Dalle linee fluide di Zaha Hadid alle strutture di Renzo Piano, fino alla monumentalità dell’EUR: una passeggiata nella Roma del Novecento e del XXI secolo.
Roma contemporanea si comprende anche seguendo un asse urbano che dal quartiere Flaminio conduce verso il Foro Italico e, con un secondo spostamento, all’EUR. Il primo tratto mette in relazione il MAXXI di Zaha Hadid, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Renzo Piano, il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi e Annibale Vitellozzi, il Villaggio Olimpico e il Ponte della Musica. Il secondo amplia la prospettiva fino alla città progettata per l’Esposizione Universale di Roma del 1942, dove modernismo, monumentalità e memoria politica restano inseparabili.

Fonte immagine: maxxi.art
Prima tappa: il MAXXI nel quartiere Flaminio
L’itinerario può iniziare in via Guido Reni 4/A, davanti al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid. L’edificio non si presenta come un volume compatto, ma come un sistema di superfici, passerelle e percorsi sovrapposti che organizzano la circolazione interna e la relazione con la piazza. Il progetto integra inoltre alcune preesistenze delle ex caserme militari, restituendo al quartiere Flaminio un complesso museale nel quale architettura, arte contemporanea, fotografia e ricerca convivono in modo strutturale.

Fonte immagine: auditorium.com
La visita al MAXXI richiede di considerare anche il tempo dell’architettura, non soltanto quello delle mostre. Le rampe e le gallerie permettono di leggere l’edificio come una sequenza di direzioni, cambi di scala e affacci interni. Al momento della verifica, il museo risulta aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19, con biglietteria chiusa un’ora prima; il lunedì è giorno di chiusura ordinaria. Per una visita fissata il 25 luglio 2026 è quindi utile controllare eventuali variazioni legate a eventi o chiusure straordinarie.
Dal Flaminio all’Auditorium: un paesaggio costruito per lo sport e la musica
Dal MAXXI si procede verso il complesso dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. La distanza può essere percorsa a piedi attraversando una zona nella quale musei, impianti sportivi e spazi pubblici sono il risultato di trasformazioni succedutesi nel secondo Novecento e nei primi anni Duemila. Il percorso consente di osservare il rapporto tra edifici autonomi e infrastrutture urbane: non una singola strada monumentale, ma una costellazione di luoghi destinati alla cultura, allo sport e alla socialità.
L’Auditorium, progettato da Renzo Piano, è organizzato attorno a tre grandi sale da concerto e alla Cavea, lo spazio all’aperto destinato agli spettacoli. La Sala Santa Cecilia dispone di 2744 posti, mentre la Sala Petrassi è indicata dal complesso come sala polifunzionale da 673 posti. L’architettura è leggibile soprattutto nella relazione tra i volumi rivestiti e la piazza centrale, dove il progetto costruisce un sistema di passaggi, aree di sosta e accessi capace di funzionare anche al di fuori degli spettacoli.
Nervi, il Villaggio Olimpico e il Foro Italico
A breve distanza dall’Auditorium si trova il Palazzetto dello Sport, costruito per i Giochi Olimpici di Roma del 1960 su progetto di Pier Luigi Nervi e Annibale Vitellozzi. La struttura circolare e la copertura a geometria radiale mostrano il ruolo dell’ingegneria nel definire l’immagine architettonica del dopoguerra. Proseguendo verso il Villaggio Olimpico, il visitatore incontra un diverso modello di modernità: edifici residenziali, spazi verdi e percorsi pedonali compongono un quartiere nato per l’evento olimpico e poi assorbito nella vita ordinaria della capitale.

Fonte immagine: auditorium.com
Il Foro Italico aggiunge al percorso una componente più esplicitamente celebrativa. Il complesso, nato negli anni Trenta come Foro Mussolini, conserva assi, impianti sportivi, mosaici e opere scultoree che documentano il linguaggio monumentale del regime. L’itinerario non deve ridurre questi elementi a semplice scenografia: il rapporto tra sport, propaganda, arte pubblica e urbanistica è parte della storia del luogo. In questa zona il contemporaneo non cancella il Novecento, ma lo rende leggibile attraverso stratificazioni spesso contraddittorie.
Secondo asse: dall’architettura del Novecento all’EUR
Per completare l’itinerario è necessario spostarsi verso l’EUR, quartiere progettato in vista dell’Esposizione Universale di Roma del 1942 e realizzato in parte tra la fine degli anni Trenta e il dopoguerra. Il Palazzo della Civiltà Italiana, progettato da Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano, fu costruito tra il 1938 e il 1942. La facciata scandita da archi e la denominazione di “Colosseo Quadrato” ne hanno fatto uno dei simboli della Roma moderna, ma la sua lettura resta legata alla funzione ideologica dell’impianto espositivo originario.
Nello stesso quadrante il Palazzo dei Congressi, progettato da Adalberto Libera, permette di osservare un’altra idea di modernità: il rapporto tra grandi superfici, spazi cerimoniali e opere d’arte integrate nell’architettura. EUR SpA segnala, nell’atrio, il fregio agricolo realizzato nel 1953 da Gino Severini, lungo 55 metri. Il dato è significativo perché mostra come l’edificio non sia soltanto un contenitore funzionale, ma anche un luogo nel quale pittura, decorazione e progetto urbano sono stati pensati insieme.

Fonte immagine: maxxi.art
Il percorso può concludersi davanti al Palazzo della Civiltà Italiana, osservando da lontano la regolarità della facciata e da vicino le 28 statue in marmo di Carrara collocate al piano terreno, alte 3,40 metri secondo la documentazione di EUR SpA. La distanza tra MAXXI, Auditorium ed EUR impedisce di pensare a una passeggiata interamente lineare: è più corretto considerarla un itinerario in due tempi, con uno spostamento tra i quartieri. Proprio questa discontinuità restituisce la natura composita della Roma moderna, costruita per episodi, programmi e visioni urbane differenti.
Da dove conviene iniziare l’itinerario nella Roma contemporanea?
Il percorso può iniziare dal MAXXI, in via Guido Reni 4/A, nel quartiere Flaminio, e proseguire verso l’Auditorium Parco della Musica.
Quali architetti sono associati alle principali tappe?
Il MAXXI è progettato da Zaha Hadid; l’Auditorium Parco della Musica da Renzo Piano; il Palazzetto dello Sport da Pier Luigi Nervi e Annibale Vitellozzi.
Quali sono gli orari verificati del MAXXI?
Il MAXXI risulta aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19, con chiusura ordinaria il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Che cosa vedere all’EUR oltre al Palazzo della Civiltà Italiana?
Il percorso può includere il Palazzo dei Congressi, progettato da Adalberto Libera, e il fregio agricolo di Gino Severini realizzato nel 1953.
Ultime notizie & mostre
Le ultime notizie dal mondo dell'arte

A Pesaro i sassi diventano immagini: Stefano Furlani al Museo della Marineria

Castel Sant’Angelo a Roma: storia del mausoleo di Adriano, della fortezza papale e del museo sul Tevere

Guida ai musei di Genova: da Palazzo Ducale ai palazzi di Strada Nuova





