Dai cartelli trasformati da Clet alle figure sommerse di Blub, un percorso tra centro storico, quartieri e progetti di arte pubblica.

La street art a Firenze non coincide soltanto con i grandi murales dipinti sulle facciate. Nel centro storico l’arte urbana si manifesta anche attraverso adesivi applicati ai segnali stradali, poster incollati sulle aperture tecniche, piccoli personaggi disegnati sui muri e interventi su saracinesche commerciali. La sua geografia è quindi mobile: alcune opere vengono rimosse, altre si deteriorano o vengono sostituite. Per orientarsi conviene distinguere gli interventi più riconoscibili di Clet Abraham e Blub dai progetti collettivi promossi in aree come via Palazzuolo e il Sottopasso delle Cure.

Street art a Firenze: dove trovare i murales e le opere urbane più note

Fonte immagine: it.wikipedia.org


Clet Abraham e i cartelli trasformati in immagini

Il percorso più immediato parte dalla segnaletica stradale reinterpretata da Clet Abraham, artista francese trasferitosi a Firenze nel 2005. Le sue decalcomanie aggiungono figure e simboli ai cartelli senza cancellarne del tutto la funzione: un divieto, un senso unico o un vicolo cieco diventano così la base per una scena ironica, spesso costruita sul rapporto tra il pittogramma originale e l’immagine sovrapposta. Gli interventi sono diffusi in varie zone della città e non formano una collezione stabile; per questo la ricerca sul posto richiede attenzione ai dettagli della segnaletica.

Street art a Firenze: dove trovare i murales e le opere urbane più note

Fonte immagine: blocal-travel.com

Ponte alle Grazie e “L’Uomo Comune”

Un caso diverso è “L’Uomo Comune”, la figura metallica e in vetroresina realizzata da Clet e collocata sul Ponte alle Grazie. L’opera rappresenta un uomo con un piede ancorato alla struttura e l’altro proiettato nel vuoto, in una posizione che rende visibile la relazione fisica tra corpo, ponte e paesaggio urbano. Installata nel 2014 senza autorizzazione, fu rimossa e al centro di un contenzioso amministrativo; dopo varie vicende è tornata nella sua collocazione. Il ponte resta quindi uno dei punti più riconoscibili per osservare l’intervento dell’artista.

Blub: i personaggi dell’arte sott’acqua

Per riconoscere Blub bisogna cercare immagini di personaggi celebri immersi in un ambiente blu e dotati di maschere o attrezzatura da sub. Il progetto “L’arte sa nuotare” ha portato nello spazio pubblico ritratti reinterpretati di figure come Leonardo, Galileo, Giuseppe Verdi, Dante e la Gioconda. Le immagini sono generalmente stampate e applicate su supporti urbani di piccole dimensioni, comprese aperture e sportelli tecnici. Il risultato non è un grande murale unitario, ma una costellazione di apparizioni che invita a osservare la città a distanza ravvicinata.

Exit Enter e i piccoli racconti sui muri

Le opere di Exit Enter si distinguono per le piccole figure umane impegnate in azioni semplici: salgono, giocano, si arrampicano, si incontrano o sembrano interagire con cornici, finestre e spigoli degli edifici. L’artista, nato nel 1990 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha iniziato a sperimentare nello spazio urbano fiorentino nel 2013. I suoi interventi si trovano spesso in luoghi laterali rispetto ai percorsi monumentali, dove la scala ridotta dell’immagine stabilisce un rapporto diretto con il muro e con chi passa.

Via Palazzuolo: saracinesche e progetto collettivo

Via Palazzuolo è uno dei luoghi più utili per comprendere la dimensione collettiva della street art fiorentina. Dal 2023 Street Levels Gallery, insieme alla città di Firenze, promuove un festival annuale di arte urbana che coinvolge le saracinesche delle attività commerciali. Le opere diventano visibili soprattutto dopo la chiusura dei negozi, quando le superfici metalliche si trasformano in una sequenza di immagini lungo la strada. È un itinerario soggetto ad aggiornamenti, perché nuovi interventi possono sostituire o modificare quelli precedenti.

Sottopasso delle Cure e i grandi interventi murali

Per incontrare opere di scala più ampia bisogna spostarsi dal nucleo monumentale verso sottopassi e aree di margine. Il Sottopasso delle Cure è indicato tra i luoghi fiorentini associati a interventi di arte urbana, mentre nella zona di via de’ Corbinelli la promozione turistica regionale segnala un’opera murale pensata in rapporto con lo spazio circostante. In questi contesti la parete non funziona come semplice superficie decorativa: la lettura dipende dalla profondità del passaggio, dalla luce, dalla viabilità e dalla distanza necessaria per osservare l’immagine.

Dal centro alle periferie: come costruire il percorso

Un itinerario pratico può iniziare nel centro storico alla ricerca dei cartelli di Clet e dei poster di Blub, proseguire verso Ponte alle Grazie e concludersi in via Palazzuolo, dove le saracinesche offrono una sequenza più concentrata di interventi. Per i murales di maggiore formato è invece opportuno considerare Sottopasso delle Cure e via de’ Corbinelli come tappe separate. Esistono mappe e guide dedicate alla scena urbana fiorentina, ma nessuna lista può garantire la permanenza di ogni opera: la street art resta esposta a rimozioni, restauri, sostituzioni e deterioramento.

Nel 2025 Firenze è stata inoltre inclusa nel progetto MAUA, Museo di Arte Urbana Aumentata, con un percorso nell’area di via Palazzuolo dedicato a oltre trenta opere e alla prossemica. Il progetto collega i murales a contenuti digitali in realtà aumentata, trasformando una parte dell’arte urbana in un dispositivo di lettura mediato dallo smartphone. Questa esperienza non sostituisce l’osservazione diretta: aggiunge piuttosto un livello documentario e narrativo a opere collocate in uno spazio pubblico, sottolineando la natura diffusa e non museale della scena fiorentina.

Street art a Firenze: dove trovare i murales e le opere urbane più note

Fonte immagine: girlinflorence.com

Guardare la street art senza confonderla con una collezione permanente

La caratteristica decisiva della street art fiorentina è la sua instabilità. Un adesivo può essere coperto, un poster può staccarsi, una saracinesca può cambiare proprietario e un murale può essere cancellato o restaurato. Per questo il modo più corretto di visitarla non consiste nel cercare soltanto opere “famose”, ma nel riconoscere tecniche e linguaggi: la decalcomania di Clet, il formato seriale di Blub, le figure minute di Exit Enter, la pittura murale e i progetti collettivi sulle superfici commerciali. Firenze offre così un archivio urbano in continua riscrittura.

Domande frequenti
Dove si trovano le opere di Clet Abraham a Firenze?

Gli interventi di Clet Abraham sono distribuiti soprattutto nel centro urbano e interessano la segnaletica stradale; la collocazione dei singoli adesivi può cambiare nel tempo.

Che cos’è "L’Uomo Comune"?

È una scultura di Clet Abraham in metallo e vetroresina, associata al Ponte alle Grazie e concepita come una figura umana sospesa tra il ponte e il vuoto.

Dove cercare le opere di Blub?

Le immagini della serie "L’arte sa nuotare" compaiono in diverse zone della città su supporti urbani di piccole dimensioni; non costituiscono un’unica installazione permanente.

Che cosa si vede in via Palazzuolo?

Via Palazzuolo ospita interventi sulle saracinesche commerciali promossi dal 2023 da Street Levels Gallery insieme alla città di Firenze, oltre a un percorso MAUA attivato nel 2025.

La street art di Firenze è permanente?

No. Adesivi, poster, dipinti e interventi sulle saracinesche possono essere rimossi, coperti, sostituiti o deteriorarsi; è quindi consigliabile verificare sul posto la presenza delle singole opere.


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