Dalla collezione della GAM alle ricerche del Castello di Rivoli, una guida ragionata ai luoghi che costruiscono la scena contemporanea torinese.

Un itinerario d’arte contemporanea a Torino può essere costruito seguendo una direttrice che dal centro storico conduce verso il quartiere di San Salvario, l’area delle ex Officine Grandi Riparazioni e infine Rivoli. La città non concentra la ricerca in un solo museo: la distribuisce tra collezioni pubbliche, fondazioni private, progetti di arte ambientale e spazi indipendenti. Per orientarsi conviene distinguere le istituzioni con raccolte permanenti dai luoghi dedicati soprattutto a mostre temporanee, produzione e sperimentazione. Il risultato è un percorso leggibile anche in una sola giornata, ma più efficace se articolato su due giorni.

Itinerario d’arte contemporanea a Torino: musei, fondazioni e spazi indipendenti

Fonte immagine: castellodirivoli.org

GAM Torino: il punto di partenza storico

La GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea è il primo luogo da considerare perché consente di collocare la produzione contemporanea dentro una storia più ampia dell’arte italiana e internazionale. Il museo conserva opere dal XIX secolo al presente e permette di leggere continuità e fratture tra pittura, scultura, fotografia, installazione e video. Per un percorso mirato è utile verificare il programma temporaneo e il riallestimento della collezione, scegliendo in anticipo le sale dedicate alle ricerche più recenti. La visita funziona come introduzione critica prima di affrontare gli spazi monografici delle fondazioni.

Itinerario d’arte contemporanea a Torino: musei, fondazioni e spazi indipendenti

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Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: produzione e ricerca

Da via Magenta il percorso può proseguire verso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione nata nel 1995 e orientata alla produzione di mostre, commissioni e progetti educativi dedicati all’arte contemporanea. La sede torinese è particolarmente utile per osservare pratiche installative, video, fotografia e lavori sviluppati in rapporto con temi sociali e politici del presente. Prima della visita è opportuno controllare quali mostre siano aperte e se siano previste attività pubbliche, poiché la programmazione cambia durante l’anno. La fondazione completa la prospettiva museale della GAM con una maggiore attenzione alla produzione attuale.

PAV e arte ambientale

Il PAV Parco Arte Vivente introduce una diversa idea di istituzione culturale: non un edificio destinato soltanto all’esposizione, ma un centro sperimentale nel quale arte contemporanea, ecologia e processi partecipativi sono parte dello stesso progetto. Il parco si trova nell’area meridionale della città e richiede una visita meno concentrata sulle sale e più attenta alla relazione tra opere, vegetazione, suolo e pratiche collettive. È una tappa importante per comprendere come Torino abbia sviluppato una ricerca specifica sull’arte pubblica e sui rapporti tra cultura ambientale e produzione artistica.

OGR Torino e Pinacoteca Agnelli

Nel quadrante delle ex Officine Grandi Riparazioni, le OGR Torino rappresentano uno dei principali luoghi cittadini per grandi installazioni, mostre interdisciplinari e programmi che intrecciano arte, tecnologia e ricerca. La scala industriale degli spazi modifica il modo di osservare le opere, soprattutto quando il progetto comprende elementi audiovisivi o ambienti immersivi. Poco distante, alla Pinacoteca Agnelli, la contemporaneità si confronta con una collezione storica e con il paesaggio architettonico del Lingotto. Le due sedi possono essere visitate nello stesso asse urbano, ma hanno funzioni espositive differenti.

Itinerario d’arte contemporanea a Torino: musei, fondazioni e spazi indipendenti

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Fotografia, archivi e progetti temporanei

Torino è inoltre una città da seguire attraverso festival, archivi e rassegne temporanee, soprattutto quando il programma riguarda la fotografia e l’immagine in movimento. Il progetto “Expanded”, presentato nel 2024 tra Castello di Rivoli, GAM e OGR, aveva articolato la fotografia contemporanea in tre sedi, mettendo in relazione paesaggio, pratiche concettuali e trasformazioni del medium. L’esempio mostra come il sistema torinese lavori spesso per connessioni: una singola ricerca può essere distribuita tra istituzioni diverse, obbligando il visitatore a leggere il programma cittadino come una rete e non come una successione di mostre isolate.

Castello di Rivoli: la tappa conclusiva

La conclusione naturale dell’itinerario è il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, raggiungibile dal centro di Torino con un trasferimento dedicato. Nel 2026 il programma comprende “Inserzioni”, progetto di commissioni site-specific con Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, oltre alla personale di Cecilia Vicuña “El glaciar ido”, aperta dal 30 aprile al 20 settembre 2026. Il museo ha inoltre avviato un nuovo riallestimento della collezione incentrato sull’Arte povera, con opere di Gino De Dominicis, Emilio Vedova, Michelangelo Pistoletto, Marisa Merz e Piero Gilardi.

Il calendario del Castello rende evidente la varietà del contemporaneo torinese: commissioni inserite nel percorso storico, mostre monografiche, riallestimenti e progetti rivolti ai giovani visitatori. Per il 25 luglio 2026 risultano visitabili le esposizioni dedicate a Cecilia Vicuña, “Pluriversal Recapturings”, “Inserzioni”, Giorgio Griffa e il nuovo allestimento della collezione, mentre il terzo piano del museo è indicato come chiuso dal 1 luglio al 2 settembre per il riallestimento. Gli orari ufficiali sono mercoledì-venerdì dalle 10 alle 17 e sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 18.

Itinerario d’arte contemporanea a Torino: musei, fondazioni e spazi indipendenti

Fonte immagine: castellodirivoli.org

Come organizzare la visita

Per una giornata conviene concentrare GAM, Fondazione Sandretto e OGR, verificando in anticipo i giorni di apertura e la durata delle mostre. Un secondo giorno può essere dedicato al PAV e alla Pinacoteca Agnelli, oppure al trasferimento verso Rivoli, che richiede più tempo ma offre un rapporto diretto con l’architettura del castello e con la storia dell’Arte povera. In autunno il calendario si arricchisce inoltre di Artissima, annunciata dal 30 ottobre al 1 novembre 2026. L’itinerario, quindi, cambia secondo la stagione: la struttura istituzionale resta, mentre mostre e progetti ne modificano ogni volta la lettura.

Domande frequenti
Quali sono le principali tappe di un itinerario d’arte contemporanea a Torino?

Le tappe principali sono GAM Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, PAV Parco Arte Vivente, OGR Torino, Pinacoteca Agnelli e Castello di Rivoli.

Quale mostra è visitabile al Castello di Rivoli il 25 luglio 2026?

Il 25 luglio 2026 sono indicate tra le esposizioni visitabili "El glaciar ido" di Cecilia Vicuña, "Inserzioni", "Pluriversal Recapturings", Giorgio Griffa e il nuovo allestimento della collezione.

Quali sono gli orari del Castello di Rivoli?

Il museo è aperto dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 17 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 11 alle 18.

Quando si svolge Artissima 2026?

Artissima 2026 è annunciata a Torino dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.


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