Il monumento circolare lungo la Sacra via conserva una storia complessa, dalla tarda età imperiale alla trasformazione cristiana.

Il cosiddetto Tempio di Romolo si trova nel Foro Romano, lungo la Sacra via summa, tra il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio. Il nome tradizionale non rimanda al fondatore leggendario di Roma, ma a Valerio Romolo, figlio dell’imperatore Massenzio, morto nel 309 d.C. e divinizzato dopo la morte secondo una pratica dinastica diffusa nell’età imperiale. L’identificazione dell’edificio con un tempio dedicato al giovane principe non è però assoluta: il monumento conserva una storia stratificata e la sua funzione originaria resta oggetto di discussione tra gli studiosi.

Tempio di Romolo: biografia, opere e stile

Fonte immagine: colosseo.it


Un edificio inserito nel progetto di Massenzio

Il monumento appartiene alla grande trasformazione del Foro Romano promossa da Massenzio nei primi anni del IV secolo d.C., quando l’imperatore intervenne anche sulla basilica monumentale costruita sulla Velia. Secondo il Parco archeologico del Colosseo, il tempio fu destinato alla memoria del figlio e inserito in un’area già segnata dalla presenza del Tempio della Pace, complesso edificato sotto Vespasiano nel 75 d.C. Una diversa ricostruzione considera invece il corpo circolare un vestibolo di accesso al complesso della Pace, riutilizzato o trasformato da Massenzio in un edificio cultuale.

Tempio di Romolo: biografia, opere e stile

Fonte immagine: colosseo.it

La questione dell’attribuzione nasce dall’assenza di un’iscrizione conservata che identifichi senza ambiguità il destinatario del culto. Il collegamento con Valerio Romolo è stato messo in rapporto con testimonianze medievali e con una moneta dell’epoca di Massenzio raffigurante un edificio circolare accompagnato dalla formula Aeternae Memoriae. Anche questo confronto, tuttavia, non risolve il problema, perché la moneta potrebbe riferirsi al mausoleo dinastico della via Appia. Per questo la denominazione “Tempio di Romolo” è generalmente accompagnata dall’espressione “cosiddetto”.

La pianta circolare e la facciata concava

Dal punto di vista architettonico, il Tempio di Romolo è costruito in laterizio e presenta un corpo centrale cilindrico coperto da una cupola. La facciata non è rettilinea, ma rientra formando un emiciclo nel quale si aprivano quattro nicchie destinate probabilmente a statue. Questa soluzione permetteva di raccordare la struttura circolare con il percorso della Sacra via e con gli edifici circostanti. L’organismo non deve quindi essere letto come un tempietto isolato, ma come un elemento progettato per risolvere il rapporto tra un complesso monumentale preesistente e la viabilità del Foro.

Il portale costituisce la parte più riconoscibile dell’edificio. È affiancato da due colonne di porfido rosso, materiale associato alla rappresentazione del potere imperiale, con capitelli corinzi in marmo bianco. La trabeazione e la cornice comprendono elementi decorativi di reimpiego, una pratica comune nei cantieri della tarda antichità, quando frammenti architettonici provenienti da monumenti precedenti venivano ricomposti in nuovi programmi edilizi. La porta bronzea è inoltre una delle poche porte romane giunte fino all’età contemporanea e conserva un meccanismo ancora funzionante.

Accanto al corpo circolare erano presenti due ambienti rettangolari terminanti con absidi, collegati al tempio e agli edifici contigui. La loro funzione non è definita in modo conclusivo, ma la disposizione testimonia la complessità del progetto e la relazione con il vicino Tempio della Pace. Una delle colonne in marmo cipollino che decoravano l’accesso a questi spazi è ancora conservata. L’interno dell’edificio presenta inoltre tracce di affreschi riferibili alla fase successiva, quando il monumento fu integrato nel complesso cristiano dei Santi Cosma e Damiano.

Tempio di Romolo: biografia, opere e stile

Fonte immagine: cultura.gov.it

Dal tempio alla basilica dei Santi Cosma e Damiano

La conservazione del monumento dipende in larga parte dal suo riuso cristiano. Nel VI secolo, sotto il regno di Teodorico e con l’intervento della figlia Amalasunta, una sala del complesso del Tempio della Pace fu concessa a papa Felice IV e trasformata nella basilica dei Santi Cosma e Damiano. Il corpo circolare venne collegato alla nuova chiesa e utilizzato come vestibolo. La trasformazione modificò la lettura dell’edificio, ma ne garantì la sopravvivenza in una fase in cui molte strutture del Foro venivano spogliate o interrate.

Nel 1631 il pavimento della basilica dei Santi Cosma e Damiano fu rialzato per contrastare le infiltrazioni d’acqua provenienti dall’area del Campo Vaccino, mentre il pavimento del tempio rimase alla quota dell’antica strada romana. La differenza di livello spiega una parte importante dell’aspetto attuale: il monumento appare oggi sopraelevato rispetto alla pavimentazione della Sacra via, anche a causa degli scavi ottocenteschi che rimossero strati successivi ritenuti allora di epoca medievale. Nel 1897 Rodolfo Lanciani ricollocò il portale originale, separando nuovamente il tempio dalla continuità interna della basilica.

Perché il Tempio di Romolo è importante per la storia dell’architettura romana

Il valore storico del Tempio di Romolo risiede nella compresenza di più fasi: il rapporto con il complesso della Pace, l’intervento di Massenzio, la possibile destinazione dinastica, il riuso come vestibolo della basilica e la successiva riscoperta archeologica. La sua forma circolare, la cupola, il portale bronzeo e l’impiego di materiali di reimpiego documentano il linguaggio monumentale della tarda età imperiale più efficacemente di una ricostruzione puramente teorica. Il monumento mostra inoltre come il Foro Romano abbia continuato a cambiare funzione senza perdere del tutto le strutture precedenti.

Oggi il Tempio di Romolo è compreso nel percorso del Foro Romano gestito dal Parco archeologico del Colosseo. La visita va interpretata insieme alla basilica dei Santi Cosma e Damiano, alla basilica di Massenzio e al tracciato della Sacra via, perché la posizione dei monumenti chiarisce meglio le trasformazioni dell’area. Il suo nome resta convenzionale e non equivale a una certezza assoluta sulla dedica originaria: proprio questa cautela rende il monumento un caso esemplare di studio archeologico, nel quale architettura, fonti, restauri e ipotesi devono essere letti insieme.

Tempio di Romolo: biografia, opere e stile

Fonte immagine: cultura.gov.it

Fonti istituzionali e documentarie

Per la ricostruzione storica e architettonica sono state utilizzate le schede del Parco archeologico del Colosseo, del Ministero della Cultura e del portale ufficiale Roma Turismo, con particolare attenzione alla distinzione tra dati documentati e ipotesi interpretative sull’origine del monumento.

Domande frequenti
Dove si trova il Tempio di Romolo?

Si trova nel Foro Romano, lungo la Sacra via summa, tra il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio.

A chi era dedicato il Tempio di Romolo?

Secondo l’interpretazione più diffusa, fu dedicato da Massenzio al figlio Valerio Romolo, morto nel 309 d.C. L’attribuzione resta comunque discussa.

Quali sono gli elementi architettonici principali?

Il monumento presenta una pianta circolare, una cupola, una facciata concava con nicchie, colonne di porfido rosso e una porta bronzea di età romana.

Perché il Tempio di Romolo è collegato ai Santi Cosma e Damiano?

Nel VI secolo fu integrato nella basilica dei Santi Cosma e Damiano e utilizzato come vestibolo della chiesa.

Il nome Tempio di Romolo è certo?

No. La denominazione è convenzionale: alcuni studiosi hanno proposto che l’edificio fosse in origine un vestibolo del Tempio della Pace o che avesse una diversa funzione cultuale.


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