Nel sito funerario di Saqqara convivono le tombe dei funzionari del Nuovo Regno e le catacombe dedicate ai gatti sacri di Bastet.
La Necropoli di Bubasteion è un’area archeologica di Saqqara, sulla riva occidentale del Nilo, nella grande necropoli dell’antica Menfi. Il nome deriva dal greco Bubasteion e indica il recinto sacro destinato a Bastet, divinità associata alla protezione domestica e raffigurata con corpo femminile e testa felina. Il sito si trova presso la falesia orientale di Saqqara, a sud dell’Anubeion e nelle vicinanze della piramide di Teti. La sua identità non coincide quindi soltanto con un cimitero di gatti: comprende un santuario, tombe rupestri e catacombe votive.

Fonte immagine: arce.org
Origine del sito e trasformazione della necropoli
La fase più antica oggi documentata nella falesia risale al Nuovo Regno, quando, a partire dalla XVIII dinastia, funzionari e dignitari scavarono nella roccia le proprie sepolture. Gli ipogei furono utilizzati tra il regno di Hatshepsut, la fase amarniana, i regni di Amenofi III e Tutankhamon e l’epoca di Ramses II. In una fase successiva, soprattutto nel primo millennio a.C., molte tombe vennero riutilizzate come catacombe per animali mummificati. Questa sovrapposizione spiega la particolare stratificazione storica del Bubasteion.
Il santuario di Bastet conferì all’area una funzione diversa da quella delle necropoli aristocratiche del Nuovo Regno. I pellegrini potevano dedicare alla dea statuette, amuleti e mummie di gatti, considerati manifestazioni o strumenti del culto della divinità. Le indagini radiologiche condotte su alcuni resti hanno mostrato che numerosi animali morirono in giovane età, talvolta per strangolamento o per traumi al cranio. Le bende e gli involucri non avevano sempre lo stesso contenuto: alcuni pacchi custodivano ossa, altri soltanto materiali di riempimento.
Le tombe dei funzionari: architettura e decorazione
Gli ipogei del Bubasteion sono scavati nella parete rocciosa e organizzati su più livelli. L’architettura comprende ingressi, corridoi, camere funerarie e ambienti destinati al culto del defunto; in alcuni casi sono presenti blocchi di calcare di Tura, materiale impiegato anche per elementi di particolare pregio. Le decorazioni alternano rilievo e pittura, con qualità differenti da una tomba all’altra. Le scene comprendono offerte, banchetti, attività agricole, caccia e rappresentazioni dei titoli del proprietario, secondo il linguaggio figurativo della pittura funeraria tebana e memphita.
Tra i proprietari identificati figurano Aperel, visir durante il regno di Amenofi III e la fase di Akhenaton, Maya, nutrice di Tutankhamon, il tesoriere Meryre, lo scriba Hatiay e il funzionario Raia. La tomba di Maya, individuata nel settore degli ipogei della falesia, è una delle testimonianze più note dell’epoca di Tutankhamon e Ay. Il suo programma figurativo collega la posizione amministrativa della defunta alla sfera della corte, mostrando come il Bubasteion fosse destinato a membri dell’élite e non a una comunità anonima.
Le principali scoperte archeologiche
Nel 1996 l’archeologo Alain-Pierre Zivie identificò la tomba di Maya; nel vicino complesso funerario fu inoltre rinvenuto lo scheletro di un leone, animale collegato a Maahes, divinità leonina e figlio di Bastet nella tradizione religiosa egizia. Nel 2019 furono segnalate cinque mummie di leone nell’area di Saqqara, un ritrovamento che ha ampliato la discussione sul rapporto tra culto felino, ritualità e pratiche di mummificazione. Questi dati indicano che la devozione del Bubasteion non riguardava esclusivamente il gatto domestico.

Fonte immagine: mfab.hu
Nel luglio 2026 una missione archeologica egiziana ha annunciato la scoperta di tre tombe rupestri del Nuovo Regno nel settore orientale del Bubasteion. Le sepolture appartengono, secondo le prime comunicazioni, a funzionari chiamati Mentuhotep, Samut e Nehesy. Nella tomba attribuita a Mentuhotep, le scene dipinte o incise comprendono la figura del titolare con la madre Eihotep, portatori di offerte e immagini di caccia. La scoperta aggiunge nuovi dati sulla presenza di funzionari nella necropoli menfita tra il 1550 e il 1070 a.C.
La storia moderna degli scavi è legata soprattutto ad Alain-Pierre Zivie. Le prime indagini sistematiche nell’area iniziarono nel 1976, mentre nel 1980 furono avviate le prime campagne di scavo; nel 1986 venne costituita la Mission Archéologique Française du Bubasteion, incaricata di studiare gli ipogei e il loro contesto. Il lavoro archeologico ha corretto l’immagine riduttiva di un semplice “cimitero dei gatti”, restituendo una sequenza complessa di tombe private, spazi sacri, depositi votivi e riutilizzazioni avvenute in epoche differenti.
Dal punto di vista storico-artistico, il Bubasteion è importante perché permette di confrontare due sistemi figurativi. Le tombe dei funzionari presentano immagini costruite per garantire la sopravvivenza del defunto, attraverso titoli, offerte e scene di attività terrene; le catacombe feline appartengono invece a una pratica votiva seriale, fondata sulla produzione e deposizione di mummie, statuette e amuleti. La stessa parete di Saqqara conserva così la memoria individuale dell’élite e la devozione collettiva rivolta a Bastet, rendendo leggibile il passaggio dal culto funerario privato al pellegrinaggio religioso.

Fonte immagine: archaeology.org
Le opere e i reperti provenienti dal Bubasteion sono oggi studiati attraverso i contesti di scavo, le iscrizioni e le collezioni museali dedicate a Saqqara e all’Egitto faraonico. Tra i materiali più significativi rientrano i rilievi delle tombe di Aperel e Maya, gli oggetti funerari associati ai funzionari, le mummie feline e gli amuleti destinati alle offerte a Bastet. Il valore documentario del sito non dipende da un singolo monumento, ma dalla possibilità di ricostruire relazioni tra amministrazione, corte, religione e pratiche di sepoltura nell’antica Menfi.
Dove si trova la Necropoli di Bubasteion?
Si trova a Saqqara, nella necropoli dell’antica Menfi, lungo la falesia orientale dell’area archeologica.
A quale divinità era dedicato il Bubasteion?
Il complesso era dedicato a Bastet, divinità egizia associata alla forma felina e alla protezione domestica.
Quali sono le tombe più note del Bubasteion?
Tra le tombe più conosciute figurano quelle di Aperel, Maya, Meryre, Hatiay e Raia, funzionari attivi tra la XVIII e la XIX dinastia.
Perché nel Bubasteion furono sepolti molti gatti?
In epoca tarda gli ipogei furono riutilizzati come catacombe votive per le mummie feline offerte a Bastet dai pellegrini.
Quando sono iniziate le ricerche moderne sul sito?
Le prime indagini sistematiche iniziarono nel 1976 con Alain-Pierre Zivie; gli scavi partirono nel 1980 e la missione francese fu costituita nel 1986.
Ultime notizie & mostre
Le ultime notizie dal mondo dell'arte

Residenze Reali Sabaude vicino a Torino: itinerario tra Venaria, Stupinigi e Villa della Regina

Torino sacra: otto chiese da vedere tra Guarini, Juvarra, neoclassicismo e architettura contemporanea

Torino postindustriale: dalle OGR alla Nuvola, come le ex fabbriche diventano cultura





