Il ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt venduto per 236 milioni di dollari e la collezione di Leonard Lauder che ha totalizzato 706 milioni sono lo specchio più nitido di quanto valgano ancora le opere rare e iconiche

Martedì 18 novembre 2025 Sotheby’s ha inaugurato la sua nuova sede a New York – l’ex edificio del Whitney Museum progettato da Marcel Breuer – con un’asta che ha già fatto la storia moderna dell’arte. Al centro dell’attenzione il ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt (1914-16), venduto per 205 milioni di dollari al martello dopo una battaglia al rialzo durata 20 minuti, che diventano 236,3 milioni con le commissioni. Un risultato che ne fa il quadro moderno più costoso mai venduto da Sotheby’s e il secondo più prezioso venduto all’asta a livello globale.

Ma davvero Klimt può raggiungere cifre simili? Sì, è raro che un ritratto a figura intera di Klimt sia disponibile sul mercato. Questo lo rende praticamente unico. Oltre agli aspetti finanziari, eventi come l’asta di Sotheby’s svolgono poi una funzione educativa e culturale. Mostrare al pubblico opere straordinarie in un contesto di vendita trasparente permette di diffondere conoscenze sull’arte moderna, incoraggiando la curiosità e l’interesse per periodi artistici e stili che altrimenti resterebbero confinati nei musei o nelle collezioni private. L’asta diventa quindi non solo un momento commerciale, ma anche un’occasione di dialogo culturale tra esperti, collezionisti e appassionati.

Un addetto alla gestione delle opere d’arte si trova davanti al Ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt, diventato la seconda opera più costosa mai venduta all’asta. Fotografia: Alexi Rosenfeld/Getty Images

Un addetto alla gestione delle opere d’arte si trova davanti al Ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt, diventato la seconda opera più costosa mai venduta all’asta. Fotografia: Alexi Rosenfeld/Getty Images

Il ritratto di Elisabeth Lederer non è solo un’opera d’arte di valore straordinario, in quanto rappresenta anche un documento storico. La vicenda della famiglia Lederer e il sequestro del dipinto durante l’occupazione nazista raccontano il destino tragico di molte famiglie ebree a Vienna. In questo senso, l’opera diventa un ponte tra estetica e memoria, testimoniando come l’arte possa conservare la storia delle persone e delle comunità. La sua vendita all’asta non ne diminuisce l’importanza storica, ma la trasferisce in un contesto globale, rendendo la storia di Elisabeth Lederer accessibile a un pubblico più ampio.

Il ritratto, alto 1,8 metri, realizzato tra il 1914 e il 1916, raffigura la figlia di una delle famiglie più ricche di Vienna, avvolta in un mantello in stile imperiale dell’Asia orientale. Si tratta di uno dei due ritratti a figura intera di Klimt ancora in mani private. L’opera fu conservata separatamente da altri dipinti di Klimt andati distrutti in un incendio in un castello austriaco.
Il quadro mostra la vita agiata della famiglia Lederer prima dell’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista nel 1938. La collezione d’arte dei Lederer fu saccheggiata dai nazisti, ma i ritratti familiari furono risparmiati, ritenuti “troppo ebraici per essere rubati”, secondo quanto riportato dalla National Gallery of Canada, dove l’opera era stata in precedenza concessa in prestito.

Ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt, diventata nel 2025 la seconda opera più costosa mai venduta all’asta

Ritratto di Elisabeth Lederer di Gustav Klimt, diventata nel 2025 la seconda opera più costosa mai venduta all’asta

Una serata da oltre 700 milioni complessivi

La vendita non si è limitata al Klimt. L’intera serata ha totalizzato 706 milioni di dollari con le commissioni, battendo ogni precedente record per Sotheby’s in una singola sessione. La maggior parte dei ricavi, 527,4 milioni, proviene dai 24 lotti della collezione di Leonard A. Lauder, celebre magnate della cosmetica e raffinato collezionista.

Le opere Lauder, vendute con la formula “white-glove”, rappresentano un piccolo ma potentissimo spaccato del collezionismo del XX secolo: da Klimt a Matisse, da Picasso a Munch, ognuna con una storia unica e un valore storico che supera spesso quello commerciale.

Il ritratto ritrae Elisabeth Lederer, figlia di mecenati viennesi, in abito dai richiami orientali su uno sfondo decorato con motivi asiatici. La sua unicità? È uno dei pochi ritratti a figura intera di Klimt ancora in mani private.

La storia dell’opera è intensa, sequestrata dai nazisti nel 1939 perché la famiglia Lederer era ebrea, dopo la guerra è tornata ai discendenti. Negli anni ’80, Leonard Lauder la acquisì tramite il gallerista Serge Sabarsky.

Altri protagonisti dell’asta Lauder

Oltre al Klimt:

  • Paesaggi di Klimt: Blooming Meadow (1908) venduto per 75 milioni al martello (86 milioni con commissioni) e Forest Slope in Unterach on the Attersee (1916) a 61 milioni (68,3 con commissioni).
  • Bronzi di Henri Matisse: sei opere che hanno attirato attenzione crescente.
  • Edvard Munch, Sankthansnatt (Midsummer Night), ha raggiunto 35,1 milioni con commissioni, superando la stima massima.
  • Maurizio Cattelan, America, water funzionante in oro 18 carati, venduto per 12,1 milioni con le commissioni.
Leonard Lauder davanti a un Picasso, Nudo su una poltrona, nella sua casa di New York nel 2014

Leonard Lauder davanti a un Picasso, Nudo su una poltrona, nella sua casa di New York nel 2014

Perché Lauder non era solo un (ricco) collezionista

Lauder non era solo un collezionista, ma un vero custode dell’arte moderna. La sua collezione, stimata in circa 400 milioni di dollari, comprende pezzi di Klimt, Picasso, Matisse, Munch e altri maestri. Mettere all’asta questi lavori non significa solo venderli, ma è anche un atto di trasmissione culturale, che mostra come il collezionismo privato possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico mondiale.

Questa asta conferma che il mercato dell’arte di fascia alta resta forte e resiliente, anche in tempi incerti. Il record stabilito da Klimt è un segnale chiaro, le opere rare e iconiche continuano a suscitare interesse globale e il valore dei grandi maestri storici non accenna a calare.

Il record raggiunto da Klimt nella nuova sede di Sotheby’s ha anche un significato economico. Conferma che le opere iconiche di artisti storici hanno un mercato solido e resistente, persino in un contesto globale incerto. Per i collezionisti e gli investitori, il segnale è chiaro: possedere opere rare non significa solo godere di bellezza, ma anche accedere a un asset con alto potenziale di rivalutazione. Inoltre, la vendita di pezzi provenienti da collezioni prestigiose come quella di Lauder aumenta la credibilità e la liquidità del mercato dell’arte moderna.


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