Pittore, scultore, grafico, scenografo e autore di libri d’artista: il percorso di Depero mostra come il Futurismo potesse estendersi dalla tela alla comunicazione, dal teatro all’architettura d’interni.

Fortunato Depero nacque a Fondo, in Val di Non, il 30 marzo 1892, e morì a Rovereto il 29 novembre 1960. La sua formazione si svolse soprattutto alla Scuola Reale Elisabettina di Rovereto, istituto tecnico e artistico nel quale maturò un interesse precoce per la scultura, la decorazione e la progettazione. Nel 1908 tentò senza successo l’ammissione all’Accademia di belle arti di Vienna; nel 1910 lavorò a Torino come decoratore per l’Esposizione internazionale. Queste esperienze contribuirono a orientare la sua ricerca verso una concezione concreta e applicata dell’arte.

Fortunato Depero: biografia, opere e stile

Fonte immagine: mart.tn.it


Dalla formazione al Futurismo

Il passaggio decisivo avvenne tra Rovereto e Roma. Nel 1913 Depero pubblicò “Spezzature”, raccolta di poesie e disegni, e nel dicembre dello stesso anno visitò una mostra di Umberto Boccioni a Roma. Qui entrò in rapporto con Giacomo Balla, Filippo Tommaso Marinetti e l’ambiente futurista. Nel 1915 firmò con Balla il manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo“, che proponeva l’estensione del Futurismo alla decorazione, alla moda, all’arredo, alla musica e alla vita quotidiana. La nozione di “arte totale” divenne il principio organizzatore della sua carriera.

Tra il 1916 e il 1918 Depero sviluppò una ricerca nella quale figure solide, automi, pupazzi e forme meccaniche sostituivano la rappresentazione naturalistica. Con Gilbert Clavel realizzò i “Balli Plastici“, spettacolo di marionette presentato al Teatro dei Piccoli di Roma il 15 aprile 1918, con musiche di Béla Bartók, Gian Francesco Malipiero e altri compositori. Nello stesso periodo sperimentò pannelli e arazzi realizzati con stoffe colorate, trasferendo nella superficie tessile la costruzione ritmica e tridimensionale già presente nei suoi disegni e nei suoi assemblaggi.

La Casa d’Arte e l’idea di progetto

Nel 1919, dopo il ritorno a Rovereto, Depero fondò la Casa d’Arte Futurista. Non si trattava soltanto di uno spazio espositivo: vi furono progettati manifesti, mobili, oggetti d’arredo, stoffe e decorazioni destinati alla casa moderna. La Casa d’Arte rappresentò quindi un laboratorio nel quale il linguaggio futurista veniva applicato a materiali e funzioni differenti. Nel 1957 Depero avviò inoltre la trasformazione dell’edificio in un museo dedicato alla propria opera; inaugurata nel 1959, la struttura è oggi parte del Mart.

Le opere principali di Depero mostrano il passaggio dalla pittura alla costruzione di immagini ambientali. “Rotazione di ballerina e pappagalli” del 1917 traduce il movimento in una composizione di corpi e piani intersecati; “Il corteo della gran bambola” del 1920 appartiene invece alla stagione delle tarsie e degli arazzi, dove stoffe, forme geometriche e figure teatrali costruiscono una scena senza prospettiva tradizionale. Tra i lavori conservati al Mart figurano anche “Festa della sedia” del 1927 e “Il re di denari” del 1932.

Fortunato Depero: biografia, opere e stile

Fonte immagine: mart.tn.it

Nel corso degli anni Venti Depero consolidò il rapporto tra arte e comunicazione commerciale. Lavorò per aziende come Alberti, produttrice del Liquore Strega, Bernocchi, Schering e Campari, per la quale realizzò numerose proposte pubblicitarie. Il suo repertorio privilegiava campiture cromatiche nette, figure sintetiche, diagonali, lettere trattate come elementi visivi e personaggi simili a marionette. Nel 1927 pubblicò “Depero futurista 1913–1927“, noto come “Libro imbullonato”: un volume con pagine di materiali differenti, composizione tipografica sperimentale e rilegatura mediante bulloni.

New York, la pubblicità e il rapporto con il fascismo

Nel 1928 Depero si trasferì a New York con la moglie Rosetta. Nella metropoli progettò pubblicità, copertine di riviste, scenografie, costumi e ambienti per locali, tentando di esportare il modello della Casa d’Arte Futurista. La sua prima mostra personale americana si tenne nel 1929 alla Guarino Gallery of Contemporary Italian Art. L’esperienza newyorkese ampliò il suo confronto con la grafica commerciale e con la cultura urbana contemporanea, ma la crisi economica lo spinse a rientrare in Italia nel 1930.

Il rapporto di Depero con il fascismo costituisce una parte documentata e problematica della sua biografia. Nel 1929 firmò il manifesto dell’aeropittura e nel 1931 pubblicò il “Manifesto dell’arte pubblicitaria futurista”, sostenendo una comunicazione fondata su sintesi, velocità e grandi superfici cromatiche. Nel 1942 realizzò un grande mosaico per l’E42 di Roma e nel 1943 pubblicò “A Passo Romano”. Dopo la guerra dovette misurarsi con il compromesso tra adesione ideologica, necessità professionali e progressiva marginalizzazione del Futurismo.

Lo stile di Depero si riconosce nella combinazione di volumetrie semplificate, colori contrastati, ritmi diagonali, motivi meccanici e figure antropomorfe prossime al teatro dei burattini. Tuttavia la sua ricerca non rimase identica nel tempo. Dopo il soggiorno americano e durante gli anni Trenta emersero composizioni più ortogonali, cromie meno accese e soggetti legati al paesaggio, al folklore e alla cultura italiana. Pittura, grafica, tessuto, arredo, teatro e scrittura visiva devono quindi essere letti come parti di un unico progetto, non come attività separate.

Dove studiare Depero oggi

Il luogo centrale per conoscere Depero è la Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, museo progettato dall’artista attraverso mosaici, mobili, pannelli dipinti e soluzioni decorative. Il Mart conserva inoltre l’Archivio del ’900, con scritti autografi, corrispondenza, bozzetti, fotografie e ritagli stampa relativi alla sua attività. Altri nuclei utili si trovano nella Collezione Verzocchi della Pinacoteca Civica di Forlì, alla quale Depero contribuì con “Tornio e telaio”. La sua eredità comprende dunque opere, documenti e un modello di museo d’artista.

Domande frequenti
Quando e dove è nato Fortunato Depero?

Fortunato Depero nacque a Fondo, in Val di Non, il 30 marzo 1892.

Qual è il museo principale dedicato a Fortunato Depero?

La Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, oggi parte del Mart, è il principale museo dedicato alla sua opera.

Che cos’è il Libro imbullonato?

"Depero futurista 1913–1927", pubblicato nel 1927, è un libro d’artista con impaginazione sperimentale, carte differenti e rilegatura mediante due bulloni.

Quali sono le opere più note di Depero?

Tra le opere più note figurano "Rotazione di ballerina e pappagalli", "Il corteo della gran bambola", "Festa della sedia" e "Il re di denari".

Per quali aziende lavorò Depero nella pubblicità?

Depero lavorò, tra le altre, per Alberti, Bernocchi, Schering e Campari, realizzando manifesti e proposte grafiche.


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