Dai grandi interventi di Blu ed Ericailcane alle opere contemporanee di Orticanoodles, Kotè e Luogo Comune: una mappa ragionata dell’arte urbana bolognese.
Per cercare la street art a Bologna conviene partire da un dato essenziale: non esiste un solo quartiere dei murales, né un catalogo immutabile delle opere. La scena bolognese si è formata tra writing, centri sociali, laboratori dell’Accademia di Belle Arti e interventi commissionati, lasciando tracce nel centro storico, alla Bolognina, nella zona universitaria, a San Donato e negli spazi di rigenerazione urbana. Alcuni lavori sono stati cancellati, sostituiti o modificati; altri sono nati negli ultimi anni per iniziativa pubblica o privata. La visita richiede quindi attenzione al contesto, non soltanto alla fotografia del singolo muro.

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Bolognina e l’eredità di Blu
La Bolognina è il punto più utile per comprendere la storia politica e sociale dell’arte urbana bolognese. Tra via Fioravanti, via Marco Polo e gli spazi un tempo legati a XM24 e Crash si sono sviluppati alcuni interventi associati a Blu, artista attivo a Bologna fin dagli anni Novanta, e a Ericailcane, autore di figure animali dettagliate e spesso allegoriche. Le opere storiche dei due artisti non vanno però cercate come presenze garantite: nel marzo 2016 Blu ricoprì con vernice grigia molti dei propri murales cittadini, protestando contro la rimozione e l’esposizione museale di opere nate nello spazio pubblico.

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San Donato: facciate, lettering e tridimensionalità
Per osservare interventi di scala architettonica si può proseguire verso San Donato, dove sono documentate facciate realizzate da Dado ed Etnik nell’ambito di un progetto del 2012 rivolto al rapporto tra centro e periferia. Dado è legato alla tradizione bolognese del lettering e della geometria murale; Etnik lavora invece con strutture urbane, volumi e forme che sembrano costruire edifici immaginari sulla parete. Il quartiere permette di confrontare il writing, nato come pratica autonoma, con la produzione di grandi opere autorizzate e pensate per una lunga permanenza nello spazio pubblico.
DumBO e gli interventi contemporanei
DumBO, area di rigenerazione urbana nei pressi della stazione Ravone, rappresenta una fase più recente della produzione pubblica di immagini e opere murali. Qui è stato documentato nel 2024 un intervento di Luogo Comune realizzato per il progetto URBANA, con una parete dedicata alla domanda “What’s your idea of city?”. Il valore del luogo sta anche nella sua natura temporanea e trasformabile: capannoni, recinzioni e superfici industriali diventano supporti per opere che accompagnano eventi, attività culturali e nuovi usi dello spazio ferroviario dismesso.
Murales di memoria e figure pubbliche
A Bologna la pittura murale non riguarda soltanto l’estetica urbana o la cultura hip-hop. In via San Felice, un intervento degli Orticanoodles è dedicato a Irma Bandiera, partigiana bolognese uccisa il 14 agosto 1944: il murale inserisce la memoria della Resistenza nella quotidianità di una strada di passaggio. Un altro esempio è il ritratto di Giacomo Matteotti realizzato da Chekos’art sulla facciata del liceo Copernico per il centenario dell’assassinio, celebrato nel 2024. Sono opere da leggere insieme alla storia dei luoghi e alle ricorrenze civili che le hanno generate.

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Via Fioravanti e il murale per Lucio Dalla
Tra gli interventi più recenti si trova “Felicità“, murale dedicato a Lucio Dalla e inaugurato in via Fioravanti il 4 marzo 2025, giorno del compleanno del cantautore. L’opera è stata realizzata da Kotè, nome d’arte di Antonio Cotecchia, come dono della Fondazione Lucio Dalla alla città. La sua presenza nella Bolognina costruisce un collegamento tra cultura musicale, identità cittadina e pratiche di arte pubblica: non è un’opera anonima comparsa su una superficie residuale, ma un progetto esplicitamente commissionato e inserito nel programma di iniziative “No Code”.
Tag, writing e differenza tra opera autorizzata e traccia spontanea
Chi cerca i tag deve adottare uno sguardo diverso da quello riservato ai murales figurativi. Il writing si riconosce attraverso lettering, firme, throw-up, sovrapposizioni e percorsi di ripetizione che spesso non coincidono con un singolo indirizzo turistico. A Bologna questa cultura è legata alla presenza universitaria, ai centri sociali e alle pratiche autonome di appropriazione dello spazio. Il regolamento edilizio comunale distingue gli interventi di murales, writing e street art realizzati su edifici o manufatti pubblici, anche attraverso percorsi partecipativi, dalla pittura non autorizzata: la distinzione amministrativa non esaurisce però la complessità storica della scena.
Come costruire un itinerario
Un itinerario pratico può iniziare dalla Bolognina, raggiungere DumBO e proseguire verso San Donato, utilizzando la bicicletta per ridurre le distanze tra le aree periferiche. Il centro storico offre invece episodi più puntuali, spesso legati a progetti civici, serrande dipinte o interventi commemorativi. Prima di partire è utile controllare le mappe aggiornate della street art, perché cancellazioni, cantieri e nuove commissioni modificano rapidamente il quadro. La piattaforma Street Art Cities censisce numerose opere nell’area bolognese, mentre Bologna Welcome propone itinerari ciclabili e indicazioni territoriali dedicate all’arte urbana.

Fonte immagine: bolognawelcome.com
La domanda “dove vedere la street art a Bologna?” non ha dunque una risposta riducibile a una lista di indirizzi. La città va percorsa per strati: la memoria dei murales cancellati di Blu, le figure di Ericailcane, il lettering di Dado, le facciate di San Donato, gli spazi produttivi di DumBO e i nuovi dipinti dedicati a personaggi come Irma Bandiera, Matteotti e Lucio Dalla. Fotografare un’opera significa anche registrare la condizione del muro, la data della visita e il quartiere: nell’arte urbana, la trasformazione del supporto fa parte della storia dell’immagine.
Dove si concentra la street art storica di Bologna?
Le aree più significative comprendono Bolognina, via Fioravanti, via Marco Polo e alcuni spazi un tempo legati ai centri sociali, oltre alla zona di San Donato.
I murales di Blu sono ancora visibili a Bologna?
Molte opere storiche di Blu furono ricoperte dall’artista nel marzo 2016; per questo non è corretto considerarle tutte ancora esistenti.
Dove si trova il murale dedicato a Lucio Dalla?
Il murale "Felicità", realizzato da Kotè, si trova in via Fioravanti ed è stato inaugurato il 4 marzo 2025.
Quali artisti sono legati alla scena urbana bolognese?
Tra i nomi più documentati figurano Blu, Ericailcane, Dado, Etnik, Orticanoodles, Chekos’art, Kotè e Luogo Comune.
Come si può visitare la street art bolognese?
Un percorso utile collega Bolognina, DumBO e San Donato; la bicicletta è indicata per gli spostamenti e le mappe online vanno controllate prima della visita, poiché le opere possono cambiare o scomparire.
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