Quando le parole diventano materia. Scopri Leonardo Parlante al Castello Sforzesco di Milano: installazioni ispirate alle parole di Leonardo da Vinci, tra sculture, percorsi urbani e un viaggio nella lingua italiana. Mostra gratuita fino al 31 gennaio 2026

Al Castello Sforzesco, tra gli archi e i cortili che raccontano secoli di storia, prende forma un progetto che sembra uscito da un incontro tra filologia, scultura e immaginazione. «Leonardo Parlante – Micanti, salvatiche e infallanti», ideato da Sabrina D’Alessandro all’interno del suo URPS – Ufficio Resurrezione Parole Smarrite, invita i visitatori di BookCity 2025 e del periodo successivo a riscoprire un Leonardo inatteso. La mostra resterà infatti visitabile fino al 31 gennaio 2026, trasformando per mesi il Castello in un laboratorio all’aperto dedicato al linguaggio.

Leonardo Parlante al Castello Sforzesco

Leonardo Parlante al Castello Sforzesco

Un Leonardo che annota e indaga la lingua

Il fulcro dell’intero progetto è il Codice Trivulziano 2162, un quaderno custodito proprio negli archivi del Castello (a proposito, se vuoi prenotare una visita al Castello con le offerte più convenienti, ti consigliamo questa soluzione organizzata). Tra le sue pagine, Leonardo trascrisse migliaia di vocaboli, circa ottomila secondo le testimonianze, organizzati in liste e brevi raccolte. Sono parole comuni, espressioni in latino, termini strani o desueti: materiali con cui il genio toscano cercava di ampliare il proprio lessico.

Il Codice Trivulziano 2162 è descritto come un taccuino conservato presso l’Archivio Storico Civico e la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco. La fonte chiarisce che Leonardo vi raccolse circa ottomila parole, elenchi di termini, appunti lessicali e latinismi, con lo scopo di ampliare il proprio vocabolario. Il manoscritto testimonia un tratto meno noto del suo metodo di studio: l’interesse per la lingua come campo di osservazione e sperimentazione, analogo alla sua curiosità verso discipline scientifiche e tecniche.
Nonostante Leonardo sia comunemente ricordato per l’ingegno multiforme, la fonte sottolinea che questo quaderno rivela un’ulteriore sfaccettatura del suo lavoro: un Leonardo “lessicografo per passione”, che analizza parole e ne registra il suono, il significato e le potenzialità espressive.

Questo lato dello scienziato e artista – un Leonardo che scruta le parole con la stessa serietà con cui studia un fenomeno naturale – è spesso trascurato. Eppure, dalle scelte e dagli appunti emerge la sua volontà di attraversare il linguaggio come terreno di ricerca, un campo fertile dove esercitare precisione, osservazione e curiosità.

Milano come manoscritto e la lingua come opera d’arteL’esposizione valica però i confini del Castello e finisce per invadere la città. Attraverso un circuito di affissioni pubbliche, D’Alessandro dissemina i vocaboli leonardiani nello spazio urbano, accompagnandoli con frammenti tratti dai manoscritti e costituendo un vero e proprio ponte fra passato e presente attraverso la parola, che viaggia nel tempo e ritorna in tutta la sua musicalità. Infallante si lega alla frase «Raro cade chi ben cammina», plenitudine alla visione amorosa «Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa». Il risultato è un percorso poetico e filosofico che attraversa Milano come un atlante linguistico, invitando cittadini e visitatori a riscoprire la potenza della parola

Milano come manoscritto e la lingua come opera d’arte – l’esposizione valica però i confini del Castello e finisce per invadere la città. Attraverso un circuito di affissioni pubbliche, D’Alessandro dissemina i vocaboli leonardiani nello spazio urbano, accompagnandoli con frammenti tratti dai manoscritti e costituendo un vero e proprio ponte fra passato e presente attraverso la parola, che viaggia nel tempo e ritorna in tutta la sua musicalità. Infallante si lega alla frase «Raro cade chi ben cammina», plenitudine alla visione amorosa «Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa». Il risultato è un percorso poetico e filosofico che attraversa Milano come un atlante linguistico, invitando cittadini e visitatori a riscoprire la potenza della parola

Dare corpo a ciò che rischia di svanire

Sabrina D’Alessandro parte proprio da queste liste per trasformarle in materia tangibile. Le parole, molte delle quali oggi scomparse d’uso, diventano sculture e installazioni disposte nei cortili del Castello Sforzesco, creando un itinerario che guida lo sguardo e provoca riflessioni inattese.

Nel Cortile delle Armi emerge Salvatica, una grande scultura in terracotta. Il termine, in origine collegato all’idea di spontaneità e selvatichezza, qui assume un significato legato alla sopravvivenza: “ciò che si salva”. Le lettere che compongono la parola non sono superfici mute; ospitano incise altre voci, dalla “Miseria” alla “Virtù”, dalla “Largità” alla “Follia”. Un mosaico di contrasti che restituisce la ricchezza e la complessità del vocabolario leonardiano.

Proseguendo, nella Corte Ducale si fronteggiano due parole opposte: Vanagroria e Purità. La prima, realizzata in metallo riflettente, gioca con la leggerezza dell’apparenza e con l’idea di autoillusione. La seconda, modellata in terracotta, richiama una riflessione attribuita a Leonardo sugli elefanti che si immergono nell’acqua per purificarsi. Insieme formano un duello silenzioso tra ostentazione e integrità, tra superficialità e rigenerazione.

Sabrina D’alessandro, Depopulante e Impunità, Affissioni urbane. Leonardo parlante. Ph. URPS

Sabrina D’alessandro, Depopulante e Impunità, Affissioni urbane. Leonardo parlante. Ph. URPS

Una città disseminata di vocaboli

L’esposizione, però, non rimane confinata al perimetro del Castello. Alcune parole tratte dal Codice Trivulziano si affacciano sulle strade di Milano attraverso affissioni pubbliche. Ogni manifesto unisce un termine a una frase leonardiana, trasformando i percorsi urbani in scorci di meditazione.

Tra questi compaiono vocaboli come infallante, associato alla massima «Raro cade chi ben cammina», oppure plenitudine, collegata all’idea di riposo e compimento dell’amore. Le affissioni creano un filo invisibile che unisce lo spazio espositivo alla città, invitando chi passa a interrogarsi sul potere delle parole.

Le parole come responsabilità condivisa

Oltre all’aspetto estetico, il progetto porta con sé un richiamo all’impegno. Secondo D’Alessandro, recuperare questi termini non significa ricostruire un linguaggio antico, ma riconoscere quanto l’italiano sia un patrimonio di sfumature che rischia di assottigliarsi. Le parole non devono restare imprigionate nei manoscritti: serve riportarle alla luce affinché diventino strumenti di pensiero, descrizione e comprensione del mondo.

Sabrina D’alessandro, Purità, Castello Sforzesco. Leonardo parlante. Ph. Filippo Romano

Sabrina D’alessandro, Purità, Castello Sforzesco. Leonardo parlante. Ph. Filippo Romano

L’iniziativa nasce da anni di studio all’interno dell’URPS, fondato da D’Alessandro nel 2009. Una residenza artistica presso la Casa degli Artisti nel 2024, attraverso il bando “AAA – Atelier Aperti per Artista”, ha offerto lo spazio per sviluppare il progetto. Alla produzione hanno contribuito Fondazione Cariplo, Palazzi Cieloterra e Ferro Design Milano.

La ricerca, tuttavia, non si esaurisce nel Castello: la stessa artista è impegnata anche al MUFOCO con la serie “Fotopiovoli Trivulziani” e parteciperà alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, con una tappa a Oslo, ampliando la risonanza delle sue esplorazioni linguistiche.

Sabrina D’alessandro, Affissioni urbane, viale Padova. Leonardo parlante. Ph. URPS

Sabrina D’alessandro, Affissioni urbane, viale Padova. Leonardo parlante. Ph. URPS

Le installazioni sono ospitate nel Cortile delle Armi e nella Corte Ducale del Castello Sforzesco, accessibili gratuitamente tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:30. Il progetto è stato presentato pubblicamente il 13 novembre 2025, nella Sala Weil Weiss, durante BookCity.

Mappa delle affissioni

Mappa delle affissioni

Se ti trovi a Milano e hai voglia di un’esperienza fuori dal comune, la mostra Leonardo Parlante al Castello Sforzesco è uno di quei percorsi che meritano davvero una tappa. È facile da raggiungere, si visita liberamente camminando tra i cortili, e offre un modo sorprendente per scoprire un lato meno noto di Leonardo da Vinci: quello legato alle parole, ai significati nascosti, alle sfumature del linguaggio. Non serve essere esperti d’arte o appassionati di storia: basta lasciarsi guidare dalle installazioni, leggere le parole che emergono dalle sculture e godersi il dialogo tra arte, architettura e atmosfera milanese. In pochi minuti si ha un quadro chiaro del progetto, ma chi desidera può fermarsi più a lungo per osservare i dettagli, fotografare le opere o semplicemente vivere il Castello da una prospettiva diversa. Una visita leggera, accessibile e perfetta da integrare in un itinerario in centro.

Informazioni sulla mostra
InfoDettagli
Titolo della mostraLeonardo Parlante. Micanti, salvatiche e infallanti. Le parole di Leonardo in mostra
Artista o artisti partecipantiSabrina D’Alessandro
Tema o conceptInstallazioni nei cortili del Castello Sforzesco (Cortile delle Armi e Corte Ducale) + affissioni urbane in tutta Milano
Tipologia della mostraInstallazioni nei cortili del Castello Sforzesco (Cortile delle Armi e Corte Ducale) + affissioni urbane in tutta Milano
Patrocini o collaborazioni istituzionaliIl progetto ha il sostegno di Fondazione Cariplo; le sculture sono state realizzate anche con la collaborazione di Palazzi Cieloterra e Ferro Design Milano
LuogoMilano
IndirizzoCastello Sforzesco, Piazza Castello, 20121 Milano
Data di inizio1 novembre 2025
Data di fine31 gennaio 2026
CuratoreSabrina D’Alessandro / URPS – Ufficio Resurrezione Parole Smarrite con il coordinamento di Lorenzo Vatalaro
Orari di aperturaTutti i giorni da martedì a domenica
Giorni di chiusuraLunedì chiuso
Biglietto / ingressoIngresso gratuito
Sito ufficiale o pagina web dedicatawww.casadegliartisti.org
Prenota la visitawww.tiqets.com
Telefono+39 392 3796688

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