Nel 2026 l’Accademia di Belle Arti di Brera celebrerà i 250 anni con mostre, nuovi progetti, aperture speciali e la Laurea Honoris Causa a Giulio Paolini. Origini, evoluzione, eventi e iniziative dell’anno celebrativo
Quando ti avvicini al cortile del Palazzo di Brera hai la sensazione di entrare in un luogo dove il tempo si è stratificato come pigmento su tela. Nel 2026 quell’impressione diventerà ancora più intensa. L’Accademia di Belle Arti festeggerà i suoi duecentocinquanta anni di storia, un traguardo che racconta non solo la longevità di un’istituzione ma anche il percorso che l’arte italiana ha attraversato nelle epoche, nelle rivoluzioni estetiche, oltre che attraverso fratture culturali e rinascite.
Le celebrazioni si preannunciano come un laboratorio aperto più che come una cerimonia attesa, un anno in cui la scuola si mostrerà al pubblico con un dinamismo raro, consapevole della sua storia ma affamata di futuro.
Le radici illuministe
La storia di Brera nasce in un clima di profonda trasformazione, siamo nel settecento. Maria Teresa d’Austria scelse di creare una scuola pubblica capace di emancipare la formazione artistica dal sistema chiuso delle botteghe. Fu una scelta politica, culturale e perfino civile. L’arte non doveva più essere custodita in reti private ma insegnata con metodo, condivisa, regolata dall’idea che la conoscenza appartiene a tutti.
Il Palazzo di Brera si rivelò subito la casa ideale di questa nuova moda. Non un semplice contenitore, ma un vero crocevia del sapere. Nelle sue sale convivevano astronomia, botanica, letteratura, ricerca scientifica e istanze artistiche. Chi entrava nell’Accademia avvertiva la presenza di un’energia particolare, un flusso continuo fra discipline che raramente si incontravano altrove.

Teleri monumentali e vedute veneziane si alternano in un percorso che equilibra teatralità barocca e chiarezza museale contemporanea
Fin dai primi anni la scuola divenne un polo culturale in cui l’arte dialogava con la scienza, l’osservazione con l’immaginazione, l’antico con ciò che ancora non esisteva. Se oggi ti capita di attraversare quei corridoi, percepisci ancora quella vibrazione.
Una metamorfosi che non si è mai fermata
L’impostazione originaria prevedeva insegnamenti centrati su pittura, scultura, ornato e architettura. Col passare dei decenni, quei confini si sono allargati fino a includere pratiche sempre più complesse: ogni generazione ha lasciato una traccia. Artisti, scultori, architetti e maestri di discipline diverse sono passati da Brera, contribuendo a creare un mosaico vivente di stili, pensieri e identità.
L’Accademia non è stata solo un luogo di formazione, ma ha imparato negli anni a custodire patrimoni, restaurare opere, accompagnare evoluzioni estetiche, aperto strade che hanno modificato il modo di percepire l’arte nel nostro Paese. È diventata insomma un vulnus che continua a pompare linfa creativa nel sistema culturale italiano.
Le celebrazioni del 2026 partiranno il 22 gennaio
La data che segnerà ufficialmente l’apertura dell’anno celebrativo sarà il ventidue gennaio, in coincidenza con l’apertura del nuovo anno accademico universitario, per un appuntamento che fungerà da sonnacchioso risveglio per la città dopo l’inverno, trasformando Milano in un palcoscenico diffuso di fermento artistico.
Il conferimento della Laurea Honoris Causa a Giulio Paolini rappresenterà un gesto altamente simbolico, perché la sua poetica, fatta di riflessioni sull’identità dell’opera non ha bisogno di un riconoscimento per essere celebrata: scegliere Paolini significa affermare che la tradizione non è un peso da portare, ma un patrimonio attraverso cui continuare a pensare.
Un anno di mostre, aperture speciali, appuntamenti da non perdere
Per il 2026 l’Accademia ha costruito un programma che punta a trasformare la scuola in uno spazio in movimento continuo.
Le iniziative previste intrecciano esperienza, formazione e comunità.
- Un’identità visiva rinnovata, pensata per raccontare con segno pulito e contemporaneo l’essenza di una scuola che vive nel presente e non nei suoi archivi
- Un fitto ciclo di mostre che spazia dalle sculture alle installazioni tecnologiche, fino a progetti dedicati ai diplomati e alle nuove generazioni creative
- Un’apertura eccezionale degli ambienti interni durante l’estate, con aule che si trasformano in gallerie, laboratori aperti ai visitatori, dimostrazioni pratiche guidate dagli studenti
Immagina di camminare tra cavalletti, monitor, materiali di lavoro, profumi di pigmenti e resine, conversazioni improvvisate fra studenti e curiosi. L’Accademia si offrirà come organismo vivo, non come museo della sua storia. Oggi Brera è l’Accademia più frequentata in Italia e ospita circa quattromilacinquecento studenti, un numero che rivela una comunità vivace e allo stesso tempo cosmopolita. Una parte consistente proviene dall’estero, a testimonianza di un’attrazione che si estende oltre i confini nazionali.
Il corpo docente supera le quattrocento persone, tra professori stabili e docenti a contratto, un microcosmo di competenze che rende l’Accademia una sorta di osservatorio privilegiato sulle trasformazioni delle arti visive.
A questo si aggiungerà il futuro Campus delle Arti, una nuova sede pensata per discipline legate all’immagine contemporanea, dal video al cinema, dalla fotografia agli archivi visivi. Un ulteriore passo per trasformare Brera in un’istituzione ancora più articolata e capace di rispondere ai linguaggi emergenti.
La scuola nata per modernizzare l’insegnamento dell’arte è oggi il punto di riferimento che continua a evolversi senza interrompere il dialogo con la sua identità storica. Con i duecentocinquanta anni si rinnova l’impegno a sostenere la ricerca, a integrare nuove tecnologie, a interpretare i cambiamenti culturali.
Se osservi Brera da questa prospettiva, ti rendi conto che l’Accademia non festeggia soltanto una ricorrenza, ridefinisce il suo ruolo nella Milano contemporanea, una città sempre più attenta all’innovazione e alla progettazione culturale. E lo fa preparando nuove generazioni di artisti che porteranno quel patrimonio nelle loro visioni, nei loro linguaggi, nelle loro opere.
FAQ
- Perché il 250° anniversario è considerato così importante per Brera?
Perché rappresenta la conferma di un percorso storico che ha segnato la formazione artistica italiana e offre allo stesso tempo una piattaforma per immaginare il futuro dell’istituzione. - Come si svolgeranno le celebrazioni?
L’anno sarà animato da un programma che comprende mostre, una nuova identità grafica, aperture estive degli spazi e attività che coinvolgeranno anche il pubblico non specializzato. - Qual è il gesto più simbolico dell’anno celebrativo?
La Laurea Honoris Causa a Giulio Paolini, un artista che incarna la continuità tra memoria e ricerca contemporanea. - Durante l’estate si potrà visitare l’Accademia?
Sì, saranno organizzate aperture speciali che permetteranno ai visitatori di entrare nei laboratori e osservare da vicino il lavoro degli studenti. - Cosa rende Brera diversa dalle altre accademie italiane?
La convivenza storica con discipline scientifiche e letterarie, la presenza di una comunità internazionale molto ampia e una tradizione che continua a mutare senza perdere consistenza. - Abbiamo creato una guida per la visita della Pinacoteca, per chi fosse interessato, compresa anche nell’elenco dei 12 luoghi da visitare assolutamente a Milano, in tema di arte contemporanea.
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