Dalle project room nomadi alle gallerie nate nei quartieri in trasformazione, una mappa ragionata della scena indipendente milanese.
- Spazio Parallelo e l’eredità del Collettivo Piano A
- Velò Project: una galleria senza sede fissa
- Candy Snake Gallery nel quartiere Lambrate
- FRENCH PLACE, il passaggio da Londra a Milano
- Tube Culture Hall e il formato pop-up
- Galleria Scia e la ricerca sullo spazio espositivo
- HATCH Gallery e le piattaforme internazionali
- Una mappa da leggere per quartieri e formati
Per orientarsi tra le gallerie indipendenti a Milano bisogna considerare una scena distribuita in più quartieri e composta da realtà con funzioni diverse: alcune hanno una sede stabile, altre lavorano come project room o piattaforme nomadi; alcune costruiscono programmi attorno a giovani artisti, altre collegano ricerca, mercato e produzione. Questa guida seleziona otto spazi documentati da fonti editoriali e dai rispettivi progetti, con particolare attenzione alle aperture e alle attività emerse tra il 2024 e il 2026.

Fonte immagine: artribune.com
Spazio Parallelo e l’eredità del Collettivo Piano A
Spazio Parallelo ha inaugurato nel febbraio 2025 come sviluppo dell’esperienza del Collettivo Piano A, attivo a Milano dal 2019 per iniziativa di Francesco Perrini e Alvise Decastello, noto anche come Alvise Pi. Il progetto nasce con l’obiettivo dichiarato di offrire agli artisti emergenti una realtà espositiva autonoma rispetto ai circuiti più consolidati. La sua storia recente è quindi legata a una pratica curatoriale collettiva e a una concezione dello spazio come luogo di produzione, confronto e presentazione.

Fonte immagine: artribune.com
Velò Project: una galleria senza sede fissa
Velò Project rappresenta il modello itinerante della scena milanese. Nato nel 2024 da un duo curatoriale anonimo, il progetto ha esordito con “Bamboo Dragonfly“, mostra presentata dal 15 marzo al 14 aprile 2024 in via Arcivescovo Romilli 20, nel quartiere Corvetto. L’esposizione riuniva Yu ChengChen e Rui Wu, entrambi artisti residenti in Italia e formati all’Accademia di Belle Arti di Brera, rispettivamente nei campi della pittura e della fotografia. La sede temporanea diventa così parte della ricerca curatoriale.
Candy Snake Gallery nel quartiere Lambrate
Candy Snake Gallery, diretta da Andrea Lacarpia, ha trasferito la propria sede milanese in via degli Orombelli 15, a Lambrate, inaugurando il nuovo spazio il 13 maggio 2025 con una mostra collettiva. Il trasferimento da via Luigi Porro Lambertenghi non ha modificato la vocazione dichiarata del progetto, costruita attorno a una selezione di artisti contemporanei e a una programmazione attenta alle pratiche emergenti. Lambrate, con la presenza di studi, laboratori e spazi culturali, offre un contesto coerente con questa impostazione.
FRENCH PLACE, il passaggio da Londra a Milano
Nel gennaio 2026 Exibart ha segnalato l’apertura milanese di FRENCH PLACE, progetto espositivo indipendente nato a Londra nel 2020. La prima sede, al numero 9 di FRENCH PLACE a Shoreditch, era stata concepita come luogo per mostre e residenze d’artista; l’arrivo in Italia amplia quella traiettoria con un programma rivolto al rapporto diretto tra artisti, gallerie e pubblico. L’esperienza di Mauro Umberto Mattei e Marta Orsola Sironi costituisce il nucleo organizzativo della nuova fase milanese.

Fonte immagine: exibart.com
Tube Culture Hall e il formato pop-up
Tube Culture Hall occupa una posizione intermedia tra spazio indipendente e galleria. Diretta da Federica Ferrari e situata nelle fondamenta di piazza XXV Aprile, in corrispondenza delle antiche mura spagnole, ha sviluppato il progetto nomade “Booth”. L’iniziativa porta mostre pop-up in città italiane ed estere e concentra l’attenzione su giovani artisti selezionati dalla galleria. Il formato riduce la dipendenza da una sede unica e permette di costruire collaborazioni temporanee, adattando il programma a luoghi e pubblici differenti.
Galleria Scia e la ricerca sullo spazio espositivo
La storia di Galleria Scia, ricostruita da Artribune nel marzo 2026, appartiene al tessuto indipendente milanese e si concentra sulla ricerca artistica emergente. Il progetto è stato fondato da Francesco Giannantonio, approdato all’arte contemporanea dopo esperienze nel mondo dello sport e della moda. La galleria riflette sul ruolo dello spazio espositivo come luogo di relazione tra artisti, opere e pubblico: non soltanto un contenitore per mostre, ma una struttura capace di orientare tempi, incontri e modalità di fruizione.
HATCH Gallery e le piattaforme internazionali
HATCH Gallery è un progetto senza sede permanente nato a Parigi nel 2022 da Margot de Rochebouet e Giovanna Traversa. L’apertura milanese del 2024 ha introdotto in città una piattaforma dedicata ad artisti emergenti internazionali che lavorano con media differenti. Il carattere nomade della galleria non coincide con l’assenza di una linea curatoriale: al contrario, la mobilità diventa uno strumento per connettere scene artistiche diverse e proporre mostre in contesti selezionati durante i principali appuntamenti dell’arte contemporanea.

Fonte immagine: artribune.com
Una mappa da leggere per quartieri e formati
Questi indirizzi mostrano una geografia meno concentrata del tradizionale asse delle gallerie milanesi. Corvetto e Lambrate intercettano aree in trasformazione; piazza XXV Aprile ospita un progetto inserito in un’architettura sotterranea; le piattaforme nomadi lavorano invece senza un perimetro stabile. Per il pubblico, la distinzione più utile non è soltanto tra galleria commerciale e spazio indipendente, ma tra programmi continuativi, mostre temporanee, pop-up e residenze. Prima della visita conviene quindi controllare sempre sede, calendario e modalità di accesso sui canali ufficiali.
Quali sono alcune gallerie indipendenti milanesi dedicate all’arte emergente?
Tra i progetti documentati figurano Spazio Parallelo, Velò Project, Candy Snake Gallery, FRENCH PLACE, Tube Culture Hall e Galleria Scia.
In quali quartieri si trovano alcuni degli spazi citati?
Le realtà selezionate sono distribuite tra Corvetto, Lambrate, piazza XXV Aprile e altri contesti urbani milanesi; alcune lavorano invece in sedi temporanee o itineranti.
Che cosa distingue una project room da una galleria tradizionale?
Una project room può avere una programmazione temporanea o una sede non permanente, mentre una galleria tradizionale tende a sviluppare un calendario stabile in uno spazio continuativo.
Velò Project ha una sede permanente?
No. Velò Project è stato presentato come progetto indipendente e itinerante; nel 2024 ha organizzato la mostra "Bamboo Dragonfly" in via Arcivescovo Romilli 20, a Milano.
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