity
Artista o artisti partecipantiNon pertinente: progetto di ricerca storico-archeologico
Tema o conceptInterazioni tra Mediterraneo, Africa orientale e Asia dal 600 a.C. al 900 d.C. circa
TipologiaMostra di ricerca storico-archeologica
Ente organizzatore / promotoreFondazione Prada
LuogoPodium, Fondazione Prada
IndirizzoLargo Isarco 2, Milano
Data di inizio5 novembre 2026
Data di fine1 marzo 2027
CuratoreSalvatore Settis e Anna Anguissola, con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi
Sito ufficiale o pagina web dedicatawww.fondazioneprada.org

Ultime notizie & mostre

Le ultime notizie dal mondo dell'arte

La presenza femminile cresce nelle accademie e tra le professioni culturali, ma resta minoritaria nelle collezioni, nelle mostre e nelle gallerie che definiscono il sistema dell’arte.