Dal Futurismo all’arte concettuale, una selezione ragionata dei lavori che definiscono la collezione milanese del XX secolo.
Il Museo del Novecento di Milano occupa il Palazzo dell’Arengario, in piazza Duomo, e presenta una collezione di oltre 300 opere dedicate soprattutto all’arte italiana del XX secolo, con aperture verso la scena internazionale e contemporanea. La visita consente di seguire un arco storico che va dalle ricerche divisioniste e futuriste fino alle esperienze dell’arte povera, dell’astrazione, dell’informale e dell’arte concettuale. Per orientarsi, conviene non considerare le sale come una semplice sequenza cronologica: il museo costruisce anche confronti tra poetiche, tecniche e momenti diversi della modernità italiana.

Il Museo del Novecento occupa il Palazzo dell’Arengario affacciato su piazza Duomo.
Il Futurismo come punto di partenza
Tra i nuclei decisivi del percorso figurano le ricerche futuriste di Umberto Boccioni, Giacomo Balla e Carlo Carrà. Boccioni è rappresentato da opere che traducono in pittura e scultura il tema della simultaneità, della velocità e della trasformazione della figura nello spazio. La sua presenza permette di comprendere perché Milano sia stata uno dei centri fondamentali dell’avanguardia italiana prima della Prima guerra mondiale. Le opere futuriste non documentano soltanto un movimento: mostrano il tentativo di ridefinire il rapporto tra corpo, città, macchina e percezione moderna.
La scultura “Forme uniche della continuità nello spazio“, realizzata da Boccioni nel 1913 e conosciuta attraverso diverse fusioni postume, è uno dei riferimenti indispensabili per leggere il Futurismo scultoreo. Il corpo non viene descritto come una massa stabile, ma come una forma attraversata dall’ambiente e proiettata in avanti. Nel museo, il tema della continuità spaziale può essere messo in relazione con la pittura futurista e con le successive ricerche astratte, rendendo evidente il passaggio dalla rappresentazione dell’oggetto alla costruzione dinamica dello spazio.

Una sala del percorso permanente dedicato all’arte italiana del Novecento.
Dalla metafisica all’ordine del Novecento
Un secondo passaggio importante riguarda Giorgio de Chirico e la pittura metafisica. L’opera “La sala d’Apollo (Violon)“, datata 1920, appartiene al nucleo segnalato dal museo nella galleria “Controverse modernità”. La scena metafisica sospende la narrazione ordinaria e sostituisce la continuità realistica con accostamenti enigmatici, architetture silenziose e oggetti sottratti alla loro funzione consueta. Questo segmento aiuta a capire la frattura tra la modernità futurista e le poetiche che, negli anni Venti, recuperarono ordine, memoria e costruzione mentale dell’immagine.
Il percorso comprende inoltre opere legate alla stagione del Novecento Italiano, il movimento promosso a partire dagli anni Venti attorno a una pittura fondata su solidità formale, riferimenti alla tradizione e rinnovata attenzione alla figura. Le opere di Mario Sironi, Achille Funi, Alberto Savinio e altri protagonisti permettono di osservare una modernità diversa da quella delle avanguardie: non più costruita soltanto sulla rottura, ma sulla revisione del passato italiano. La collezione consente così di leggere le tensioni culturali tra innovazione, classicismo e ideologia nel periodo tra le due guerre.
Morandi, Fontana e la trasformazione dell’immagine
Giorgio Morandi rappresenta una direzione apparentemente opposta alla retorica della velocità: bottiglie, vasi e oggetti quotidiani diventano strumenti per analizzare variazioni minime di tono, luce e disposizione. Le sue nature morte mostrano come il Novecento possa essere raccontato anche attraverso la concentrazione su un repertorio limitato e su una pittura capace di modificare la percezione senza ricorrere a soggetti spettacolari. Accanto a Morandi, il museo permette di seguire il passaggio verso l’astrazione e la materia, fino alle ricerche spazialiste di Lucio Fontana.
Fontana è una presenza centrale per comprendere il superamento della pittura come superficie intatta. Nei suoi “Concetti spaziali“, il taglio o il foro non sono semplici gesti distruttivi, ma interventi che introducono nella tela una dimensione reale, fisica e ambientale. La superficie diventa soglia e il quadro si presenta come oggetto nello spazio. La ricerca spazialista, sviluppata a Milano nel secondo dopoguerra, collega pittura, scultura, luce e ambiente e apre una strada che sarà decisiva per molte esperienze dell’arte italiana degli anni Sessanta.
Come organizzare la visita
Per una prima visita è utile dedicare particolare attenzione ai nuclei futuristi, alla sezione metafisica e alle sale del secondo dopoguerra, senza trascurare il rapporto tra il museo e l’architettura dell’Arengario. La posizione della sede, affacciata su piazza Duomo, rende leggibile anche il legame tra collezione e città: Milano non è soltanto il luogo in cui le opere sono esposte, ma il contesto urbano nel quale futurismo, design, industria e sperimentazione spaziale hanno trovato condizioni storiche specifiche. Il percorso va quindi letto insieme alle trasformazioni della metropoli.
Il museo è aperto da martedì a domenica; il lunedì è indicato come giorno di chiusura. Gli orari pubblicati prevedono normalmente l’apertura dalle 10 alle 19.30, con prolungamento il giovedì fino alle 22.30, mentre l’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura. La sede si trova in piazza Duomo 8. Prima di programmare la visita è comunque necessario controllare sul sito ufficiale eventuali variazioni, chiusure temporanee o condizioni di accesso legate a mostre, lavori e iniziative speciali.
Dove si trova il Museo del Novecento di Milano?
Il museo si trova in piazza Duomo 8, nel Palazzo dell’Arengario.
Quali artisti si possono vedere al Museo del Novecento?
Il percorso comprende, tra gli altri, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi e Lucio Fontana.
Quali sono le opere simbolo del museo?
Tra i riferimenti principali figurano le opere futuriste di Boccioni, la pittura metafisica di de Chirico, le nature morte di Morandi e i Concetti spaziali di Fontana.
Quando è aperto il Museo del Novecento?
Il museo è normalmente aperto da martedì a domenica; il lunedì è chiuso. Gli orari pubblicati prevedono il prolungamento del giovedì fino alle 22.30.
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