C’è un luogo dove il tempo sembra fermarsi, eppure scorre con la delicatezza di una linea tracciata a matita. Nel cuore di Abano Terme, tra le sale affrescate di una villa veneta del Cinquecento, prende vita una retrospettiva capace di raccontare la storia dell’arte grafica su carta in cinque secoli di segni e invenzioni. Dal 22 novembre 2025 al 15 marzo 2026, il Museo Villa Bassi Rathgeb apre le sue porte a Leonor Fini e la Collezione Grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento, un percorso espositivo che raccoglie ottanta opere tra disegni e incisioni, un dialogo tra passato e modernità.
La retrospettiva di Leonor Fini ad Abano suscita grande interesse per il suo percorso che copre cinque secoli di arte grafica. Nelle sale sotterranee sono esposte opere di artisti come Campi, Tiepolo e Quarenghi, offrendo una visione completa della storia dell’arte su carta. La sezione dedicata a Fini si distingue per la libertà espressiva dei suoi segni, le incisioni, le fotolitografie e la presenza di un bozzetto teatrale per Orfeo, che mette in luce anche il suo ruolo di scenografa e costumista.
La villa stessa è protagonista di questo viaggio. Costruita tra il 1566 e il 1576 su progetto di Giovanni Antonio Secco, è un esempio perfetto dell’architettura veneta cinquecentesca. Dopo anni di restauri, le sue stanze e i suoi corridoi hanno accolto una collezione che racconta la storia del gusto e della creatività: dipinti, miniature, disegni, stampe, mobili, armi antiche e reperti archeologici, donati al Comune da Roberto Bassi Rathgeb. Qui, ogni sala diventa un teatro, ogni parete un palcoscenico dove il passato dialoga con il presente.

Locandina ufficiale della mostra – Manifesto promozionale con figure disegnate in stile onirico, che annuncia il titolo, le date (22/11/25–15/03/26) e il luogo (Museo Villa Bassi Rathgeb, Abano Terme)
Il percorso: due mondi a confronto
La mostra, curata da Giovanni Bianchi, Raffaele Campion, Barbara Maria Savy e Federica Stevanin, si sviluppa in due grandi sezioni. Nei sotterranei, la prima parte racconta la storia della grafica dal Rinascimento al XIX secolo. Cinquantacinque opere della collezione storica guidano il visitatore attraverso un labirinto di segni e forme, in un susseguirsi di dettagli, stili e invenzioni. Al piano nobile, tra le stanze affrescate, emerge il mondo di Leonor Fini, con ventiquattro opere su carta, tra incisioni e fotolitografie, capaci di restituire la poliedricità e la libertà espressiva dell’artista.
Accanto alle opere, un catalogo scientifico curato da Dario Cimorelli accompagna il visitatore con saggi e schede elaborate dai curatori e da storiche dell’arte, tra cui Silvia Capponi, Elena Lissoni, Silvia Arzuffi, Chiara Bombardini e Claudia Caramanna, che aiutano a orientarsi tra le stratificazioni storiche e stilistiche della mostra.
Tesori nascosti negli ipogei
Scendendo nelle sale sotterranee, il visitatore entra in un mondo di segni classici e invenzioni sofisticate. Tra i protagonisti spiccano:
- Bernardino Campi con lo Studio per il piccolo Cupido dormiente, un disegno che cattura la delicatezza del gesto umano.
- Giandomenico Tiepolo e i suoi Cinque levrieri, acquerelli che combinano eleganza e vitalità.
- Paolo Vincenzo Bonomini, i cui Capricci di scheletri giocano tra grottesco e simbolico, evocando mondi fantastici.
- Giacomo Quarenghi, con i suoi progetti architettonici del periodo russo, testimonianza di un neoclassicismo rigoroso e raffinato.
- Francesco Hayez, con una scena ispirata al romanzo Il Bravo di James Fenimore Cooper, che porta il visitatore nel clima romantico dell’epoca.
- Adriaen van Ostade, le cui acqueforti rappresentano scene di genere vibranti e popolate da figure dinamiche.
- Stampe e disegni di maestri come Tiziano, Jacopo Bassano, Guercino, Giuseppe Zais e Pietro Longhi, testimoni di epoche e stili diversi.
- Una sezione dedicata all’elemento acqua, con Il bagno delle ninfe di Andrea Andreani, derivato da xilografia di Ugo da Carpi su disegno di Parmigianino, che riecheggia le acque termali e l’atmosfera poetica di Abano.
- La conclusione lombarda con Cesare Tallone e Rinaldo Agazzi, a testimoniare il legame storico del museo con la tradizione artistica del Nord Italia.
Leonor Fini: l’arte come spirito libero
Al piano nobile, tra gli affreschi, emerge l’universo grafico di Leonor Fini. Le sue opere su carta non sono solo immagini, ma gesti di libertà stilistica. Pur dialogando con il Surrealismo, Fini attinge a fonti molteplici: il manierismo italiano, i maestri fiamminghi e il romanticismo tedesco si fondono nel suo segno indipendente. Tra le opere spicca il bozzetto di scena per “Orfeo” realizzato per l’atto unico di Roberto Lupi nel 1951, presentato al Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, accompagnato da fotografie d’epoca che documentano il suo lavoro teatrale come costumista.

Disegno su carta – Un dettaglio grafico, probabilmente un bozzetto o uno studio architettonico, parte della Collezione Grafica, che mostra il lavoro su matita e tratto fine
Una mostra che unisce passato e presente
Questa esposizione racconta un dialogo tra epoche. Da un lato la collezione storica del Museo Villa Bassi Rathgeb, dall’altro l’arte visionaria e poliedrica di Fini. È un racconto che attraversa cinque secoli di grafica, dimostrando come le invenzioni visive possano durare, trasformarsi e reinventarsi nel tempo. La mostra è stata resa possibile dalle donazioni significative della vedova di Bassi Rathgeb, Isabella Hübsch, e dell’Ambasciatore Ugo Gabriele de Mohr, che ha donato anche dipinti e disegni di Cesare Tallone e suo figlio Guido.
Il museo apre da mercoledì a domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, mentre lunedì e martedì rimane chiuso. Il biglietto intero costa € 10, il ridotto € 8, studenti dai 7 ai 25 anni € 5 e la formula famiglia € 25. L’esposizione è promossa dal Comune di Abano Terme in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e con il contributo della Regione Veneto.
| Info | Dettagli |
|---|---|
| Titolo della mostra | Leonor Fini e la Collezione Grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento |
| Artista o artisti partecipanti | Francesco Hayez, Leonor Fini, Giandomenico Tiepolo, Bernardino Campi |
| Tema o concept | Rinascimento, Novecento, Romanticismo |
| Tipologia della mostra | Retrospettiva |
| Ente organizzatore / promotore | Museo Villa Bassi Rathgeb |
| Patrocini o collaborazioni istituzionali | Comune di Abano Terme, Dipartimento dei Beni Culturali – Università di Padova, Regione Veneto |
| Luogo | Abano Terme |
| Indirizzo | Via Appia Monterosso, 52 – 35031 Abano Terme (PD) |
| Data di inizio | 22 novembre 2025 |
| Data di fine | 15 marzo 2026 |
| Curatore | Raffaele Campion, Barbara Maria Savy, Giovanni Bianchi, Federica Stevanin |
| Orari di apertura | Mercoledì–Domenica 10:00‑13:00 / 15:00‑18:00 |
| Giorni di chiusura | Chiuso lunedì e martedì |
| Biglietto / ingresso | Intero € 10, Ridotto € 8, Studenti (7‑25 anni) € 5, Famiglia € 25 |
| Sito ufficiale o pagina web dedicata | www.museovillabassiabano.it |
| Telefono | +39 049 824 5284 |
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