Un percorso nel Seicento romano attraverso architetture, fontane e sculture che trasformarono la città dei papi in un laboratorio urbano.
Un itinerario nella Roma barocca può iniziare dal colle del Quirinale e concludersi a piazza Navona, seguendo la geografia delle commissioni papali e il confronto tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Il percorso attraversa chiese, palazzi e spazi pubblici realizzati o trasformati soprattutto tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Seicento, quando Roma divenne il principale laboratorio dell’architettura scenografica europea. Le tappe più significative sono raggiungibili a piedi nel centro storico, anche se alcune visite interne richiedono orari e accessi autonomi.

La pianta ellittica e l’altare maggiore nella chiesa di Sant’Andrea al Quirinale.
Dal Quirinale, il confronto tra due architetti
La prima tappa è San Carlo alle Quattro Fontane, in via del Quirinale 23, progettata da Borromini per i Trinitari spagnoli. L’architetto lavorò al complesso in una prima fase tra il 1638 e il 1642, riprendendo poi il progetto fino alla morte, nel 1667. La chiesa, di dimensioni ridotte, concentra alcuni dei suoi caratteri più riconoscibili: pianta ovale, pareti concave e convesse, colonne disposte secondo un ordine continuo e una cupola decorata da esagoni, ottagoni e croci progressivamente più piccoli verso il lanternino.
Pochi passi conducono a Sant’Andrea al Quirinale, in via del Quirinale 30, costruita da Bernini tra il 1658 e il 1670. Qui l’impianto ellittico non produce soltanto una soluzione geometrica, ma organizza la percezione dell’altare e della luce. La cappella maggiore presenta un altare in bronzo dorato e lapislazzuli, con una raggiera ornata da angeli e cherubini; al centro si trova il “Martirio di Sant’Andrea” del Borgognone. L’insieme lega architettura, scultura e pittura in una sequenza visiva unitaria.

La facciata curva di San Carlo alle Quattro Fontane, capolavoro dell’architettura borrominiana.
Palazzo Barberini e la nascita della Roma monumentale
Scendendo verso piazza Barberini si incontra Palazzo Barberini, il cui cantiere riunì Carlo Maderno, Bernini e Borromini. Alla morte di Maderno, nel 1629, Bernini assunse la direzione del progetto; Borromini collaborò alla costruzione, in particolare nella definizione di elementi architettonici e distributivi. La facciata porticata e il grande spazio centrale testimoniano il passaggio dalla residenza nobiliare tradizionale a un edificio concepito come rappresentazione dinastica. Il palazzo ospita oggi le Gallerie Nazionali di Arte Antica, con importanti opere della pittura italiana.
Il percorso può proseguire verso il Pantheon e il rione Sant’Eustachio, dove sorge il complesso della Sapienza. Borromini iniziò nel 1642 la costruzione della chiesa di Sant’Ivo, dedicata a sant’Ivo Hélory, inserendola nel cortile progettato in precedenza da Giacomo della Porta. La pianta e la cupola elicoidale trasformano il fondo del cortile in un punto di attrazione verticale: la lanterna conclude il movimento ascensionale dell’edificio, mentre la geometria interna alterna segmenti concavi e convessi. Il complesso è oggi collegato all’Archivio di Stato di Roma.
Piazza Navona: una scena urbana costruita nel Seicento
Piazza Navona concentra in uno spazio allungato, nato dall’antico stadio di Domiziano, alcuni dei principali episodi della Roma di Innocenzo X Pamphilj. Al centro si trova la “Fontana dei Quattro Fiumi“, realizzata da Bernini tra il 1648 e il 1651: una scogliera sostiene l’obelisco e quattro figure monumentali rappresentano Nilo, Gange, Danubio e Rio de la Plata. Di fronte, la chiesa di Sant’Agnese in Agone appartiene al complesso pamphilj e fu legata ai lavori di Borromini tra il 1653 e il 1657.
A completare il confronto è l’Oratorio dei Filippini, accanto alla Chiesa Nuova, progettato da Borromini tra il 1637 e il 1641. La facciata in laterizio, con andamento leggermente curvo e scansione rigorosa delle aperture, si distingue dalle superfici marmoree delle architetture celebrative. Il complesso mostra come il Barocco romano non coincida soltanto con fontane monumentali e interni riccamente decorati, ma includa anche edifici destinati alla vita comunitaria, alla preghiera e all’educazione. La materia laterizia diventa così parte essenziale dell’identità urbana del rione Parione.
Come leggere il percorso
Letto nel suo insieme, il percorso non propone una semplice successione di monumenti, ma una serie di modi diversi di costruire lo spazio. Borromini lavora sulla deformazione controllata della parete, sulla continuità delle superfici e sulla tensione geometrica; Bernini organizza invece l’architettura come un dispositivo teatrale nel quale altare, scultura, luce e movimento dello spettatore concorrono alla scena. Tra Quirinale, Barberini, Sant’Ivo e piazza Navona, Roma conserva ancora la struttura concreta di quel progetto seicentesco: una città nella quale la committenza religiosa e politica intervenne direttamente sulla forma degli spazi pubblici.
Quali sono le tappe principali di un itinerario nella Roma barocca?
Le tappe principali sono San Carlo alle Quattro Fontane, Sant’Andrea al Quirinale, Palazzo Barberini, Sant’Ivo alla Sapienza, piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi e l’Oratorio dei Filippini.
Dove si possono vedere opere di Bernini e Borromini nello stesso percorso?
Il confronto è particolarmente evidente tra il Quirinale, con Sant’Andrea e San Carlo, e piazza Navona, dove la fontana di Bernini si trova di fronte a Sant’Agnese in Agone, legata ai lavori di Borromini.
Qual è la differenza principale tra l’architettura di Bernini e quella di Borromini?
Bernini organizza spesso lo spazio come una scena teatrale fondata sulla relazione tra architettura, scultura e luce; Borromini insiste maggiormente sulla continuità delle superfici, sulle geometrie complesse e sull’alternanza di forme concave e convesse.
Quanto dura il percorso della Roma barocca?
La durata dipende dagli ingressi e dal tempo dedicato alle visite interne. Le tappe si trovano nel centro storico, ma il percorso richiede almeno una giornata per osservare con attenzione chiese, palazzi e piazze.
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